Una Convention per coltivare il futuro del comparto agroalimentare
di Mattia Schieppati
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8 Maggio 2026
Si svolgerà il 27 maggio, a Roma, la Fondazione Mario Ravà Convention 2026, promossa dall'ABI insieme allo storico Ente che guarda al futuro proponendosi come piattaforma di confronto tra banche, imprese agricole e professionisti del settore. Al centro dei lavori, la necessità di un "nuovo credito" per accompagnare il comparto agroalimentare in un'evoluzione fatta di innovazione e sostenibilità, per restare competitivo e produrre valore.
Il credito come leva strategica per accompagnare la trasformazione dell'agricoltura italiana. È questo il filo conduttore della "Fondazione Mario Ravà Convention 2026", la giornata di lavori in programma il 27 maggio a Roma, promossa dall'ABI insieme alla Fondazione Mario Ravà, ente storico nato nel 1958 per sostenere gli studi sul credito agrario e oggi rilanciato come piattaforma di confronto tra banche, imprese agricole e professionisti del settore. L'appuntamento, dal titolo "Nuovo credito per un comparto agroalimentare moderno, socialmente e ambientalmente più sostenibile", si colloca in una fase cruciale per il comparto agroalimentare.
Oggi, l'agricoltura italiana è prima in Europa per valore aggiunto e terza per produzione, dopo Germania e Francia. Con quasi 44 miliardi di euro, vale il 2,3% del PIL dell'Italia. Considerando le filiere a monte e valle, si arriva ad oltre 335 miliardi di euro, circa il 19% del PIL. L'Italia è inoltre il primo Paese al mondo per numero di prodotti a identificazione geografica: sono 850 i prodotti DOP, IGP e STG (Specialità Tradizionale Garantita). Ma il settore si confronta con criticità strutturali: aziende di piccola dimensione, imprenditori con età media elevata e una crescente necessità di investimenti in innovazione, sostenibilità e resilienza climatica.
"L'agricoltura italiana per rimanere ai vertici europei ha bisogno di investimenti importanti per affrontare le sfide della digitalizzazione, della sostenibilità e resilienza al cambiamento climatico, della connessione produttiva con l'industria alimentare e, non ultimo, dei nuovi modelli di consumo", osserva Raffaele Rinaldi, Senior Advisor ABI e Segretario Fondazione Mario Ravà. "Anche grazie al rafforzamento patrimoniale, oggi le banche possono accompagnare gli imprenditori agricoli nella realizzazione di questi investimenti. È compito delle Associazioni di rappresentanza delle banche e delle imprese e dei professionisti del mondo agricolo promuovere le condizioni normative e operative più favorevoli, superando gli anacronismi del credito agrario. Ecco perché L'ABI sente forte l'impegno di sviluppare il sostegno finanziario ad un'agricoltura moderna, ambientalmente e socialmente più sostenibile. Ed ecco perché la Fondazione Mario Ravà, da sempre dedicata allo studio del credito agrario, può essere il luogo di dialogo stabile tra il mondo della finanza e dell'agricoltura per guidare il processo di rinnovamento in discorso, in un rapporto di collaborazione con le istituzioni".
La giornata si aprirà con una sessione istituzionale che vedrà la partecipazione di ABI, Confagricoltura, Coldiretti, CIA, CONAF e FIDAF, insieme a Ministero dell'Agricoltura, BEI, e mondo assicurativo, nella quale sarà presentata la dichiarazione d'intenti "Coltivare Resilienza - Finanza, Assicurazione e Impresa per la difesa attiva dell'agricoltura", promossa da Fondazione Mario Ravà. Un segnale della volontà di rafforzare la collaborazione pubblico-privato per affrontare gli effetti economici del cambiamento climatico.
Il primo focus della Convention sarà dedicato proprio alla gestione dei rischi climatici in agricoltura. Un tema critico: secondo le stime, mantenendo gli attuali livelli di emissioni, siccità e gelo potrebbero generare perdite superiori a 2 miliardi di euro l'anno, con oltre metà dei costi ancora a carico degli agricoltori. La sessione analizzerà i nuovi strumenti assicurativi e finanziari per la copertura dei rischi, le aspettative di vigilanza bancaria sui rischi climatici e i sistemi di valutazione "data-driven" per supportare l'adaptation finance nel settore agricolo.
