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08 Aprile 2026 / 14:00
Saccani (Base Digitale): “T+1 mette alla prova le fondamenta operative del settore”

 
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Saccani (Base Digitale): “T+1 mette alla prova le fondamenta operative del settore”

A cura della redazione - 8 Aprile 2026
A margine dell'evento ABI "T+1: l'implementazione è iniziata", con Cristian Saccani, Direttore Banking e Capital Markets di Base Digitale, abbiamo approfondito alcuni dei temi ancora aperti rispetto all'implementazione, e le soluzioni possibili.

Quali sono le criticità che, a oggi, ravvisate nelle aziende bancarie e negli operatori finanziari, e che possono rendere complessa l'implementazione del T+1?

Il passaggio dal ciclo di regolamento T+2 a T+1 rappresenta molto più di una semplice riduzione temporale: si tratta di una sfida strutturale che mette alla prova le fondamenta operative del settore. Molte banche continuano a dipendere da infrastrutture legacy frammentate, organizzate in silos con processi batch notturni, mentre il T+1 impone un'elaborazione in tempo reale per affrontare la finestra operativa ridotta, specialmente nei confronti del mercato USA - che opera come un mercato unico e centralizzato - rispetto a quello europeo - che si scontra con una frammentazione di mercati, giurisdizioni e infrastrutture che rende la contrazione dei tempi di regolamento un rischio sistemico. La gestione delle eccezioni diventa altrettanto critica: con tempi più stretti, la risoluzione manuale di errori nei dati o discrepanze nelle istruzioni rischia di generare impatti sistemici, aggravati dalla scarsa automazione nel matching e nella riconciliazione. Infine, l'asincronia tra i mercati - come il T+1 negli USA e il T+2 persistente in Europa - complica la gestione della liquidità e del collaterale, aumentando costi operativi e rischi di fallimento del regolamento. In un contesto così complesso, il vero valore nasce dall'integrazione indissolubile tra Tecnologia e Servizi, poiché non basta più fornire un software se non si ha la capacità di governarne l'operatività quotidiana. Serve una capacità industriale che governi il processo end-to-end: dalla potenza di calcolo necessaria per processare i dati in tempo reale, fino alla gestione fisica delle eccezioni e delle anomalie che la restrizione dei tempi impone. Solo fondendo una piattaforma nativa con un presidio operativo diretto possiamo garantire che la tecnologia non resti un guscio vuoto, ma diventi un flusso industriale fluido, capace di assorbire la frammentazione dei mercati e scaricare la banca da ogni complessità gestionale.

Quali sono gli elementi distintivi della soluzione proposta da Base Digitale, e quali sono i vantaggi competitivi che questa soluzione può produrre per le aziende?

Base Digitale affronta queste sfide con un approccio end-to-end che integra competenza tecnologica e outsourcing operativo. Le piattaforme cloud-native e API-first si integrano senza sovrapporsi invasivamente ai sistemi esistenti, accelerando lo scambio di dati e consentendo un monitoraggio in tempo reale dell'intero ciclo di vita del post-trading. L'automazione intelligente, basata su STP (Straight Through Processing), elimina drasticamente gli interventi manuali, rendendo le istruzioni di regolamento pronte quasi istantaneamente dopo l'esecuzione del trade. Tra i vantaggi competitivi emergono la riduzione del rischio di controparte, grazie a una velocità che libera capitale e margini di garanzia; la scalabilità per volumi crescenti senza proporzionale aumento del personale back-office; e una compliance dinamica, che non solo si adegua al T+1 americano, ma prepara strutturalmente per un possibile T+1 (o persino T+0) europeo.

Sottolineate, nella vostra proposizione, l'importanza dell'aspetto del "servizio", un presidio che accompagni le aziende nell'implementazione della soluzione. In che cosa consiste, nella pratica, la vostra attività di accompagnamento?

Per Base Digitale, il software è solo un elemento dell'equazione: il vero valore risiede nel managed service e nell'accompagnamento operativo. Questo include un advisory e assessment iniziale per identificare gap tecnologici e procedurali, mappando l'impatto specifico del T+1 sul modello di business del cliente. Tramite Business Process Outsourcing (BPO), Base Digitale assume intere fasi operative, affidando ai propri esperti la gestione di code di regolamento e anomalie. Il supporto post-implementazione garantisce un presidio costante oltre il go-live, con ottimizzazioni continue in linea con le normative ESMA e l'evoluzione dei mercati. A ciò si affianca una formazione continua, per un trasferimento di know-how che renda fluida l'integrazione tra uomo e macchina.
 
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