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05 Ottobre 2026 / 18:25
E cammina cammina...

 
Scenari

E cammina cammina...

di Ildegarda Ferraro - 24 Marzo 2022
Camminare placa, aiuta, ossigena la testa e il corpo. Vuol dire riprendersi il territorio palmo a palmo, riscoprire le nostre città, le terre e i paesi. Con la pandemia permette anche di fare le veci di palestra e allenamenti. E i cammini da scoprire o riscoprire aumentano
«Chi viene con me ad aprire questo primo Cammino dei Celti e dei Liguri, da Milano al mare? (vedi qui)»
Il messaggio mi arriva su di una chat di amici. Dico subito di sì, ma non so se potrò partecipare al primo collaudo del percorso dal 28 maggio al 6 giugno. L’idea è bellissima, 10 tappe di 218 chilometri da Milano a Setri Levante (qui). Riprendersi pezzo a pezzo il territorio semplicemente camminando.
I percorsi ormai si ampliano e moltiplicano. Sette percorsi in sette giorni sono sulle strade di Siena (vedi qui). Oltre ai grandi storici cammini che hanno fatto l’Europa (vedi qui), penso a Santiago di Compostela (qui) oppure alla Francigena (qui) altri sono pronti per i nostri piedi. Non mancano i cammini suggeriti in questo 2022: quello dei Sanniti, 81 chilometri da fare in otto giorni in Molise per ripercorrere la via seguita dai Sanniti partiti in settemila dalla Sabina nella primavera dell’VIII secolo avanti Cristo; il sentiero del viandante, che unisce Lecco alla Valtellina, 44 chilometri in 4 giorni; dalle gravine ai calanchi in Lucania partendo da Matera; le vie del Tratturo che collegano l’Abruzzo al Tavoliere delle Puglie, le antiche vie delle greggi e dei pastori; la Regina Viarum, un tratto di Appia con Campania, Basilicata e Puglia, fino a Gravina; la Via Lauretana senese, 115 chilometri da Siena a Cortona; la via delle vigne di confine, da Gorizia a Cividale del Friuli (qui).

Camminare placa

Usare le gambe per andare è uno dei migliori allenamenti. Libera i pensieri, rimette in sesto corpo e mente. In un momento complesso come la pandemia  allena il corpo in assenza di palestra. Aiuta anche la testa. Camminare da soli è un po’ una forma di meditazione. In compagnia è una piacevole complicità.
Camminare è viaggio e metafora. È riprendersi le nostre città. Sempre più spesso appaiono gruppi di viandanti con zainetto in spalla che riscoprono pezzo a pezzo le nostre terre e i nostri borghi.
Camminare è il nostro antico modo di spostarsi, di compensare l’ansia, di scoprire e trovare. È il nostro passato e il nostro futuro. E il premio è il viaggio, non solo la meta.

Vai, cammina

I colleghi più spicci e simpatici del Sud lo utilizzano come messaggio preciso, spesso con una sola m: “camina”. Mi dicono che la traduzione è una sorte di “ma va là…”, a metà tra un invito a sparire e un appello alla ragione.
Camminare è la via ancestrale per viaggiare, scoprire, vedere. E anche scomparire. È anche fiaba e metafora formativa (vedi qui).
Ed è salute, ci sono intere mappe di consigli per cui andare passo dopo passo aiuta il cuore, migliora il flusso sanguigno, permette di tenere sotto controllo il peso, sostiene l’equilibrio e il coordinamento. E poi fa bene alla vista, riduce il rischio di diabete, migliora la funzione respiratoria, consente di ricaricarsi di vitamina D (per esempio qui e qui).

Camminare paga

Ora c’è anche una app che ti paga per camminare, si chiama We Ward (https://it.weward.fr/), permette di mettere insieme punti che si trasformano in bonus ed in euro. Ne parlano un po’ tutti (vedi qui e anche qui). Va da sé che un’app gratuita che ti compensa si ripaga con i partner, la pubblicità e con i nostri dati. È anche ovvio che non ci si può aspettare di guadagnare cifre rilevanti, ma se si è disponibili a mettere a disposizione le proprie informazioni può essere un ottimo sprone al movimento. Evidentemente è comunque un business fiorente, anche Move Coin (https://www.movecoin.app/) compensa per muoversi e pure Sweat Coin (https://play.google.com/store/apps/details?id=in.sweatco.app&hl=it&gl=US). L’importante è comunque avere ben chiaro che si è tracciati e i propri dati sono a disposizione.

In musica

Ovviamente non può mancare il lato musicale, perché magari si può andare accompagnati dalla propria musica preferita. Ci sono scelte musicali motivazionali per fare per esempio 5.000 passi (senti qui), ma anche quelle per correre oppure per salire gradualmente di intensità nell’attività sportiva. C’è la musica per saltare (qui), i consigli per creare la migliore playlist per il proprio allenamento e quelli per le passeggiate in montagna (senti qui).
Camminare è fonte di ispirazione costante per i musicisti. Penso per esempio a Pino Daniele con Cammina cammina (senti qui) o ai mitologici Nomadi (senti qui).

In salita o in discesa soli o in compagnia

Tutte le possibilità sono previste. Andare in salita pare faccia benissimo. Anche la discesa aiuta. Da soli è una forma massima di meditazione, insieme ad altri viene garantita la socialità e il distanziamento sanitario. Insomma, camminare è smart. E la scelta è nelle nostre mani. Meglio nei nostri piedi.
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