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06 Dicembre 2021 / 05:49
Una bussola per orientarsi tra i provvedimenti Covid

 
Banca

Una bussola per orientarsi tra i provvedimenti Covid

di Flavio Padovan - 23 Giugno 2020
Il nuovo servizio ABICS Covid-19 lanciato da ABIFormazione consente di essere sempre aggiornati sugli interventi normativi, nazionali e comunitari, legati all'emergenza sanitaria che hanno riflessi sull'attività delle banche. Insieme, offre una timeline completa dei provvedimenti e l'impact analysis che indica le aree aziendali e i processi coinvolti. Ne parla Aida Maisano, responsabile di ABIFormazione
L'emergenza Coronavirus ha messo la banche al centro di un ciclone di interventi normativi che hanno un impatto significativo su un'ampia gamma di processi operativi. Per riuscire a supportarle in questa imprevista esplosione di complessità, ABIFormazione, la scuola di formazione dell'Associazione Bancaria Italiana, ha lanciato ABICS Covid-19, che offre un aggiornamento costante e ragionato dei provvedimenti emanati che hanno rilevanza per il mondo finanziario. E che rende disponibile anche la timeline dei provvedimenti e l'impact analysis di ciascuna misura. Per saperne di più su questo nuovo servizio, e per capire anche come è cambiata la formazione dopo l'emergenza Covid e quale sarà il suo futuro, abbiamo incontrato Aida Maisano, Responsabile di ABIFormazione e Vice Presidente di EBTN, European Banking and Financial Services Training Association.

Che cos'è ABICS Covid-19?

“È nuovo servizio dedicato al monitoraggio continuo, alla gestione documentale, all'analisi di impatto dei numerosi provvedimenti normativi emanati per contrastare l'emergenza Covid. Abbiamo deciso di crearlo per offrire un supporto concreto e pratico alle banche, ma anche agli intermediari finanziari e agli istituti di pagamento - che devono affrontare l'eccezionale produzione normativa legata alla pandemia e risolverne le criticità che si riflettono quotidianamente a livello operativo”.

Che cosa offre?

“Chi aderisce riceve tempestivi alert, al massimo entro 24 ore, su tutte le novità normative relative all'emergenza, nazionali e comunitarie, anche con riguardo agli aspetti fiscali. Inoltre, ha accesso alla timeline completa dei provvedimenti, con date, scadenze, prossimi step regolamentari previsti. E, ancora, può consultare le impact analysis che esaminano le misure in ottica integrata, indicando le aree aziendali e i processi bancari coinvolti. Rispetto agli altri prodotti ABICS, che raggruppano e analizzano le norme in base alle singole funzioni aziendali sui cui hanno riflessi operativi, ad esempio il credito o la finanza, ABICS Covid-19 è un servizio di knowledge management trasversale che offre una visione completa dei provvedimenti Covid e del loro impatto su tutte le aree della banca e che quindi si rivolge a tutte le funzioni aziendali”.

Quali sono i settori aziendali finora più coinvolti dagli interventi Covid-19?

“Da inizio marzo, cioè dall'inizio dell'emergenza sanitaria, che si è poi trasformata in emergenza economica, abbiamo lanciato 141 alert relativi alla pubblicazione di altrettanti provvedimenti. Un numero particolarmente elevato, quasi il doppio del normale. Di questi 141 alert, circa il 30% riguarda gli aspetti relativi a Servizi Bancari, Mutui, Finanziamenti a famiglie e imprese, mentre il 20% è collegato a Mercati finanziari, Emittenti, Market abuse, Vendite allo scoperto. L'area Fiscale è coinvolta dal 15% dei provvedimenti, mentre il 10% degli alert ha riflessi su Norme generali, limitazioni, spostamenti. Infine, sono toccati anche aspetti di Antiriclaggio, Gestione del contante, Governance e controlli interni, Requisiti prudenziali e gestione rischi, Salute e sicurezza dei lavoratori, Segnalazioni di vigilanza, Privacy”.

Come ha affrontato ABIFormazione questa emergenza?

“Abbiamo dovuto ripensare improvvisamente tutte le nostre attività, ma siamo riusciti a restare sempre operativi e a non perdere neanche un giorno di formazione. Quando è arrivato il divieto governativo di svolgere l'attività in presenza, abbiamo immediatamente riconvertito tutti i corsi tradizionali già programmati, portandoli in aula virtuale. Ci siamo riusciti integrando tempestivamente il nostro team che si occupa di e-learning dal 2000 con quello dedicato alla formazione in presenza, che opera sia nelle sedi di Roma e Milano sia presso i clienti. È stata una sfida complessa, in particolare perché ha significato declinare il nostro approccio di didattica attiva al canale digitale. Per questo è stato necessario personalizzare anche in modo significativo le piattaforme che abbiamo adottato, in modo da conservare l'efficacia di alcune fasi di un corso tradizionale. Per noi, infatti, è essenziale che le persone lavorino insieme in sottogruppi, mettano in pratica quanto appreso collaborando e realizzando case study ma, anche, che si ritrovino a chiacchierare durante la pausa caffè, che rappresenta un momento importante di socialità. Per quest'ultima esigenza, ad esempio, abbiamo deciso di creare un luogo sulla piattaforma digitale in cui i partecipanti si possono incontrare virtualmente in un contesto informale, con una musica di sottofondo e senza la presenza del docente e del tutor. Soluzioni che sono state tutte molto apprezzate, e hanno convinto anche chi, prima di iniziare il corso, aveva espresso perplessità e timori riguardo la formazione erogata in e-learning sincrono”.

Qual è stata la risposta delle banche alla proposta di formazione in aule virtuali?

“Molto positiva. Le iscrizioni ai corsi sono state confermate nonostante nessuno prima dell'emergenza Covid avesse mai preso in considerazione un'evoluzione così rapida delle attività di formazione verso le aule virtuali. A marzo e aprile oltre 800 persone hanno partecipato ai nostri corsi. E ora abbiamo riprogettato la didattica per sfruttare al meglio le potenzialità del digitale, ripensando contemporaneamente i contenuti, perché lo scenario è cambiato dopo il coronavirus, ci sono nuove regolamentazioni che hanno modificato l'operatività e nuove esigenze a cui le banche devono dare risposta”.

Come sarà il futuro della formazione?

“Penso che tutto quello che in questo periodo abbiamo imparato a fare in modo nuovo, diventerà presto un'abitudine. Ancora di più se l'esperienza è stata positiva. Ad esempio, lo smart working continuerà ad essere utilizzato intensamente dalle aziende, magari alternandolo con la presenza in ufficio. E, ancora: tutti coloro che durante l'emergenza sanitaria hanno per la prima volta effettuato un acquisto online o utilizzato una carta contactless in un negozio, continueranno sicuramente a farlo. Analogamente rimarrà anche la formazione erogata con l'utilizzo di aule virtuali, considerato che sono un'esperienza positiva ed è un format coerente con gli stili di apprendimento personali. Questo non vuol dire che non si tornerà anche alla formazione in presenza, che offre tra l'altro maggiore intensità di interazione, di socialità e di relazione rispetto all'e-learning, anche quello sincrono, per quanto questo sia ben progettato ed efficace. Ma non sarà un ritorno a breve, perché bisognerà attendere innanzitutto la fine della pandemia, e poi la scomparsa degli effetti psicologici che, temo, ci condizioneranno ancora per molto tempo. Non credo, infatti, che si avrà immediatamente voglia di viaggiare e di ritornare in aula. Noi siamo comunque pronti ad affiancare le nostre banche nella formazione del personale con tutte le modalità che preferiscono”.
 
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