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13 Aprile 2024 / 16:36
Patuelli: Responsabilità e affidabilità. Così le banche rispondono alle nuove sfide

 
Banca

Patuelli: Responsabilità e affidabilità. Così le banche rispondono alle nuove sfide

di Redazione - 6 Luglio 2023
Punti di riferimento affidabili attraverso i momenti di crisi, con un impegno che guarda prima di tutto a cittadini e imprese. La relazione integrale con cui il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha aperto l’Assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana
Proponiamo la versione integrale della Relazione con la quale il 5 luglio 2023 il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha aperto i lavori dell’Assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana
 
 
I rischi e le sfide per le banche non finiscono mai.
La lotta all’inflazione è la priorità non solo delle Banche centrali.
Sono evidenti i rischi per il credito a imprese e famiglie che, in dieci anni di tassi a zero, spesso non avevano previsto i rapidi aumenti dei tassi e le riduzioni della liquidità.
Le banche non hanno rendite di posizione e vengono da anni difficilissimi per crisi di imprese e del debito sovrano, recessioni, epidemie, catastrofi naturali, cui hanno fatto e fanno fronte con grandi aumenti di capitale, accantonamenti e ristrutturazioni sempre socialmente rispettose realizzate con costruttivi accordi con le Rappresentanze Sindacali.
Salvo nel caso di una banca nazionalizzata, le banche in Italia hanno dovuto farsi carico delle forzate risoluzioni e degli altri oneri delle crisi e dei salvataggi di banche concorrenti.
Le banche sono impegnate nel progressivo rafforzamento degli indici patrimoniali, indeboliti dagli aumenti dei tassi che riducono i valori dei portafogli innanzitutto di Titoli di Stato, e in preparazione dell’entrata in vigore di Basilea 3+, anche se ne abbiamo ottenuto dei significativi miglioramenti.
Chiediamo che le regole “di Basilea” siano applicate ugualmente in America e in Europa.
Le banche sono impegnate nel garantire cospicui livelli di liquidità anche a medio e lungo termine, sempre più preziosa e costosa dopo le decisioni della BCE, quando stanno esaurendosi i divenuti più onerosi programmi europei di finanziamento TLTRO, con rischi, che le banche combattono, di razionamento del credito.
Le banche in Italia mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe.
Le banche in Italia non hanno mai applicato tassi negativi sui depositi e remunerano crescentemente i risparmiatori con condizioni di mercato competitive anche con quelle offerte dagli Stati europei e da operatori non bancari, propongono ai risparmiatori, anche in difesa dall’inflazione, investimenti per la liquidità a medio e lungo termine, indispensabile, dopo la fine delle Tltro, per finanziare imprese e famiglie.
Le banche combattono i rischi di crescita dei crediti deteriorati, previsti dalla BCE, dal Fondo Monetario Internazionale e dal Centro studi di Confindustria, di fronte ai problemi della Germania, ai recenti cali della produzione industriale e delle esportazioni italiane e per devastanti eventi climatici.
Fondamentali sono i sistemi di garanzia dei crediti che debbono proseguire assieme alla legislazione agevolativa per le imprese, il Mezzogiorno e per l’acquisto della prima casa soprattutto, ma non solo, per i giovani.
Indispensabile è la maggiore tutela degli onesti con una giustizia civile ancora più efficiente, senza differenze fra le varie zone d’Italia.
Le recenti crisi bancarie fuori dall’Unione Europea hanno evidenziato la positività delle rigorose regole dell’Unione bancaria e della Vigilanza unica che meglio garantiscono banche più solide e risparmi più tutelati.
Più crescono i tassi, più aumentano anche il rischio di credito ed il costo del debito pubblico. Saggia, autorevole, coerente e lungimirante è la posizione della Banca d’Italia per evitare eccessive strette monetarie e penalizzazioni del PIL.
La lotta all’inflazione non può dipendere esclusivamente dalle politiche monetarie: occorrono strategie rigorose contro ogni evasione fiscale, per la riduzione del debito pubblico in rapporto al PIL e in cifra assoluta, e contro la spirale di crescita dei prezzi, quando l’euro è più robusto della vecchia lira italiana e limita l’inflazione.
Per essere davvero efficace e giusto, il nuovo Patto europeo deve essere di crescita e stabilità, anteponendo il sostegno alla crescita che è condizione indispensabile per lo sviluppo e per la riduzione dei debiti pubblici.
Le banche sono fortemente impegnate in continue innovazioni tecnologiche, per la tutela dei doveri e diritti di tutti, e chiedono regole e certezza del diritto che garantiscano da abusi di ogni genere.
