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04 Dicembre 2021 / 09:55
Fisici e digitali, anche i musei cambiano

 
Banca

Fisici e digitali, anche i musei cambiano

di Ildegarda Ferraro - 15 Giugno 2020
L’anima digitale dei musei con la pandemia si è rafforzata. Lo ha messo in luce il Politecnico di Milano con l’Osservatorio Innovazione digitale nei beni e attività culturali in una survey dedicata proprio alla digitalizzazione dei musei italiani. Le banche in Italia contribuiscono a conservare, tutelare e valorizzare il ricco patrimonio culturale, sia fisicamente che in digitale. Il Muvir, il Museo digitale delle banche, è online. Ed è pronto per nuove possibili prospettive ...
Esperienze diverse e rappresentazioni efficaci, il webinar del Politecnico di Milano (PoliMi), declinato dall’Osservatorio Innovazione digitale nei beni a attività culturali per fare il punto sulla digitalizzazione dei musei italiani ha dato il polso di come tutto cambia, pur conservando la propria anima. Perché diventare anche digitali non significa negare sé stessi. La pandemia Covid-19 e il lockdown hanno certamente dato una ulteriore spinta a questa prospettiva. Come tutti noi anche i musei sono ormai onlife, un po’ fisici e un po’ digitali. Su onlife non posso non tornare al filosofo Luciano Floridi (vedi qui ). E anche i musei si stanno adattando.
“Con la chiusura delle istituzioni culturali – ha chiarito Michela Arnaboldi, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione digitale nei beni e attività culturali – il digitale si è rivelato lo strumento necessario per poter offrire contenuti culturali. Questo ha portato inevitabilmente ad un uso diverso del canale on line, social media in primis ma anche siti web, che sono divenuti da strumenti di comunicazione e di preparazione alla visita, quali erano fino ad ora, strumenti di vera e propria erogazione di contenuto”.
L’Osservatorio ha messo in luce che l’85% dei musei ha un sito web, che è diffusa nel 32% dei casi la vendita di immagini per fini di ricerca, riproduzione e commerciali. È raddoppiata l’attività sui social, il 76% ha almeno un account e crescono i follower.
“Il livello di interesse da parte per le attività online è aumentato, come si evince dall'incremento degli utenti che seguono le pagine social dei musei” evidenzia Deborah Agostino, direttore dell'Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali.
La sfida, dice l’Osservatorio del PoliMi nella survey sulla digitalizzazione dei musei italiani, è nel saper coniugare l’esperienza dal vivo e quella online. Ma solo un museo su quattro ha un piano strategico per l’innovazione digitale (leggi qui).
“Il contesto attuale si presenta particolarmente favorevole per sperimentazioni sia da parte delle istituzioni culturali che da parte del pubblico che manifesta interesse verso nuovi approcci, con preferenza verso quelli a maggior grado di interazione” ha concluso Eleonora Lorenzini, direttore dell’Osservatorio. “Sebbene non possiamo ancora sapere con certezza quanto e in che modo questo contesto muterà vista la mancanza di paradigmi di riferimento – aggiunge Lorenzini - possiamo affermare che la flessibilità, la capacità di reinventarsi e di sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie rispondendo alle esigenze del pubblico saranno essenziali in un futuro più prossimo di quanto ci aspettavamo”.
In questo contesto le banche entrano in pieno, sia con il patrimonio artistico e culturale che tutelano e valorizzano, sia con il Muvir, il Museo virtuale online. Proprio il Muvir è pronto a nuove possibili prospettive. Basti pensare alla proposta di progetto messa a punto da un gruppo di lavoro di otto tra università e centri di ricerca per agganciare alla piattaforma una ricerca sul web di tutto quanto faccia riferimento alle opere rappresentate. Roberto Minerva, Institut Mines Telecom – Telecom Sud ParisA, che coordina la proposta di progetto, è chiaro sullo scenario. “Con la situazione creata dal virus SARS-CoV-2 – dice Minerva - molti di noi hanno sperimentato un ‘continuum’ fra reale e virtuale tramite le tecnologie dell’informazione. E siamo riusciti a rimanere connessi, a comunicare. Tecnologie simili ci aiuteranno a creare delle relazioni nuove con il nostro patrimonio culturale. Esperienze come quelle del museo virtuale delle banche, www.muvir.eu, sono un esempio importante della possibilità di comprendere il patrimonio culturale e renderlo disponibile a diversi livelli”. “I passi successivi – aggiunge Minerva - vanno nella direzione di permettere agli oggetti virtualizzati di rappresentare il loro passato e ‘raccontare’ le loro storie nel corso del tempo. Saranno dei ‘gemelli digitali’ delle opere reali, solo con più memoria e la possibilità di viaggiare nel tempo o di essere teletrasportati nello smartphone di un visitatore. Diventeranno un ponte fra virtuale e reale e fra passato e presente”.
 
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