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03 Luglio 2022 / 01:59
 «Insieme, per gestire il cambiamento»

 
Banca

«Insieme, per gestire il cambiamento»

9 Giugno 2022
Instabilità geopolitica, inflazione, trasformazione digitale e green. Lo scenario nel quale oggi banche e mondo finanziario si confrontano richiede nuove capacità nella gestione dei rischi e nell’individuazione di strategie di sviluppo. L’analisi di Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale dell’ABI, attraversa i temi che il prossimo 21 e 22 giugno animeranno Supervision, Risks & Profitability, XXII edizione del convegno promosso dall’ABI in collaborazione con DIPO per supportare le banche e gli intermediari finanziari nella gestione dei rischi e nell'adozione di scelte organizzative più consapevoli (iscriviti qui)
Supervision, Risks & Profitability. Più che il titolo di un evento, la connessione tra questi tre termini rappresenta il perimetro all’interno del quale oggi – dopo il ciclone pandemia, nel pieno di una crisi geopolitica che sconvolge un equilibrio ormai secolare, e con una doppia trasformazione, digitale e green, che sta mutando le regole e gli attori dell’economia – si giocano le più importanti sfide finanziarie, economiche e in definitiva sociali. Ecco perché l’annuale convegno promosso dall’ABI in collaborazione con DIPO per supportare le banche e gli intermediari finanziari nella gestione dei rischi e nell'adozione di scelte organizzative più consapevoli – XXII edizione, il prossimo 21 e 22 giugno a Milano presso il Centro Congressi Bezzi di Banco BPM e in live streaming (scoprilo qui) – vada al di là dei confini dell’appuntamento di settore e diventa l’occasione per condividere nuove chiavi di lettura su una realtà in cambiamento. In una cornice europea dove emergono nuovi rischi da gestire, instabilità politica, inflazione, politiche monetarie e fiscali, clima e ambiente, digitalizzazione e fintech, la sfida per le banche è decisamente complessa, soprattutto alla luce del cruciale compito di garantire sempre un adeguato sostegno all'economia reale. Muoversi tra requisiti normativi stringenti rispondendo al contempo alle esigenze di un mercato in evoluzione e mantenendo soddisfacenti livelli di redditività richiede di fare scelte strategiche e operative efficaci che prevedono una conoscenza delle variabili e una valutazione degli impatti che ogni alternativa può avere sui modelli di business.Ad accompagnarci attraverso una prima lettura del contesto all’interno del quale l’evento si colloca, e dei temi che caratterizzeranno la due giorni di dibattiti e confronti, è Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale dell’ABI, che sottolinea le sfide strategiche che le aziende bancarie sono chiamate ad affrontare.

Quello che stiamo affrontando, a livello globale, è un periodo - ormai prolungato - di instabilità da un lato (pandemia, crisi geopolitica...), e di rapidissima trasformazione dall'altro. Se parliamo di management del rischio, quali sono i fronti aperti?

Il 2021 è stato un anno di forte ripresa economica. Tuttavia, durante lo scorso inverno sono intervenuti tutta una serie di fattori che hanno creato nuove tensioni e spinte verso una instabilità. Il permanere di difficoltà nelle catene di approvvigionamento di materie prime e componenti elettronici e il rapido incremento dei costi dell'energia hanno fatto segnare un rallentamento dell’economia. A complicare lo scenario, l'inflazione nell'area dell'euro è andata progressivamente aumentando ed è apparsa sempre meno un fenomeno temporaneo, anche se con origini legate soprattutto a componenti di offerta (prezzi dell'energia e materie prime, a cui si stanno aggiungendo oggi anche i prezzi del grano) a differenza degli Stati Uniti dove le origini sono maggiormente legate a componenti di domanda. Ne è derivato un forte aumento della volatilità sui mercati finanziari anche in funzione dell'incertezza sulle future mosse delle banche centrali sui tempi e sull’entità dei possibili rialzi dei tassi di interesse. Già prima della crisi russo-ucraina le stime di crescita venivano riviste al ribasso; oggi le stime di crescita del Pil italiano per l’anno in corso si sono ridotte a valori intorno al 2,5%. L’attenzione, prima che alle banche, va rivolta agli operatori economici, alle imprese, che risentono di questi fattori di crisi. Il nuovo scenario crea infatti difficoltà diverse per le imprese rispetto a quelle emerse durante la pandemia. Per prima cosa i settori più colpiti sono quelli legati alla manifattura e non più ai servizi. Secondo, gli effetti sono di più lunga durata perché legati alla riconversione e ricollocazione degli impianti, alla diversificazione delle fonti energetiche e delle materie prime.

Che cosa significa, questo, per le banche, e quali sono le sfide che si aprono?

Tutto lo scenario che ho tracciato si traduce in una riduzione della redditività delle imprese, e non più della liquidità, da cui deriva una maggiore difficolta a sostenere livelli di debito che negli ultimi anni sono aumentati e potrebbero essere esposti al rialzo dei tassi. Per queste ragioni crediamo siano necessari interventi urgenti per favorire la ristrutturazione dei debiti delle imprese. Inoltre, lo shock generato dalla pandemia ha accelerato alcune delle tendenze emerse nell'ultimo decennio; ad esempio, ha impresso una forte accelerazione ai pagamenti digitali, ai servizi di remote banking e al settore FinTech. Per il settore finanziario, il processo di digitalizzazione se da un lato rappresenta una minaccia (in termini di nuovi concorrenti, spesso poco regolamentati o per nulla regolamentati, che finanziano ingenti investimenti), dall’altro è anche una grande opportunità, poiché significa guadagni di efficienza, ma anche nuovi prodotti e servizi. In questo contesto, la regolamentazione gioca un ruolo cruciale. Mentre la regolamentazione punta ancora ad aumentare la capitalizzazione delle banche, un settore finanziario parallelo si sta sviluppando al di fuori del mercato bancario regolamentato. Nonostante le dichiarazioni, il business e i connessi rischi tendono a uscire dal mercato regolato, il che incide anche sulla tutela dei clienti. Occorre quindi valutare bene quanto è stato fatto e quanto deve ancora essere fatto, per giungere a un'effettiva applicazione del principio “stesse attività, stessi rischi, stesse regole”.