Per l’intelligenza artificiale occorrono principi etici, trasparenza, responsabilità sociale per la sicurezza e la protezione dei dati. Necessita il controllo umano ed etico degli algoritmi, a tutela di libertà e responsabilità.
Non deve esserci disordine e concorrenza sleale di operatori economici e finanziari non regolamentati: l’esperienza e gli abusi nelle pseudo cripto valute evidenziano l’indispensabile necessità che le tecnologie, anche il Metaverso, non siano estranee alle regole che, come la tassazione, debbono essere uguali per tutti.
MiCAR, DORA, PISA e il registro dell’Organismo agenti e mediatori sono importanti passi in avanti, ma non bastano nella continua rincorsa fra tecnologie e regole e nella lotta al riciclaggio e per la sicurezza.
Importanti sono le iniziative delle Autorità, come la Consob, contro l’abusivismo finanziario.
Il progetto di euro digitale è una sfida impegnativa, con importanti potenzialità e rischi che necessitano di preventivi limiti definiti dalla BCE a tutela della stabilità finanziaria, della legalità e della corretta concorrenza, per integrare nella complementarietà i pagamenti elettronici e quelli tradizionali.
L’ABI, sempre impegnata contro la criminalità cibernetica, promuove l’innovazione finanziaria partecipando alle iniziative di molti importanti organismi, a cominciare da quelle della Banca d’Italia, e attraverso enti come CBI, all’avanguardia nelle soluzioni evolutive nei pagamenti, e il consorzio ABI Lab per la sperimentazione delle nuove tecnologie.
La nostra prospettiva strategica è quella della crescita sostenibile delle Unioni bancaria e dei mercati dei capitali, per le quali non servono veti e obblighi gravosi solo per alcuni, ma più semplici e uniformi regole di diritto societario a cominciare dal “Codice europeo di diritto bancario e finanziario” che chiediamo sia presto realizzato con Testi Unici semplificati innanzitutto di diritto finanziario, bancario e penale dell’economia, senza i quali è più difficile integrare il mondo finanziariodell’area euro e far crescere banche più grandi e competitive con le principali del mondo.
Dopo la doppia sentenza conforme della UE sulla natura privata dei sistemi di garanzia e tutela dei depositi, è cresciuta ulteriormente la loro importanza: chiediamo che l’“errore di diritto”, compiuto dalla precedente Commissione Europea, sia seguito, a norma dei Trattati, da risarcimenti a chi ha subito le conseguenze di risoluzioni rivelatesi più costose e meno utili per affrontare le crisi bancarie, rispetto a iniziative preventive.
La recente proposta della Commissione europea di nuove regole per le crisi delle piccole e medie banche conferma, però, la preferenza per il metodo della risoluzione che non ha dato buoni frutti nella sperimentazione avvenuta proprio in Italia, accettando come residuali gli interventi dei Fondi interbancari di tutela dei depositi, quando è meglio fare ogni sforzo per prevenire le crisi bancarie.
Strategica è la sostenibilità, che va applicata in ogni settore e occasione,non solo in stretta connessione con le trasformazioni delle fonti d’energia, con l’impegno prioritario per le rinnovabili e il risparmio energetico.
Indispensabile è l’impegno contro i rischi climatici e ambientali sui quali sono importanti gli sforzi della Vigilanza e delle banche che stanno aggiornando le proprie culture e metodi di operatività.
La transizione ambientale ed energetica è centrale per le attività bancarie, ma le banche non possono e non debbono sostituirsi alle Istituzioni nelle loro funzioni e debbono darne puntuale applicazione alle regole in tutte le loro attività, senza divenire impropriamente gendarmi sanzionatori.
Le Istituzioni debbono favorire la riqualificazione degli immobili, per “case green”, con incentivi fiscali.
Per evitare la recessione e sostenere lo sviluppo e l’occupazione necessita certezza del diritto anche prospettica.
L’attuazione tempestiva del fondamentale PNRR, con semplificazioni delle procedure per le banche che intervengono a supporto delle imprese che partecipano a gare, deve essere accompagnata dalla crescita degli investimenti delle imprese e del risparmio: chiediamo che vengano stralciate dal disegno di legge delega, che implica un più lungo iter, e vengano anticipate con decreto legge le misure fiscali per stimolare gli investimenti delle imprese e dei risparmiatori.
Innovazione e concorrenza nel mercato regolato, vigilato e trasparente, e confronto con le rappresentanze sindacali e le associazioni delle imprese e dei consumatori sono i pilastri anche della riduzione dei costi nei servizi finanziari e bancari e nei servizi di pagamento dove i prezzi continuano a diminuire in particolare in Italia, per gli investimenti e le iniziative innanzitutto delle banche e delle società emittenti delle carte di credito e di debito.
