EU T+1: la visione TAS sul futuro del post-trade europeo
A cura della redazione
-
3 Febbraio 2026
Non un mero adempimento regolamentare, ma un'evoluzione del modello operativo. Rispetto al quale l'evoluzione verso applicazioni sempre più "intelligenti" assume un ruolo centrale.
Il passaggio al regolamento T+1 rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti per i mercati finanziari europei degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente di ridurre di un giorno il ciclo di regolamento, ma di affrontare una trasformazione che incide in modo diretto su processi, sistemi e modalità operative degli intermediari.
L'obiettivo perseguito dal regolatore è chiaro: ridurre il rischio sistemico, rafforzare la resilienza del mercato e aumentare la trasparenza dei flussi di regolamento. Tuttavia, l'implementazione del T+1 in Europa presenta elementi di complessità strutturale che lo distinguono da altre esperienze internazionali. La presenza di numerosi mercati, CSD e modelli operativi differenti richiede un elevato livello di coordinamento lungo l'intera filiera.
In questo contesto, il confronto quotidiano con banche e centri servizi evidenzia come la riduzione dei tempi renda critiche fasi oggi spesso gestite in modalità differita, come il pre-matching, la qualità del dato e la gestione delle eccezioni. Dal punto di vista di TAS, realtà da anni attiva nello sviluppo di soluzioni tecnologiche per il capital markets, il T+1 non può quindi essere interpretato come un mero adempimento regolamentare, ma come un'evoluzione del modello operativo. Con il T+1, il settlement fail non può più essere considerato un evento da analizzare a posteriori. Diventa un rischio da presidiare durante l'intera giornata, richiedendo informazioni aggiornate e una maggiore integrazione tra sistemi titoli, cash e reporting.
In questo contesto, la crescente automazione dei processi e l'evoluzione verso applicazioni sempre più "intelligenti" assumono un ruolo centrale. La compressione dei tempi di processing rende infatti sempre meno sostenibile una gestione basata su interventi manuali o su controlli ex post, richiedendo sistemi in grado di supportare decisioni operative tempestive, prioritizzazione delle eccezioni e analisi continue dello stato del processo.
Nel dialogo con il mercato emerge un elemento ricorrente: l'adeguamento dei singoli applicativi è necessario, ma non sufficiente. Senza una visione end-to-end del processo, il rischio è una frammentazione informativa che rende più complesso il governo operativo proprio nel momento in cui la velocità diventa un fattore determinante.
È a partire da queste considerazioni che nasce l'esigenza di rafforzare momenti strutturati di confronto tra operatori. È l'obiettivo che persegue TAS attraverso User Group periodici dedicati, pensati come spazi di dialogo con gli intermediari direttamente coinvolti, per analizzare in modo condiviso i temi che incidono in modo significativo sulle evoluzioni tecnologiche e di mercato.
All'interno di un nuovo User Group in ambito Capital Markets, il tema T+1 potrà essere analizzato insieme ad altri driver di cambiamento — dalle evoluzioni normative in ambito segnalazioni ai percorsi sui digital asset e sulla coesistenza tra mercati DLT e sistemi tradizionali — con l'obiettivo di condividere esperienze, approcci e letture operative comuni.
In un quadro ancora in evoluzione, caratterizzato da trasformazioni regolamentari e tecnologiche convergenti, il dialogo tra operatori rappresenta uno degli elementi chiave per affrontare una transizione che richiede, più che mai, una visione condivisa.