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04 Maggio 2026 / 19:28
 
Digital Lending, il credito cambia pelle: entro il 2030 quasi un finanziamento su due sarà digitale

 
Credito

Digital Lending, il credito cambia pelle: entro il 2030 quasi un finanziamento su due sarà digitale

di Flavio Padovan - 4 Maggio 2026
Secondo l'Osservatorio Digital Lending 2026 di Monitor Deloitte, Experian e Cetif, la crescita di mobile banking, AI e Buy Now Pay Later sta accelerando la trasformazione dei modelli distributivi e delle abitudini di finanziamento delle famiglie italiane
Il credito digitale accelera più rapidamente del previsto e si prepara a ridisegnare in profondità il mercato bancario italiano. Entro il 2030 il Digital Lending arriverà infatti a rappresentare il 41% dei volumi complessivi erogati, quasi il doppio rispetto al 24% registrato nel 2025, per un mercato stimato vicino ai 60 miliardi di euro. A trainare la trasformazione sono soprattutto il mobile banking, l'intelligenza artificiale e la crescente domanda di esperienze semplici, immediate e completamente digitali da parte della clientela.
È quanto emerge dall'Osservatorio Digital Lending 2026 realizzato da Monitor Deloitte, Experian e Cetif, che analizza l'evoluzione del credito digitale in Italia e l'impatto delle nuove tecnologie sui modelli distributivi, sui comportamenti della clientela e sui processi di erogazione del credito.

Mobile banking dominante, internet banking stabile

Uno dei trend più evidenti riguarda l'evoluzione dei canali digitali. Il mobile banking si conferma il punto di accesso privilegiato ai servizi bancari: oggi è utilizzato dal 60% dei clienti bancarizzati e la quota è destinata a salire fino all'80% entro il 2030. L'internet banking, invece, dopo anni di crescita sembra aver raggiunto una fase di stabilizzazione attorno al 35%.
Secondo l'Osservatorio, questa dinamica riflette la crescente preferenza per esperienze "mobile-first", più intuitive, veloci e personalizzate. Lo smartphone viene ormai percepito come il dispositivo bancario principale anche dalle fasce di clientela over 40, soprattutto per operazioni quotidiane come bonifici, controllo saldo e pagamenti digitali.
Parallelamente anche l'offerta bancaria sta evolvendo rapidamente. Le banche stanno ampliando le funzionalità self-banking, investendo in filiali digitali dedicate allo sviluppo commerciale e ripensando il presidio fisico del territorio attraverso modelli più leggeri, cash-less e specializzati.

Il digitale cresce in tutti i comparti del credito

L'espansione del Digital Lending coinvolge ormai tutte le principali forme tecniche di finanziamento. I volumi digitali crescono soprattutto nei prodotti più immediati e flessibili, come il Buy Now Pay Later, che registra un CAGR del 71% tra il 2020 e il 2025. Ma la crescita interessa anche i prodotti più complessi: i mutui digitali aumentano del 19% nello stesso periodo, grazie soprattutto all'ingresso degli operatori incumbent e allo sviluppo di offerte digital-first.
Secondo le stime dell'Osservatorio, i prestiti personali digitali passeranno da 13,9 miliardi del 2025 a 26 miliardi nel 2030, mentre i mutui digitali saliranno da 10,6 a 19,1 miliardi. Il comparto BNPL raggiungerà i 10,2 miliardi, mentre i prestiti finalizzati digitali arriveranno a 3,7 miliardi. Nel complesso, il canale digitale cresce con un CAGR del 34% tra il 2020 e il 2025, contro appena l'1% del canale fisico.

Il cliente digitale è affluent e meno rischioso

L'analisi evidenzia come il credito digitale sia oggi utilizzato prevalentemente da uomini, residenti nel Nord Italia, appartenenti alla Generazione Y e con redditi medio-alti o elevati.
Il canale digitale, inoltre, intercetta sempre più clientela affluent. I ticket medi online risultano infatti superiori rispetto ai canali tradizionali: nei prestiti personali il valore medio è circa 1,8 volte più alto rispetto al fisico, mentre nei mutui il ticket online raggiunge 132 mila euro contro i 121 mila del canale tradizionale.
Ma il dato forse più significativo riguarda il profilo di rischio. I tassi di default del credito digitale si stanno progressivamente allineando a quelli del canale fisico grazie all'utilizzo sempre più sofisticato di dati e modelli predittivi basati su AI. Nei mutui digitali il default scende dall'1,5% del 2020 all'1,2% del 2025, mentre nel BNPL cala dal 3% al 2%.

