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Bancaforte TV

Il talento non ha genere. La voce delle banche contro stereotipi e disuguaglianze

di Flavio Padovan Maddalena Libertini
06 Marzo 2026

Promuovere la parità di genere, contrastare gli stereotipi e valorizzare il talento femminile come leva di crescita per le organizzazioni e per l’intero sistema economico. È questo il filo conduttore del video “Il talento non ha genere. Abbasso gli stereotipi”, che raccoglie le testimonianze di rappresentanti di numerosi istituti di credito italiani impegnati a rafforzare l’inclusione e le pari opportunità. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’ABI in occasione della Giornata internazionale della donna e mette in luce come il settore bancario stia sviluppando con convinzione strategie e progetti concreti per favorire l’autonomia economica delle donne, sostenere il loro percorso professionale e costruire ambienti di lavoro sempre più inclusivi.

Dalle parole dei protagonisti emerge una consapevolezza condivisa: la parità di genere non è solo un obiettivo sociale, ma una condizione essenziale per la crescita e l’innovazione delle organizzazioni. Liberare il talento femminile significa infatti ampliare il patrimonio di competenze, visioni e capacità decisionali delle imprese, rafforzando al tempo stesso il legame con le comunità e con i territori in cui operano.

Alcune testimonianze richiamano innanzitutto la necessità di superare barriere culturali ancora presenti nella società e nel mondo del lavoro. Mediobanca richiama il significato simbolico dell’8 marzo per ribadire un obiettivo chiaro: le donne non dovrebbero più dover “lottare” per ciò che spetta loro di diritto, ma poter esprimere pienamente il proprio talento anche nel contesto professionale. Il messaggio è chiaro: il talento non ha genere e le organizzazioni devono creare le condizioni perché possa emergere senza ostacoli.

Accanto alla dimensione culturale, molte banche stanno investendo in iniziative che rafforzano concretamente l’autonomia economica delle donne. Il gruppo Sella evidenzia il valore di progetti ad alto impatto sociale, come quelli dedicati all’educazione finanziaria e al sostegno dell’imprenditoria femminile. Diffondere competenze economiche e finanziarie rappresenta infatti una leva fondamentale per favorire consapevolezza, autonomia e partecipazione alla vita economica.

Un altro ambito centrale riguarda lo sviluppo della leadership femminile. Diverse banche stanno lavorando per rafforzare la presenza delle donne nei ruoli di responsabilità attraverso programmi di formazione, percorsi di carriera strutturati e obiettivi misurabili inseriti nei piani strategici. Banco BPM, ad esempio, sottolinea l’impegno a valorizzare il talento femminile attraverso percorsi professionali costruiti sulle competenze e sul merito, mentre BPER Banca evidenzia la necessità di creare una pipeline di leadership femminile sostenuta da programmi di sviluppo e formazione.

Analogamente, il Gruppo BCC Iccrea ha fissato nel proprio piano di sostenibilità un obiettivo concreto: incrementare entro il 2026 la presenza femminile nei ruoli organizzativi di responsabilità, rafforzando al tempo stesso il percorso di certificazione della parità di genere già ottenuto negli anni precedenti. Anche Banca Popolare Pugliese punta a rafforzare il contributo delle donne nei livelli di senior management, promuovendo una partecipazione sempre più attiva e qualificata ai processi decisionali dell’organizzazione. CBI evidenzia il valore dell’esempio e della leadership femminile nel contrasto agli stereotipi di genere. La società, che già oggi registra una forte presenza di donne nei ruoli di responsabilità, intende continuare su questa strada valorizzando modelli di leadership capaci di ispirare nuove generazioni di professioniste.

Il percorso verso una maggiore inclusione passa anche attraverso un cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni. BCC San Marzano richiama il ruolo del linguaggio, ricordando come le parole possano contribuire a rafforzare stereotipi oppure aprire nuove possibilità. Promuovere un linguaggio inclusivo significa infatti riconoscere e valorizzare il talento senza condizionamenti legati al genere.

Un’altra direttrice di intervento riguarda l’equità nelle condizioni di lavoro e nelle opportunità di crescita. Credem pone al centro dei propri obiettivi la riduzione del gender pay gap e il monitoraggio dei dati retributivi per garantire un trattamento equo tra uomini e donne, accompagnato da percorsi di job rotation e sviluppo manageriale. Parallelamente, BNL BNP Paribas evidenzia l’importanza di politiche di mentoring, coaching e work-life balance che favoriscano la partecipazione attiva delle donne alla vita aziendale e una leadership sempre più diffusa.

Banca Popolare di Puglia e Basilicata richiama invece il legame tra valorizzazione del talento femminile e sviluppo delle comunità locali. L’impegno della banca si traduce nella promozione di convegni dedicati all’empowerment femminile e in programmi di formazione manageriale pensati per sostenere la crescita professionale delle donne e favorire la piena espressione delle loro competenze. CSR sottolinea il valore delle relazioni e della formazione nella valorizzazione del talento femminile. L’istituto punta a rafforzare percorsi di alta formazione manageriale e a promuovere un contesto organizzativo in cui il talento di ciascuno possa diventare patrimonio condiviso e leva di crescita per l’intera comunità aziendale.

Tra le iniziative che guardano alla tutela delle persone e al contrasto della violenza di genere si inserisce anche l’impegno di Crédit Agricole Italia. Da oltre quindici anni il gruppo considera diversità e inclusione non solo come un tema di gestione delle risorse umane, ma come un vero pilastro strategico. Con lo spirito “per noi l’8 marzo è ogni giorno”, la banca rafforza questo percorso con iniziative concrete, tra cui un servizio di assistenza legale con copertura delle spese dedicato alle colleghe e ai colleghi vittime di violenza di genere nella vita privata. Un intervento che dimostra come il sostegno alle persone e la tutela dei diritti possano diventare parte integrante delle politiche aziendali.

Sempre in questa direzione si colloca anche l’impegno di UniCredit a favorire l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza, offrendo loro opportunità di autonomia economica e di reinserimento professionale. Un segnale concreto di come il settore bancario possa contribuire anche al contrasto di forme di vulnerabilità sociale.

Guardando al futuro, molte banche stanno inoltre investendo nelle nuove generazioni. Banca Mediolanum, ad esempio, promuove il progetto Mediolanum Next, dedicato ai neolaureati che vogliono intraprendere una carriera nella consulenza finanziaria, con l’obiettivo di aumentare anche la presenza femminile in un ambito storicamente caratterizzato da una partecipazione più limitata.

Il mosaico di iniziative raccontato nel video evidenzia quindi un settore bancario sempre più consapevole del proprio ruolo nel promuovere inclusione e pari opportunità. Attraverso programmi di formazione, politiche di sviluppo professionale, iniziative sui territori e progetti di educazione finanziaria, le banche contribuiscono a costruire contesti in cui il talento possa emergere senza barriere.

Il messaggio che emerge dalle diverse testimonianze è chiaro: quando le organizzazioni valorizzano davvero le competenze e il merito, il talento femminile diventa una risorsa capace di generare innovazione, crescita e impatto positivo per l’intera società. Liberare questa energia significa non solo rafforzare le imprese, ma anche contribuire alla costruzione di un sistema economico più equo, inclusivo e sostenibile.
 
 
 


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