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04 Aprile 2026 / 04:56
PSD, cosa cambia per i servizi di incasso

 
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PSD, cosa cambia per i servizi di incasso

di Francesco, Burkhart - 2 Novembre 2010
A luglio, secondo quanto previsto dal D.lgs 11/2010 di recepimento della Direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD), sono state adeguate le procedure che disciplinano i servizi nazionali di incasso Rid, RiBa, Mav e Bollettino bancario alla nuova disciplina comunitaria. Le novità introdotte dalla PSD sono numerose, e modificano in modo significativo i rapporti costibenefici nell’utilizzo e nell’offerta di questi strumenti di pagamento, richiedendo agli utilizzatori e alle banche di definire nuove strategie di fruizione e offerta dei servizi. Il mondo degli incassi italiani conta, secondo i dati di Banca d’Italia riferiti al 2009, un numero di disposizioni di incasso pari a 857 milioni (di cui 842 milioni automatizzate, suddivise a loro volta in 575 milioni di addebiti preautorizzati Rid e 267 milioni di pagamenti Riba/Mav), rappresentando complessivamente il 21,6% del numero di operazioni di pagamento eseguite con strumenti diversi dal contante.I numeri ci parlano quindi di canali di pagamento molto importanti per il sistema produttivo italiano, tenuto conto che nelle procedure Rid e Riba transitano, per citarne solo alcune, buona parte delle operazioni di incasso legate al mondo delle utenze domestiche, delle società petrolifere, degli emittenti carte di pagamento, del credito al consumo, dei riversamenti per giochi e lotterie, del risparmio gestito e in generale dei pagamenti B2B fra le piccole e medie imprese.

ADDIO ALLA VALUTA

Per il servizio Rid, l’impatto di maggiore rilievo indotto dalla PSD è di natura economica e ha effetto sui conti economici delle banche dei creditori e dei loro clienti per via dell’eliminazione di ogni forma di remunerazione in termini di valuta, generata prima del 5 luglio in relazione alla possibilità che la banca aveva di attribuire all’accredito del creditore una data valuta successiva al giorno in cui la banca stessa entrava in possesso delle somme. La norma determina quindi, da un lato, l’azzeramento dei ricavi da valuta per la banca del creditore con la conseguente necessità di ripensare la propria strategia commerciale e di pricing, e dall’altro una riduzione per le imprese creditrici del costo sopportato per l’utilizzo dei servizi e più in generale un incremento della liquidità per effetto del miglioramento nel capitale circolante.

RISCHIO DI RITARDI

Di significativo impatto per lo schema di addebito Rid è anche la norma della PSD che disciplina il riconoscimento al creditore della disponibilità economica degli incassi eseguiti, prevedendo che questa sia concessa non appena le somme sono ricevute dalla banca, quindi prima della conoscenza dell’effettivo esito positivo dell’incasso. Infatti, nei casi di addebiti diretti che non trovano pagamento sul conto del pagatore, ad esempio per mancanza di fondi o semplicemente perché il conto è chiuso, l’informazione (e il relativo addebito delle somme) può giungere alla banca del creditore sino a tre giorni lavorativi successivi con il rischio per la banca del creditore di non riuscire a recuperare dal proprio cliente gli importi degli incassi non andati a buon fine. In altre parole la norma impone il superamento della cosiddetta forma tecnica del “dopo incasso”, basata sul riconoscimento al creditore della disponibilità economica delle somme in un momento successivo al termine di presunzione di pagamento fissato dalle regole interbancarie.

DIRITTTO DI RIMBORSO

Sempre per quanto riguarda il Rid, incide significativamente l’estensione del termine entro il quale il pagatore può richiedere il rimborso degli addebiti, fissato dalla PSD in otto settimane successive alla data di addebito, contro il termine massimo di cinque giorni previsto dalle regole interbancarie prima del 5 luglio. Questa tutela rafforzata per il cliente pagatore da un lato accrescerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori nell’utilizzo dei Rid, favorendone la diffusione come strumento di pagamento alternativo al contante, dall’altro determina per i creditori e le loro banche un drastico slittamento in avanti del momento di definitività degli incassi, con un ulteriore incremento dei rischi connessi alla richiesta di rimborso del pagatore.

FAMIGLIE O IMPRESE?

La disciplina comunitaria gradua peraltro la tutela relativa al diritto rimborso in funzione della natura del pagatore, consentendo ai soggetti classificati come “non consumatori”, cioè i soggetti che operano sul conto per scopi connessi alla loro attività lavorativa, di fissare con la propria banca termini di rimborso più contenuti ovvero di derogare in tutto a questo diritto. È il caso, ad esempio, dei riversamenti ai concessionari per giochi e lotterie, oppure degli incassi delle società petrolifere per gli approvvigionamenti di carburante alla rete di distribuzione, operazioni queste che, per la loro frequenza e per gli importi rilevanti, richiedono un ciclo di chiusura e definitività dell’incasso particolarmente ristretto.Proprio questo aspetto della direttiva ha fatto emergere il tema più generale della classificazione della clientela bancaria: molti soggetti economici, quali gli operatori del commercio al dettaglio o i professionisti, gestiscono su conti censiti come “consumer” anche le operazioni di pagamento relative alla loro attività commerciale.

LA NUOVA RIBA

Anche il servizio Riba ha subito con l’introduzione della PSD profonde modifiche che ne cambiano in modo rilevante le caratteristiche, rendendolo più appetibile per i creditori e meno rischioso per la banca rispetto al Rid.Infatti, l’effetto descritto per il Rid di incremento della rischiosità si produce in modo sensibilmente meno marcato per le disposizioni di incasso Riba, dove la banca del creditore di norma non riceve le somme degli addebiti non andati a buon fine (circa il 14% delle Riba presentate nel 2009) e non è quindi costretta a recuperarle in un momento successivo dal cliente come invece avviene per i Rid.Per cogliere questo obiettivo si è reso necessario, da un lato, anticipare il termine ultimo concesso al pagatore per effettuare il pagamento, e dall’altro ridurre drasticamente i tempi massimi per la comunicazione degli impagati da parte della banca del pagatore.

PIU CONCORRENZA

Ci sembra di intravedere un mercato, dal lato della clientela creditrice, che troverà un’utilità sempre più crescente nei servizi bancari di incasso, con un possibile effetto di sostituzione rispetto a strumenti alternativi quali il contante, le carte, i bollettini postali e i bonifici. Su questo segmento di mercato la competizione fra le banche, già molto serrata, risulterà ulteriormente accresciuta, con l’effetto di ridurre i margini da servizi e richiedere alle banche lo sviluppo di nuove strategie verso la clientela basate sull’innovazione di prodotto e sull’offerta di servizi a valore aggiunto ad alto contenuto tecnologico. Il diverso bilanciamento dei rischi per le banche nell’offerta dei servizi Rid e Riba indotto dalla PSD, peraltro in un contesto di crisi economica come quello at-tuale, potrebbe infine dare luogo all’interno del comparto degli incassi commerciali a un effetto di sostituzione fra le operazioni Rid e quelle Riba, spingendo le banche a favorire per i clienti Pmi l’utilizzo dei meno rischiosi incassi Riba a scapito di quelli Rid, che risulteranno sempre più tagliati sul segmento large corporate. BF.
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