Più crescono i pagamenti elettronici tracciati, più diminuiscono l’evasione fiscale e il riciclaggio e si riducono ulteriormente i costi dei sistemi di pagamento.
Occorre siano aggiornate le regole sui servizi di pagamento per i bonifici istantanei, per ridurre gli oneri a carico delle banche e garantire un’effettiva parità concorrenziale fra soggetti bancari e non.
Determinante sarà l’impegno per il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro dei Bancari, con relazioni industriali costruttive, intense e lungimiranti, maturate anche nei momenti più difficili della pandemia e nelle fasi successive, con importanti accordi nazionali e aziendali.
Occorre aggiornare il Contratto Nazionale, tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, favorire la contrattazione di secondo livello che comprende anche i “premi aziendali”, in un mondo bancario molto diversificato e concorrenziale che sta cambiando molto rapidamente anche dopo il Contratto Nazionale del 2019 che già ha introdotto molte utili novità che hanno favorito i mutamenti e la continuità di tutte le attività bancarie anche nelle fasi più dure della pandemia.
Le continue novità tecnologiche, la qualità e le complessità sempre crescenti del lavoro bancario necessitano di aggiornamenti contrattuali lungimiranti e sostenibili e anche di un’attenzione continua per prevenire pressioni commerciali indebite.
L’educazione finanziaria permanente è un’esigenza inderogabile per obblighi normativi e per esigenze etiche e civili: in tal senso abbiamo innovato anche lo Statuto ABI e promosso la Fondazione per l’educazione finanziaria e il risparmio che opera bene e crescentemente.
Lo Stato deve fare di più per l’insegnamento nelle Scuole dell’educazione finanziaria e al risparmio.
La crescita delle iniziative di carattere finanziario è altresì agevolata dalla partecipazione molto attiva dell’ABI sia alla Federazione bancaria europea,
innanzitutto col Direttore Generale Sabatini e con Maurizio Sella, già Presidenti del Comitato esecutivo e della FBE stessa, sia alla Federazione delle Banche, delle Assicurazioni e della Finanza.
L’ABI, austera associazione per la cultura delle regole, privata e di alto profilo morale, utilizza il metodo dell’intensa trasparente collegialità per realizzare sempre importanti convergenze al proprio interno, per confrontarsi su ogni tipo di regole e per sviluppare le consapevolezze e lo spirito critico per un nuovo umanesimo nella società sempre più tecnologica: etica, diritto ed economia sono indissolubili.
Indispensabile è il dialogo continuo con le Istituzioni che sviluppiamo in modo trasparente e frequentemente anche collegiale in Comitato Esecutivo e in Consiglio ABI.
Importante e continuo è il dialogo con i corpi sociali, sempre in nome di alti principi costituzionali.
In questi anni, con rigore e tenacia, non ci siamo mai arresi di fronte alle tante avversità, consapevoli che le banche sono propulsive nel mondo imprenditoriale e sociale e complessi punti d’equilibrio dei vari settori e fattori economici.
Le banche sopportano da anni una pressione fiscale più elevata del 3,5% rispetto alle altre imprese, con un’IRES del 27,5% rispetto all’aliquota ordinaria del 24%, cui si aggiunge il 26% di ritenuta di acconto per i dividendi dei risparmiatori azionisti, e garantiscono anche un cospicuo livello di sottoscrizione del debito pubblico.
Il nostro orizzonte è innanzitutto quello del pluralismo europeo e dovrà esserlo anche dopo la nuova applicazione dei principi nazionali del regionalismo.
In quest’anno abbiamo perso due autorevoli Colleghi e Amici che sono stati molto a lungo anche ai vertici dell’ABI: ricordiamo commossi Corrado Sforza Fogliani e Miro Fiordi e faremo tesoro dei loro sempre preziosi consigli.
Fra pochi giorni sarà il cinquantenario della morte di Raffaele Mattioli, magistrale ed attualissimo esempio di banchiere umanista, intransigente sui principi e fortemente innovatore nella concretezza delle attività bancarie.
La cultura, lo spirito critico, il coraggio e la determinazione di Mattioli ci illuminano anche nelle nuove sfide che il mondo bancario deve affrontare con lungimiranza, per la sostenibilità nelle complessità, per la maggiore certezza del diritto anche prospettica, per la semplicità delle norme e delle procedure anche nelle tecnologie, per la sempre maggiore solidità patrimoniale e di liquidità delle banche, nella concorrenza fra modelli bancari, nella prevenzione delle crisi, senza privilegi e discriminazioni.
Seguiamo l’alto esempio di banchieri come Mattioli e Siglienti, rifiutando il cinismo, l’avidità, l’economia priva di etica, l’assenza di memoria, anteponendo i principi, impegnati in doveri non evanescenti e per una moralità non accomodante.
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