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30 Novembre 2021 / 22:16
Le regole dell'intelligenza artificiale made in Europe: eccellenza e fiducia

 
Fintech

Le regole dell'intelligenza artificiale made in Europe: eccellenza e fiducia

di Mattia Schieppati - 26 Febbraio 2020
Nel Libro Bianco pubblicato dalla Commissione europea l'approccio allo sviluppo di un'industry dei dati competitiva e attenta alla tutela della privacy dei cittadini. Con una serie di azioni multiple, dall’istituzione di un centro di coordinamento dei vari poli diffusi, all’utilizzo dell’AI nell’implementazione dei sistemi educativi e alla possibilità di far accedere le Pmi alle nuove tecnologie. Obiettivo, attrarre 20 miliardi di investimenti all’anno da qui al 2027 …
A dare il senso della direzione verso la quale la Commissione europea intende orientare le politiche degli Stati membri sull’intelligenza artificiale è il titolo, coraggioso ed esplicito, del White Paper atteso e appena pubblicato: On Artificial Intelligence - A European Approach to Excellence and Trust (vedi qui).
“Eccellenza” e “fiducia” sono le parole guida, a indicare come il documento e in generale il ragionamento sull’intelligenza artificiale – che prosegue nella scia della European Strategy for AI pubblicata nell’aprile 2018 – abbia due anime.
La prima è quella che guarda alle imprese, all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati come grande business del presente e sicuramente del futuro. Un business nel quale le imprese europee o riescono a esprimere eccellenza oppure sconteranno un forte gap rispetto alla concorrenza cinese e statunitense.
La seconda parola guida, fiducia, guarda invece ai cittadini e si muove nell’ambito delle tutele e della garanzia di privacy, tema cruciale quando si parla di raccolta e utilizzo dei dati. In questo senso, il Libro Bianco indica che «su temi sensibili come salute, politiche e trasporti, i sistemi di intelligenza artificiale dovranno essere tracciabili, trasparenti a garantire che vi sia una supervisione da parte dell’uomo e non di macchine o algoritmi, riservando alle autorità la possibilità di effettuare controlli e certificare gli algoritmi»

I benefici attesi

«L'intelligenza artificiale è una raccolta di tecnologie che combinano dati, algoritmi e potenza di elaborazione. I progressi nell'informatica e la crescente disponibilità di dati sono quindi fattori chiave dell'attuale crescita dell’AI. L'Europa può combinare i suoi punti di forza tecnologici e industriali con un'infrastruttura digitale di alta qualità e un quadro normativo basato sui suoi valori fondamentali per diventare un leader globale nell'innovazione nell'economia dei dati e nelle sue applicazioni come indicato nella strategia europea per i dati», sottolinea il Libro Bianco. Su tale base, è possibile sviluppare un ecosistema di intelligenza artificiale che porta i benefici della tecnologia all'intera società ed economia europea:
  • benefici per i cittadini, ad esempio con il miglioramento dell'assistenza sanitaria, con sistemi di trasporto più sicuri e puliti, con servizi pubblici più efficienti;
  • benefici per lo sviluppo del business, ad esempio una nuova generazione di prodotti e servizi in aree in cui l'Europa è particolarmente forte (macchinari, trasporti, sicurezza informatica, agricoltura, economia verde e circolare, sanità e settori ad alto valore aggiunto come la moda e il turismo);
  • benefici per i servizi di interesse pubblico, ad esempio riducendo i costi della prestazione di servizi (trasporti, istruzione, gestione dell'energia e dei rifiuti), migliorando la sostenibilità dei prodotti e dotando le autorità di strumenti adeguati per garantire la sicurezza dei cittadini, con adeguate garanzie per rispettare i loro diritti e le loro libertà.
«Vogliamo che tutti i cittadini, tutti i lavoratori e tutte le imprese abbiano pari opportunità di godere dei vantaggi della digitalizzazione», ha sottolineato Margrethe Verstager, presentando il documento. «La nostra società genera volumi enormi di dati industriali e pubblici che trasformeranno il modo in cui produciamo, consumiamo e viviamo», ha aggiunto Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno. «Vogliamo che le imprese europee e le nostre numerosissime Pmi abbiano accesso a tali dati e possano creare valore per gli europei, anche sviluppando applicazioni di intelligenza artificiale. L’Europa ha tutto ciò che serve per guidare la corsa ai big data e per salvaguardare la propria sovranità tecnologica, la propria leadership industriale e la propria competitività economica a vantaggio dei consumatori europei».

La roadmap dell’eccellenza

Oltre ai pronunciamenti di principio, nel Libro Bianco la Commissione indica anche la roadmap che intende mettere in campo per creare un «ecosistema di eccellenze».
Nel dicembre 2018 i Paesi membri hanno sottoscritto un Piano per lo Sviluppo dell’AI in Europa volto a realizzare, entro il 2027, 70 joint actions per una cooperazione più efficiente tra gli Stati in aree fondamentali come ricerca, investimenti, diffusione sul mercato, competenze, dati e cooperazione internazionale. Ora il Libro Bianco propone di integrare tale Piano con un programma di investimentidedicati alle regioni meno sviluppate e alle aree rurali, dove gli interventi richiesti vanno oltre a quanto può garantire ogni singolo Stato. L’obiettivo è infatti attrarre più di 20 miliardi di euro all’anno di investimenti in AI, rendendo disponibili per queste zone tecnologicamente più arretrate i fondi del Digital Europe Programme di Horizon Europe e degli European Structural and Investment Funds.

Gli obiettivi

Facilitare la creazione di centri di testing, combinando investimenti europei, nazionali e privati; istituire un centro di coordinamento dei vari poli diffusi in grado di attrarre i migliori talenti, in modo da combattere la dispersione dei vari centri di competenza e creare più sinergie.
Aggiornare il Digital Education Action Planper utilizzare al meglio l’intelligenza artificiale nell’implementazione dei sistemi educativi, rendendoli così al passo con le trasformazioni digitali. Tra i progetti in cantiere, anche l’istituzione di un “curriculum” indicativo per gli sviluppatori AI, da mettere a disposizione come risorsa per le istituzioni formative, e l’aumento del numero di donne formate e impiegate in quest’area.
Garantire alle Pmi di poter accedere alla tecnologia AI, attraverso una più forte collaborazione coi Digital Innovation Hub. Per questo motivo la Commissione europea lavorerà con gli Stati membri per assicurarsi che almeno uno di questi centri abbia un alto livello di specializzazione nel campo dell’Intelligenza Artificiale.
Istituire, attraverso Horizon Europe, una nuova partnership tra pubblico e privato su AI, data e robotica, al fine di coinvolgere il settore privato nella pianificazione dell’agenda su ricerca e innovazione.
Avviare dialoghi trasparenti coi vari settori di pubblica utilità, cominciando da sanità e amministrazioni rurali, per costruire un “action plan” volto a facilitare lo sviluppo, la sperimentazione e l’adozione dell’AI in questi contesti. Il risultato porterà alla stesura di un “Adopt AI Programme”.
Sul Libro Bianco la Commissione ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere, entro il 19 maggio, contributi e osservazioni, grazie ai quali arrivare a una sintesi operativa.
 
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