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15 Luglio 2024 / 23:27
Invito a Palazzo 2022: un itinerario tra cultura e storia nelle banche. La prima tappa

 
Banca

Invito a Palazzo 2022: un itinerario tra cultura e storia nelle banche. La prima tappa

di Maddalena Libertini - 26 Settembre 2022
In occasione della XXI edizione della manifestazione promossa da ABI con ACRI, Bancaforte inizia un'esplorazione attraverso l’Italia alla scoperta di alcune mete tra le numerose aperte al pubblico quest’anno. In agenda, oltre a visite guidate gratuite e contenuti multimediali, anche mostre ed eventi. Iniziamo con Fermo, Sassari, Cuneo
Un itinerario che si svolge nello spazio, dal Nord al Sud Italia, e nel tempo, attraverso i secoli, sia in modo fisico – sabato primo ottobre –, sia virtuale – on line fino al 9 ottobre. Questo è il viaggio culturale che si rinnova ogni anno grazie a Invito a Palazzol’iniziativa promossa da ABI in collaborazione con ACRI, che accoglie i visitatori nelle sedi di banche e fondazioni di origine bancaria per far conoscere luoghi e opere che compongono l’identità storico-artistica del nostro PaeseEsploriamone insieme alcune tappe.

FERMO

Un buon punto di partenza può essere la Torre Matteucci, l’ultima testimonianza del profilo turrito che la cittadina di Fermo doveva offrire a chi arrivava dalla costa in epoca medievale. Con i suoi circa 25 m di altezza impostati su una base di soli 5 x 4 m e con la sua struttura muraria chiusa, svolgeva una funzione difensiva di avvistamento dei nemici che potevano sopraggiungeredal mare. Caduta in abbandono nel XIX secolo, è stata poi acquisita dalla Cassa di Risparmio di Fermo e fatta oggetto diun accurato intervento di restauro e consolidamento.
Oggi è uno dei monumenti simbolo della località marchigiana e, con la sua svettante verticalità, un segno distintivo della sua lunga storiaurbana. Proprietà fino al 1480 di una potente confraternita locale, l’edificio nel XVI secolo entra in possesso dei Matteucci, come attesta lo stemma apposto sulla facciata, e viene accorpato al vicino palazzo, dimora della famiglia gentilizia. Tra i membri della casata c’è Saporoso, valente condottiero che, assoldato dalla Repubblica di Venezia, nel 1542 riesce a catturare a Corfù la figlia del sultano Solimano il Magnifico. La donna viene rinchiusa nella torre e liberata solo in cambio di un centinaio di prigionieri cristiani. La leggenda vuole che, però, nel frattempo tra la principessa ottomana e il capitano di ventura fosse nato l’amore. Saporoso è ricordato dal monumento funebre conservato nella cattedrale. Non meno interessante è però Palazzo Matteucci, rimodernato del Novecento e sede della banca da oltre un secolo, al cui interno è possibile ammirare, tra le altre cose, i pannelli di Giuseppe Fraschetti con una allegoria delle Regioni, alcuni esempi della collezione di strumenti musicali che ricordano la prestigiosa tradizione liutaia marchigiana, le opere della raccolta d’arte tra cui spicca un dipinto di Giulio Romano. Nei sotterranei sono visibili i resti del teatro romano del I secolo a. C. 

SASSARI

Dalle Marche ci spostiamo idealmente a Sassari per visitare la sede del Banco di Sardegna nel palazzo progettato in forme neorinascimentali dall’ingegner Bruno Cippelli per il Credito Agrario e terminato nel 1927. I pezzi conservati all’interno dell’edificio rendono giustizia alla varietà e alla sapienza delle tradizioni artigianali sarde: manufatti d’argento ed ebanisteria, arazzi e tappeti, e le bellissime bamboline con costumi tipici in miniatura realizzate negli anni cinquanta dalle sarte sassaresi Sorelle Ruiu. Ancora alla Sardegna sono dedicati i soggetti dei 35 dipinti del pittore argentino Hector Nava che qui soggiornò dal 1920 al 1923: gli eredi li hanno donati nel 2006 al Banco di Sardegna per custodirli e valorizzarli.
Dipinti, stampe, bassorilievi e sculture dei maestri dall’arte sarda e italiana sono distribuiti in tutto l’edificio ma culminano al secondo piano nella sala che raccoglie ben 42 opere di Mario Sironi. Nato a Sassari nel 1885, Sironi è stato uno dei maggiori esponenti del Futurismo, prima di aderire al Gruppo Novecento e cominciare ad interessarsi alla pittura murale e ai temi del lavoro. Le opere esposte, in gran parte donate dalla compagna dell’artista Mimì Costa e molte delle quali inedite, sono costituite da olii, tempere, tecniche miste, disegni e sculture realizzate tra il 1926 e il 1958. Tra le più significative c’è Allegoria del lavoro, studio preparatorio del grande affresco,realizzato nel 1933 per il Salone delle Cerimonie alla V Triennale di Milano, purtroppo distrutto alla fine della manifestazione e di cui questo cartone resta una fondamentale documentazione.

CUNEO

Infine un passaggio a Cuneo alla Fondazione CRC, ospitata nel settecentesco Palazzo Vitale e nel cui Spazio Innov@zione è allestita la mostra “Capire il cambiamento climatico. Acqua una risorsa insostituibile”. Non solo quindi memoria e valorizzazione della cultura e dell’eredità del passato nell’attività socioculturale delle banche e delle fondazioni di origine bancaria, ma anche una forte attenzione alle tematiche più rilevanti del presente per la costruzione di un futuro sostenibile.
Pensata come un percorso immersivo, la mostra è suddivisa in due parti: una prima più emozionale basata su contenuti multimediali coniuga i temi della bellezza della natura e degli effetti del climate change rispetto all’elemento acqua; la seconda più divulgativa informa su come monitorare e contrastare la scarsità idrica, lo scioglimento dei ghiacci e gli altri fenomeni che mettono a rischio l’acqua come risorsa insostituibile. L’evento è stato organizzato da CRC Innova e Fondazione Artea, con il contributo di Fondazione CRC, in collaborazione con National Geographic Society, con la consulenza scientifica dell’Università di Pavia e si avvale di immagini di grandi maestri della fotografia, tra cui Paul Nicklen, Melissa Farlow, Pete McBride, James Balog, Gerd Ludwig, Joel Sartore, e filmati di National Geographic. 
Tutte le notizie e gli approfondimenti relativi a queste e alle altre sedi che hanno aderito a Invito a Palazzo 2022 insieme alle informazioni aggiornate sugli appuntamenti e le modalità di accesso sono disponibili agli indirizzi 
e sui profili social Facebook, Instagram e Twitter:
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