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25 Febbraio 2024 / 08:51
Donne e denaro: il divario di genere si supera con l’indipendenza economica

 
Diversity & Inclusion in Finance

Donne e denaro: il divario di genere si supera con l’indipendenza economica

di Maddalena Libertini - 8 Marzo 2023
Dalla ricerca di Mastercard sul rapporto delle donne italiane con il denaro emerge che la libertà economica è percepita come una priorità. Tuttavia, il 66% delle intervistate ritiene che le donne italiane siano meno finanziariamente indipendenti degli uomini. Le scarse conoscenze in materia da parte delle donne favoriscono il divario di genere che l’ecosistema finanziario può aiutare a colmare con l’aiuto della tecnologia e diffondendo la consapevolezza rispetto a strumenti e servizi.
Per 7 donne italiane su 10 diventare economicamente indipendenti è un obiettivo fondamentale ma è un traguardo che per il 75% di coloro che non si sentono tali sembra difficile, se non impossibile, da raggiungere. La consapevolezza delle donne che la gestione delle proprie finanze sia un mezzo di autodeterminazione e libertà è molto diffusa ma non lo è altrettanto la conoscenza di quali strumenti di investimento e risparmio possano essere loro d’aiuto. Il nuovo studio di Mastercard “Donne e finanza: ritratto delle donne italiane tra inclusione e gender gap” – presentato a Roma il 6 marzo in occasione di un evento organizzato in collaborazione con PWN Rome presso il ClubHouse di CeoforLife – registra come si è evoluto il rapporto tra donne e denaro e segnala con evidenza quali sono ancora gli ostacoli culturali e pratici su cui lavorare per rendere l’aspirazione femminile all’autosufficienza finanziaria una realtà effettiva.
Michele Centemero, Country Manager Italia di Mastercard ha commentato: “Crediamo che non esista progresso economico senza inclusione, e questo è ancora più vero in un’economia sempre più digitale. La ripresa economica, infatti, passa dal ricostruire un tipo di crescita che sia inclusiva e sostenibile, mettendo le donne nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Ci sono però ancora grandi passi da fare e barriere da superare per colmare il divario di genere. Come Mastercard, il nostro ambizioso obiettivo è quello di includere un miliardo di persone nell’economia digitale entro il 2025, e le donne sono per noi un obiettivo importante. A tal fine siamo attivi con diversi progetti anche a livello locale per contribuire alla costruzione di una società più equa e sostenibile”.
I dati della ricerca, suddivisi in tre capitoli principali, sono stati illustrati da Stefania del Tosto, VP Account Management Mastercard, e commentati con Cristiana Rampazzi, Responsabile dei programmi di educazione finanziaria per le donne di Banca d’Italia, Paola Soccorso, Consigliere Ufficio Studi Economici CONSOB, e Michele Mingirulli, Coordinatore Advisory Retail Banking & Life Banker BNL-BNP Paribas. L’indagine è stata condotta nel 2022 su un campione di 1000 donne italiane tra i 25 e i 75 anni e alcuni risultati sono stati messi a confronto con i loro corrispettivi in altri paesi europei.
 
L’evoluzione dell’indipendenza economica delle donne
Il 63% delle donne intervistate ha risposto di considerarsi finanziariamente indipendente, una percentuale piuttosto alta in senso relativo ma decisamente più bassa rispetto all’80% registrato in Francia. Il restante 37% attribuisce la propria mancata indipendenza a salari bassi (51%) o alla disoccupazione (33%).
In Italia il divario economico di genere è sentito ancora molto forte (il 66% contro il 33% francese). Le cause identificate dal campione sono molto significative: per il 58% molte donne fanno lavori non retribuiti, per il 50% a parità di mansione gli uomini guadagnano di più e per il 46% le donne sacrificano la carriera per la famiglia.
Il desiderio di autonomia economica ha subito un cambio culturale attraverso le generazioni: oggi il 75% delle donne sotto i 40 anni manifesta l’urgenza di raggiungerla. Il 58% delle intervistate riconosce di sentirsi più indipendente rispetto alle donne della propria famiglia appartenenti a generazioni precedenti. Anche nel contesto domestico, se in passato erano i padri a pagare le bollette, oggi il 42% dichiara di condividere equamente le spese familiari.
Il rapporto tra le donne e il denaro: le abitudini di spesa e risparmio
“Il denaro è un abilitatore di emancipazione femminile”, ha sottolineato Stefania del Tosto: il 64% del campione lo associa al concetto di “libertà”, per il 37% comporta “meno stress” e per il 27% rappresenta una possibilità di risparmio per affrontare necessità future.
Proprio l’ambito del risparmio e dell’investimento risulta particolarmente difficile per le donne: solo il 52% riesce ad accantonare una parte del proprio guadagno a questo fine. Con la pandemia anche per le donne le abitudini di spesa sono cambiate: 7 su 10 dichiarano di privilegiare le esperienze all’acquisto di beni materiali, tuttavia comprare una casa resta l’obiettivo primario (37%) e al secondo posto c’è il benessere della famiglia.
In generale il 71,6% delle intervistate afferma di impiegare la maggior parte del proprio denaro in spese casalinghe, bollette, cibo e/o carburante e i recenti aumenti hanno costretto più della metà a intaccare quanto messo da parte.
Oggi il 16,1% confessa di non riuscire a risparmiare nulla del proprio stipendio mensile, il 19% meno del 5%.
 
