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Martini (Nexi): “Cbi Globe è il sistema operativo dell'open banking”

 
Fintech

Martini (Nexi): “Cbi Globe è il sistema operativo dell'open banking”

di Flavio Padovan - 17 Febbraio 2020
Con la nuova funzionalità della piattaforma annunciata da Cbi e Nexi sarà più semplice sviluppare soluzioni innovative evolute multibanca, rendendo la PSD2 un'opportunità concreta di sviluppo. Ne parla Renato Martini di Nexi, sottolineando l'importanza di un layer infastrutturale cooperativo che garantisca economie di scala, favorisca la standardizzazione tecnologica e acceleri la realizzazioni di servizi in concorrenza
Il 2020 sarà un anno di svolta per l'open banking in Italia. Entro aprile sarà a disposizione di banche e TPP una nuova funzionalità della piattaforma Cbi Globe che renderà concreta la possibilità di offrire servizi innovativi (leggi qui). Ne abbiamo parlato con Renato Martini, Direttore BU Digital Banking Solutions del Gruppo Nexi, scelto da Cbi come partner tecnologico anche per questa evoluzione della piattaforma.

Qual è l'obiettivo della nuova funzionalità di Cbi Globe?

“Realizzare la cosiddetta “parte attiva” dell'open banking, cioè abilitare banche e terze parti alla realizzazione di servizi innovativi evoluti in modo semplice. Grazie al Cbi Globe, infatti, non si dovranno preoccupare della parte tecnologica infrastrutturale, ma potranno dedicarsi allo sviluppo di use case e nuovi soluzioni in grado di catturare i vantaggi di un rapporto più attivo con i clienti. Penso, ad esempio, a soluzioni di account aggregation, di personal financial management e business financial management, di instant insurance, di robot advisory multibanca. Cbi Globe metterà loro a disposizione tutti i tool necessari per disegnare e proporre i nuovi servizi multibanca. In questo senso Cbi Globe sarà di fatto il “sistema operativo” dell'open banking. Con tutte le garanzie di compliance, essendo la nuova funzionalità naturalmente integrata nella piattaforma a cui ha aderito l'80% del mercato italiano. Avere un unico interlocutore e un unico punto di accesso alle banche italiane ed europee permette non solo maggiore efficienza tecnologica, velocità e livello di performance, ma consente anche di consolidare gli standard di un open banking che si trova ancora nella sua fase iniziale.”.

Perché avete scelto la tecnologia TAS per realizzare questo progetto?

“È un partner importante per Nexi. Utilizziamo le loro tecnologie anche per molti altri progetti e abbiamo un ottimo rapporto da molti anni. Poter disporre della soluzione di TAS è sicuramente un punto di forza dell'evoluzione della piattaforma Cbi Globe, anche se abbiamo ovviamente anche altri partner e su molti componenti di questa architettura articolata e complessa sta lavorando direttamente Nexi”.

Alla prima piattaforma Cbi Globe ha aderito l'80% del mercato. Pensate di replicare il successo anche per la componente “attiva”?

“L'obiettivo è superare questo risultato. Quanto stiamo realizzando per Cbi è una componente infrastrutturale che sarebbe inutile duplicare. Per le banche convergere su un'unica soluzione è vantaggioso perché ottengono economie di scala significative, ma è anche strategico perché consente di fare sistema e di realizzare una standardizzazione del livello infrastrutturale dell'open banking in Italia. Inoltre, apre la strada ad ulteriori API e servizi a valore aggiunto di natura cooperativa, come è sempre stato nella mission del Cbi. Ad esempio, stiamo ragionando sul tema della riconciliazione delle fatture con i pagamenti. Con le banche libere ovviamente di scegliere fornitori e fintech che preferiscono per tutti gli use case dove si giocherà la competizione. Una partita che peraltro Nexi ritiene di poter giocare da protagonista come partner in grado di aiutare banche, terze parti, istituti di pagamento e moneta elettronica per la realizzazione di servizi a valore aggiunto evoluti. Per la parte infrastrutturale, ripeto, una frammentazione delle tecnologie renderebbe tutto più costoso e inefficiente. Unire gli sforzi sugli aspetti cooperativi è quindi auspicabile e aiuterebbe ad affrontare l'open banking in modo positivo e costruttivo, come un'opportunità. La prima piattaforma Cbi Globe è stata un unicum a livello europeo e dimostra come le banche italiane possono essere forti puntando sulla cooperazione”.
 
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