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22 Maggio 2022 / 14:29
InTrust Day: la digital identity sempre più fondamentale

 
Sicurezza

InTrust Day: la digital identity sempre più fondamentale

di Mattia Schieppati - 17 Novembre 2020
Nella seconda edizione dell’evento promosso da Intesa (Gruppo IBM) un focus sul ruolo e il valore dell’identità digitale nella customer experience. Così la digital trasformation favorisce le relazioni
«È evidente a tutti come il settore bancario tradizionale, quello del retail banking, sia cambiato irreversibilmente a causa della pandemia. Abbiamo assistito all’impennata dei pagamenti mobile, ci siamo trovati a dover dare risposte ai clienti su questioni di inclusione finanziaria, ovvero poter garantire prodotti facilmente fruibili in digitale, e a erogare consulenza e assistenza da remoto. Questo ha significato incidere su cambiamenti di processo, fare innovazione nel day by day. Il mondo bancario si è reso conto di come sia mutata rapidamente la user experience, e come quel meccanismo dello “one click” di Amazon sia sempre più il benchmark al quale anche la nostra industry deve tendere». Le parole di Diego Rossi, di BPER Banca, danno l’evidenza di come il tema dell’innovazione non viaggi su una frontiera filosofica, non sia più un discorso accademico, ma sia un’urgenza quotidiana per le imprese, e le imprese bancarie e finanziarie in particolare.
Quello di Rossi è uno degli interventi che hanno animato e dato estrema concretezza a InTrust Day 2020, l’evento organizzato da Intesa e svoltosi in modalità digitale (ma con scenografiche riprese in-site dagli spazi suggestivi delle Officine Grandi Riparazioni di Torino) lo scorso 13 ottobre. Per Intesa, azienda del Gruppo IBM specializzata nel design e nello sviluppo di servizi digitali innovativi per il business, si è trattato di un momento importante di sintesi per fare il punto sui trend di mercato, i filoni di innovazione più interessanti, le tecnologie.
Sul palco virtuale, ad alternarsi tra interventi, talk session e tavole rotonde con Intesa e IBM, 25 speaker fra analisti, consulenti e innovatori importanti realtà come ISPI, CeTIF Advisory, Osservatori Digital Innovation, Bain & Company, PwC Italia, Nativa e Digital 360, in aggiunta a top manager e business innovation leader di aziende innovative che operano nei primari mercati a livello nazionale ed internazionale come BPER Banca, Assilea, Enel X, FCA Bank, Salesforce, Consorzio Dafne, Continental, Marelli e Gruppo Veronesi. 
«Anche se questa seconda edizione di InTrustDay ha dovuto cambiare forma, trasferendosi in uno spazio virtuale, siamo felici di aver visto come stia crescendo insieme a Intesa», ha osservato Pietro Lanza, General Manager dell’azienda: «Il successo della giornata ci conferma che l’evento sta diventando punto di riferimento sui temi della trasformazione digitale, della tecnologia e dell’innovazione per le aziende. Sono argomenti all’ordine del giorno per Intesa, e grazie a InTrust Day, rendiamo queste tematiche un elemento di condivisione e confronto con le aziende di ogni settore e dimensione».
Di particolare interesse, dati i tanti temi e spunti che hanno una ricaduta sull’attività del mondo bancario e finanziario, la sessione dedicata ai temi della customer experience, della digital identity e del digital onboarding, dal titolo Identità digitali e customer experience: come gestirle e migliorarle. Il focus, introdotto da una dettagliata analisi di scenario portata da Valeria Portale, Direttore Osservatorio Digital Identity e Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, ha visto la partecipazione di interlocutori del mondo universitario, ma soprattutto di grandi aziende, che hanno portato valore e ricchezza di contenuti. 
Come ha spiegato nel suo intervento Franco Tafini, Head of CA & DTM Solutions di Intesa, «quello delle tecnologie di identificazione e autenticazione delle persone è uno dei temi chiave dell’innovazione e della trasformazione digitale, sia dal punto di vista della relazione con il cliente, sia sotto il profilo della sicurezza. Siamo ormai andati oltre strumenti obsoleti come i token fisici, o la necessità di ricordare password sempre complicate: le tecnologie di riconoscimento biometrico rendono oggi più semplici, lineari, oltre che sicuri i rapporti. Il balzo in avanti dal punto di vista dell’usabilità è enorme, con evidenti vantaggi per tutti gli attori in campo».
«La risposta sta nella combinazione di due tecnologie che hanno ormai raggiunto una maturità che consente di applicarle in una logica enterprise, ovvero Intelligenza artificiale e Architettura di microservizi», ha sottolineato Marco Broggio, Chief Innovation Officer di Intesa. «Le applicazioni dell’AI sono ormai svariate, per esempio nella document detection, la verifica dell’autenticità dei documenti, con tecnologie che consentono il controllo dei tratti biometrici dell’utente con sistemi face match e voice recognition. La loro applicazione consente da un lato il miglioramento della user experience, dall’altro permette all’azienda di dedicare risorse ad attività che siano effettivamente a valore aggiunto. Il nostro approccio per chitettura di micro-servizi ci dà la possibilità di ritagliare soluzioni che rispondono esattamente alle esigenze dei nostri clienti, creando micro-step che possono essere attivati o disattivati a seconda delle necessità, e soprattutto possono essere integrati con soluzioni di terze parti. Da sempre Intesa non lavora solo sul fronte dell’innovazione, ma della cultura dell’innovazione. Questo ci ha consentito di far crescere internamente le competenze necessarie per portare sul mercato soluzioni proprietarie, un elemento che fa la differenza».
 
 
 
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