Strumenti tecnologici e inclusione finanziaria
Lo studio di Mastercard ha rilevato che, trasversalmente rispetto alle fasce d’età, 7 donne italiane su 10 hanno scarsa conoscenza finanziaria: più della metà si limita a una conoscenza base, il 18,2% dichiara di non saperne nulla. È soprattutto in materia di investimenti (56,4%) che riscontrano maggiori difficoltà, a seguire ci sono tasse (34,4%), nuove app di digital banking (29,6%) e mutui (22%).
La tecnologia non è ancora sufficientemente percepita come un facilitatore di autonomia economica ma è considerato prevalentemente uno strumento utile di gestione delle proprie finanze, in particolare le applicazioni bancarie e le app che consentono di risparmiare denaro e per tracciare le proprie spese.
C’è in questo ambito una differenza generazionale: il 43% afferma che, tra le proprie conoscenti, le donne di generazioni precedenti preferiscono ancora i servizi bancari tradizionali.
L'online banking è, invece, molto usato da quattro donne su cinque tra i 25 e i 39 anni, che affermano di apprezzarlo soprattutto la comodità (75,4%) la semplicità (46,6%) e la velocità d’uso (32,8%).
Cultura ed emporwerment
Educazione finanziaria e conoscenza di servizi e strumenti di gestione del denaro e dei risparmi sono, dunque, fondamentali per acquisire familiarità, sicurezza e consapevolezza da parte delle donne rispetto alla propria indipendenza economica. Una tematica, quella della diffusione della cultura economica nel nostro Paese, che non riguarda solo l’universo femminile e sulla quale tutto l’ecosistema finanziario è attivamente impegnato come hanno dimostrato gli interventi durante l’evento.
“Parlare di soldi con le donne – ha detto Cristiana Rampazzi, Responsabile dei programmi di educazione finanziaria per le donne di Banca d’Italia – è un modo per favorirne l’empowerment e anche per proteggerle dalla violenza economica. Durante la pandemia è nato il progetto formativo “Le donne contano” che abbiamo portato in diversi luoghi, dai centri antiviolenza, al carcere, agli ospedali, ai sindacati. Le sinergie sono importanti per amplificare la platea delle donne a cui si può arrivare”.
In attesa di una legge che integri nei programmi scolastici l’educazione finanziaria, CONSOB invece ha messo a punto un programma di incontri dedicato ai docenti per supportarli nella comunicazione in classe di contenuti di economia e finanza. “Siamo partiti – racconta Paola Soccorso, Consigliere Ufficio Studi Economici CONSOB – da un racconto che ho scritto per mia figlia su temi connessi al mercato finanziario, “Sofia va in borsa”. Da qui abbiamo avviato un focus group con docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado mettendo a loro disposizione formazione e materiali didattici. Ora lavoriamo anche con le scuole di grado superiore e facciamo educazione finanziaria a partire da eventi storici, riuscendo a coinvolgere non solo docenti di diritto, economia e matematica, ma anche di filosofia, storia e inglese con moduli multidisciplinari”.
“Come parliamo di finanza e come comunichiamo con i nostri clienti è molto importante – ha affermato Michele Mingirulli, Coordinatore Advisory Retail Banking & Life Banker BNL-BNP Paribas – e sta a noi professionisti farci capire in modo semplice e diffondere le conoscenze di personal finance. In BNL BNP Paribas ci crediamo davvero molto, per questo abbiamo scelto di realizzare una serie podcast “Big Match – Sfide di Finanza e sport” per parlare di cose complesse come la finanza utilizzando la metafora sportiva”.
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