L'AI ridisegna il credito

L'intelligenza artificiale emerge come il principale fattore abilitante della nuova fase evolutiva del Digital Lending. L'AI interviene lungo tutta la filiera del credito: dalla ricerca delle informazioni alla valutazione del merito creditizio, dalla formulazione dell'offerta fino al monitoraggio post-erogazione.
Secondo il report, nell'ultimo anno il time-to-yes dei prestiti personali full digital si è ridotto del 25%, mentre il time-to-cash è diminuito del 33%, grazie all'automazione dei processi e all'utilizzo di fonti dati integrate.
Gli strumenti di AI generativa stanno inoltre modificando il comportamento della clientela anche nella fase di ricerca delle informazioni finanziarie. Oggi circa il 20% degli utenti utilizza già chatbot e strumenti di AI per orientarsi nelle scelte finanziarie, ma entro il 2029 oltre il 60% della clientela bancaria potrebbe utilizzare l'AI come principale strumento di ricerca e confronto, riducendo progressivamente il ruolo dei comparatori tradizionali.

BNPL sempre più diffuso tra giovani e donne

Tra i fenomeni più rilevanti emerge la crescita del Buy Now Pay Later, che si conferma il prodotto digitale più diffuso tra i giovani della Gen Z e l'unico con prevalenza femminile.
Il 56% delle richieste BNPL proviene infatti da donne e il comparto moda pesa per oltre il 76% delle operazioni complessive.
Interessante anche il dato geografico: il BNPL è l'unico prodotto di Digital Lending con una maggiore diffusione nel Sud Italia rispetto al Nord, segnale di una crescente domanda di soluzioni di pagamento flessibili in territori caratterizzati da minore capacità di spesa e più bassa penetrazione dei prodotti di credito tradizionali.

Le banche verso un nuovo modello distributivo

L'Osservatorio evidenzia infine come il credito digitale non sia più un canale complementare, ma stia diventando il nuovo standard del mercato. La combinazione tra mobile banking, AI, dati avanzati e processi automatizzati sta infatti accelerando la trasformazione del modello distributivo bancario.
Secondo Marco Latif Mesak, Director di Monitor Deloitte, "non ci troviamo più in una fase di adozione del digitale, ma in una ridefinizione strutturale del mercato del credito". Entro il 2030 circa il 90% delle banche offrirà prodotti di credito e pagamento completamente online. "L'intelligenza artificiale - sottolinea Latif Mesak -  sarà il vero spartiacque: da abilitatore di efficienza a strumento decisivo nelle scelte finanziarie dei clienti, fino a diventare il principale punto di orientamento per oltre il 60% della clientela entro il 2029, allineandosi all'attuale ruolo dei comparatori".
Per Chiara Frigerio, Segretario del Cetif e Professore dell'Università Cattolica, la strada è ormai tracciata: gli operatori finanziari più competitivi saranno quelli capaci di combinare presenza digitale omnicanale, analisi avanzata dei dati e utilizzo diffuso dell'intelligenza artificiale.
"I dati dell'Osservatorio confermano quello che vediamo ogni giorno lavorando con le istituzioni finanziarie italiane: il credito digitale non è più un canale alternativo, ma il nuovo standard del mercato" speiga Giulio Mariani, Director Data & AI di Experian Italia. "Ciò che colpisce di questa edizione è la velocità con cui il cambiamento ha superato le previsioni: una penetrazione digitale al 24% nel 2025, sei punti percentuali oltre le attese, con traiettorie al 2030 che riscrivono significativamente il perimetro competitivo. Il dato sul profilo di rischio è altrettanto significativo: i tassi di default del canale digitale sono in forte calo e si avvicinano a quelli del fisico, segnale che la qualità del credito digitale è maturata grazie all'impiego strutturato di dati e modelli predittivi avanzati. Il contributo dei dati Experian a questo Osservatorio riflette esattamente il ruolo che l'informazione creditizia di qualità deve svolgere: contribuire a decisioni più precise, più veloci e più inclusive con dati di qualità che riducono l'incertezza lungo tutto il ciclo del credito". 
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