Liliana Fratini Passi, direttore generale di CBI, fa il punto con Bancaforte sull’avvio operativo della Verification of Payee (VOP), uno dei pilastri del nuovo quadro regolamentare sugli instant payments, e sul ruolo svolto dalla piattaforma Name Check di CBI nel rendere il servizio concretamente disponibile al mercato.
L’entrata in vigore dell’obbligatorietà della verifica del beneficiario il 9 ottobre ha rappresentato una sfida rilevante per l’intero ecosistema dei pagamenti. CBI ha contribuito in modo determinante alla messa a terra della VoP assicurando, prima di tutto, l’ampiezza della copertura: ha contrattualizzato oltre 250 prestatori di servizi di pagamento, che rappresentano circa l’85% degli IBAN domestici, per un totale di 65,5 milioni di IBAN gestiti, pari anche al 16% del totale a livello europeo. “Questo ci ha consentito di garantire una reale pervasività del servizio e di supportare le banche nel percorso di adeguamento normativo”, sottolinea Fratini Passi.
L’altro aspetto emerso in questi primi mesi di esercizio è la solidità infrastrutturale. La piattaforma ha già dimostrato di sostenere volumi molto elevati, con una media di circa 5 milioni di verifiche al giorno e picchi fino a 8,5 milioni di transazioni in una singola giornata, senza criticità operative rilevanti. “Sono numeri che confermano la robustezza dell’infrastruttura anche nelle giornate più intense”, osserva Fratini Passi. Inoltre i tempi medi di tramitazione tra la banca che invia la richiesta e quella che risponde si collocano intorno ai 150 millisecondi, ben al di sotto dei cinque secondi previsti dalla normativa.
Un ulteriore elemento di rilievo è la dimensione europea del servizio: tra il 15 e il 20% delle richieste di verifica proviene già da PSP esteri. Un risultato reso possibile anche dal lavoro svolto a monte con l’European Payments Council per la definizione dello schema VOP, che ha consentito a CBI di ottenere la qualifica di Routing and Verification Mechanism (RVM). Oggi CBI è il primo RVM in Italia e il quarto in Europa per numero di BIC tramitati.
L’introduzione della Verification of Payee ha avuto anche una forte dimensione organizzativa e culturale. CBI ha svolto un ruolo di coordinamento operativo per l’integrazione tecnica degli aderenti, affiancando le banche con sessioni di formazione, presidi di supporto e monitoraggio continuo, e un intenso lavoro di relazione con gli altri RVM europei. Sul fronte della comunicazione, è stata avviata una campagna rivolta a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni che, attraverso canali tradizionali e digitali, ha raggiunto oltre 3 milioni di contatti.
Sin da questa prima fase CBI ha introdotto alcune importanti funzionalità, come le verifiche massive per le corporate, il controllo sul trade name e altri controlli antifrode grazie all’integrazione con il CERTFin.
Un altro fronte strategico che ha visto CBI attivamente impegnato nell’ultimo anno è lo sviluppo del servizio Request to Pay. Realizzato insieme a EBA Clearing e Nexi , il modello RTP di CBI armonizza le regole operative nazionali ed europee e digitalizza la richiesta di pagamento sia per il settore pubblico sia per quello privato. Il primo grande caso d’uso individuato è l’integrazione con PagoPA. “È il canale che può generare da subito una massa critica importante, perché coinvolge oltre 22 mila amministrazioni centrali e locali. L’obiettivo è permettere ai clienti bancari di pagare tasse, multe e bollette direttamente dalla mobile app della propria banca, attraverso l’integrazione con il servizio CBILL”, osserva Fratini Passi. Questa evoluzione apre anche a un cambio di paradigma per i canali bancari: “Le app possono diventare delle vere super app dei pagamenti, non solo strumenti di esecuzione, ma piattaforme in grado di gestire richieste, riconciliazioni, flussi di cassa e storicità delle operazioni”, conclude su questo tema.
Allargando lo sguardo alle direttrici di sviluppo future, CBI punta a rafforzare il proprio posizionamento come data driven company, valorizzando il patrimonio informativo generato dai servizi di cash management multibanca utilizzati da circa tre milioni di imprese. L’introduzione di soluzioni di intelligenza artificiale, in particolare agentica, renderà i servizi sempre più proattivi e orientati al supporto decisionale.