Il secondo panel sarà invece centrato sulla valutazione e il monitoraggio del rischio di credito. Il tema è diventato prioritario alla luce delle linee guida europee EBA sulla concessione e gestione del credito, che richiedono alle banche informazioni sempre più dettagliate e aggiornate sulle imprese finanziate. In questo contesto, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale vengono indicate come strumenti decisivi per migliorare la capacità di analisi del merito creditizio e la comprensione delle performance aziendali.
Spazio infine agli strumenti di garanzia, considerati essenziali per facilitare l'accesso al credito di imprese agricole spesso di piccole dimensioni e caratterizzate da elevata esposizione ai rischi. La discussione riguarderà l'evoluzione delle garanzie pubbliche, il pegno rotativo, la cartolarizzazione del magazzino agricolo e le nuove forme di mitigazione del rischio.
"La Convention della Fondazione Mario Ravà è un'occasione unica di dialogo tra il mondo della finanza e quello dell'agricoltura, nella quale saranno rappresentati tutti i soggetti rilevanti nella filiera del credito all'agricoltura", sottolinea Rinaldi. "Per chi opera nel settore è importante esserci, per sviluppare nuove relazioni ed essere aggiornato sulle nuove tendenze e proposte evolutive del credito all'agricoltura. Nella Convention sarà tra l'altro presentato il "Quaderno di approfondimento sul sistema di gestione dei rischi naturali in agricoltura", nel quale sono illustrate una serie di proposte di riforma del Decreto Legislativo n. 102/2004, condivise dall'ABI con le principali Associazioni nazionali di rappresentanza delle imprese e dei professionisti del comparto primario. La stessa Dichiarazioni d'intenti "Coltivare resilienza - Finanza, assicurazione e impresa, per la difesa attiva dell'agricoltura" rappresenta un atto politico di alto livello con cui si intende promuovere nel nostro Paese la cultura dell'adattamento al cambiamento climatico e la realizzazione di misure di difesa attiva".
Il percorso tematico che segue le linee di impegno della rinnovata Fondazione Mario Ravà. "La normativa speciale sul credito agrario è un passaggio fondamentale", conferma Rinaldi. "Disciplina concepita nel secolo scorso, ormai non più al passo con i tempi, che oggi invece di favorire l'accesso al credito, in molti casi lo ostacola, rendendolo più oneroso. Questa normativa va ripensata in termini moderni, con l'obiettivo di favorire e specializzare l'offerta del credito agrario in funzione delle peculiarità dell'attività agricola e delle diverse esigenze di finanziamento a seconda dello stadio di sviluppo dimensionale dell'impresa. Altro tema di rilievo, è il miglioramento della comunicazione finanziaria delle imprese verso le banche. Più che in passato, oggi, le banche hanno bisogno di più informazioni e di migliore qualità per valutare correttamente il merito di credito delle imprese, anche alla luce delle nuove disposizioni di vigilanza europee (Linee Guida EBA sulla concessione e monitoraggio del credito). Quindi certamente dati statici della condizione economica-finanziaria, ma sempre più anche proiezioni finanziarie di medio periodo. C'è poi il capitolo specifico delle informazioni necessarie alla valutazione dell'esposizione dell'impresa ai rischi climatici, fisici e di transizione. Infine, per un'agricoltura moderna che utilizza strumenti finanziari sempre più specializzati c'è bisogno di formazione dedicata sia per le imprese che per le banche".
La Convention è il primo passo di un percorso sostenuto da Fondazione Mario Ravà e dell'ABI per consolidare il confronto tra finanza e agribusiness, attraverso tavoli tecnici, studi e focus group dedicati. Un progetto che punta a fare del credito non solo uno strumento finanziario, ma una leva industriale per accompagnare la modernizzazione sostenibile dell'agricoltura italiana.
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