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Bancaforte TV

Vinci (EBA Clearing): Frodi nei pagamenti, la VOP non basta

di Flavio Padovan Maddalena Libertini
26 Gennaio 2026

È positivo il primo bilancio operativo della Verification of Payee (VOP), entrata recentemente in vigore. “A ottobre abbiamo registrato circa 150 milioni di chiamate API. Oggi siamo su una media di 5,5 milioni di richieste al giorno ogni mille partecipanti indiretti: tecnicamente il sistema funziona molto bene”, spiega Daniela Vinci, country representative di EBA Clearing, nella videointervista rilasciata a Bancaforte a margine del Salone dei Pagamenti.

Il messaggio, però, è chiaro: la VOP è un tassello importante, ma non risolutivo. “Non intercetta tutte le frodi. In Italia, nell’ottobre 2024 solo il 14% dei casi presentava una corrispondenza perfetta tra nome e IBAN. Un anno dopo la quota è cresciuta di circa il 40%: i frodatori si stanno adeguando ai nuovi controlli”, avverte Vinci.

Per questo EBA Clearing ha integrato la VOP nella piattaforma Fraud Pattern and Anomaly Detection (FPAD), già parte integrante dei servizi SCT e RT1 per i pagamenti istantanei. “Alla verifica del beneficiario affianchiamo una ventina di indicatori di rischio, consultabili su richiesta dalle banche, per valutare se una transazione presenta profili anomali, anche sulla base di eventi osservati sulla rete, come precedenti richiami per frode effettuati da altri partecipanti”, sottolinea Vinci.

L’approccio di rete è il vero elemento distintivo. FPAD mette a fattor comune i dati generati dai bonifici tradizionali e istantanei per individuare pattern ricorrenti e segnali deboli difficili da cogliere a livello di singola banca. Oggi la soluzione conta 53 partecipanti in Europa e alcuni istituti hanno già riscontrato “riduzioni delle perdite da frode nell’ordine del 35% grazie all’utilizzo dello strumento”.

Accanto alla tecnologia, pesa la dimensione collaborativa. “Abbiamo coinvolto esperti antifrode delle banche nella progettazione della soluzione, attraverso working group dedicati. Questo spirito si è poi esteso anche tra gli istituti, che hanno iniziato a confrontarsi direttamente nella fase di avvio. È un risultato di cui siamo particolarmente orgogliosi”, racconta la manager.

Lo sviluppo guarda già oltre, con un uso crescente dell’intelligenza artificiale. Gli indicatori AI-based sono pronti e l’evoluzione di FPAD prevede, tra l’altro, il riconoscimento dei mule account e l’integrazione del feedback delle banche sugli esiti delle segnalazioni. “Nel 2024 i nostri servizi hanno elaborato 23 miliardi di transazioni: una base dati che consente di costruire modelli affidabili a beneficio dell’intera comunità”, evidenzia Vinci.

Sul fronte dell’innovazione infrastrutturale, EBA Clearing spinge anche su RT1 OCT Instant, il servizio per portare l’istantaneità dei pagamenti oltre il perimetro SEPA e oltre l’euro. Dieci grandi banche internazionali, tra cui Intesa Sanpaolo, hanno già manifestato interesse ad aderire entro il 2027, in linea con la roadmap G20 sui pagamenti cross-border. L’obiettivo è offrire trasferimenti real time in diverse valute, rispondendo alle esigenze di imprese e clientela corporate sempre più globale.

Infine, l’Italia è al centro anche di un progetto importante sulla Request to Pay. Al Salone è stato annunciato l’accordo tra CBI, Nexi ed EBA Clearing per integrare la R2P con PagoPA. Il servizio, basato sulla piattaforma sviluppata da EBA Clearing e sulla tecnologia Nexi, consentirà ai clienti dei PSP aderenti di pagare digitalmente bollettini oggi cartacei direttamente dall’online e mobile banking. Dopo una fase pilota con UniCredit, l’infrastruttura è pronta ad accogliere altri operatori.


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