L’altro grande trend in atto, che anche in questo caso presenta sia rischi sia opportunità, è quello della sostenibilità, dell’accelerazione sui criteri ESG. Quanto incide questo fattore?

Le emergenze in atto non possono distogliere risorse dal necessario processo di transizione verso una economia green, visto che i mutamenti climatici rappresentano una emergenza non prorogabile. Il mondo bancario è pienamente consapevole del ruolo cruciale che svolge per convogliare le risorse verso iniziative sostenibili, ma questa responsabilità non deve ricadere unicamente sulle banche e la regolamentazione prudenziale non può essere considerata un sostituto di una strategia più ampia in termini industriali e fiscali da parte delle istituzioni pubbliche. Infine, il raggiungimento degli sfidanti obiettivi di sostenibilità ambientale in Europa dipende anche dalla capacità del mercato dei capitali di incanalare le risorse dagli investitori privati per integrare i fondi pubblici. Negli ultimi anni i mercati dei capitali hanno compiuto notevoli progressi nello sviluppo di prodotti di investimento che integrano obiettivi di sostenibilità. Il mercato delle obbligazioni green e sostenibili è in crescita in termini di emittenti e volumi. Le banche, nel loro ruolo non solo di prestatori ma anche di emittenti e intermediari del mercato dei capitali, sostengono iniziative economiche sostenibili, da un punto di vista ambientale e sociale. La definizione degli standard di mercato dell'UE, come recentemente proposto dalla Commissione Europea, contribuirà sicuramente a sviluppare ulteriormente il mercato dei green bond. Se vogliamo che l'Unione dei mercati dei capitali (UMC) sostenga il successo del piano d'azione per la finanza sostenibile, sono urgenti progressi reali sul fronte dell'UMC, con misure che promuovano il finanziamento tramite capitale proprio e migliorino l'accesso ai mercati finanziari. Una struttura finanziaria più equilibrata favorirebbe anche un migliore accesso al credito per le imprese.

Quanto i temi normativi, a livello Europeo, rendono più facile o più complesso l'affrontare queste sfide?

La politica regolamentare bancaria deve trovare un equilibrio tra l'esigenza di assicurare la stabilità finanziaria e quella di non sottoporre a eccessivi vincoli il supporto delle banche alla crescita, specie nelle fasi di debolezza dell'economia e di consolidamento della ripresa. Ne discende innanzitutto la necessità di rendere più semplice, snello e proporzionato il quadro regolamentare bancario, oggi estremamente minuzioso e articolato su stratificazioni di provvedimenti non sempre tra loro coerenti. Ciò anche perché il quadro normativo esistente è il risultato di regole specifiche pensate in risposta ad eventi di crisi senza guardare alla coerenza complessiva e senza una valutazione d'impatto. Il quadro normativo tende poi ad omologare i modelli di banca, applicando lo stesso abito a tutte le tipologie di enti, senza riconoscere l'importanza della diversificazione. L’idea non è ridurre la regolamentazione e la vigilanza sulle banche. Al contrario, una revisione che renda il quadro più semplice e coerente, che lo attualizzi rispetto alle nuove fonti di rischio, significa rendere più efficace la regolamentazione, facilitare la conformità alle regole dei soggetti vigilati, ridurre gli spazi di arbitraggi regolamentari tra settori sovra-regolamentati e settori non adeguatamente coperti da regole.

Qual è, in particolare per l'edizione 2022, il valore di un evento come Supervision, Risks & Profitability, che mette al centro questi temi e queste complessità? Perché sarà importante esserci?

L’edizione del 2022 è importante sotto tanti profili. Il primo è il tornare nuovamente a incontrarci in presenza, il che fornisce un valore aggiunto di cui abbiamo oggi molta più consapevolezza, avendo dovuto provare in questi ultimi due anni una forte, forzata e necessaria riduzione di socialità. Il secondo sono i contenuti: ogni edizione del nostro convegno annuale è riuscita a cogliere le novità, in alcuni casi sono stati l’occasione per annunciare le novità in tema di gestione dei rischi e di realizzazione dell’unione bancaria. Quest’anno il focus sui tanti fattori di cambiamento vuol esser un modo per rappresentarli, per capire come le politiche economiche stanno gestendo tali cambiamenti, come le banche si stanno attrezzando, quali esperienze ci provengono dai diversi operatori di mercato. La sessione di apertura del nostro evento ben sintetizza come l’ABI voglia contribuire al dibattito e alle riflessioni. I temi del PNRR, delle politiche economiche e monetarie, le risposte normative, anche per i segmenti non regolamentati, i nuovi rischi che stanno diventando sempre più pervasivi saranno approfonditi con i massimi esperti della materia e con il contributo importante della Banca d’Italia, della Commissione europea, della BCE, dell’Eba e di molte altre istituzioni italiane ed europee.

Scarica qui il programma di Supervision, Risks & Pofitability 2022

Iscriviti qui all’evento

 
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