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Bancaforte TV

Boggio Robutti (FEduF): “WeSec è una grande occasione per costruire consapevolezza: la sicurezza comincia dalle persone”

di Flavio Padovan Maddalena Libertini
08 Settembre 2026

Saper utilizzare uno strumento digitale non significa necessariamente conoscerne i rischi. E una tecnologia, per quanto evoluta, non può da sola garantire sicurezza se chi la usa non dispone degli strumenti per riconoscere un pericolo, valutare un’informazione o distinguere ciò che è vero da ciò che è verosimile. È su questo terreno che l’educazione finanziaria porterà il proprio contributo a WeSec – Il Salone della Sicurezza, in programma il 22 e 23 settembre a Milano.

A spiegarlo a Bancaforte, nella videointervista registrata in occasione del lancio del nuovo evento promosso dall’ABI, è Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF. «L’educazione finanziaria non cerca soltanto di dare informazioni, ma competenze», sottolinea. Capacità di analisi, senso critico e consapevolezza diventano quindi parte integrante della sicurezza, soprattutto quando il rapporto con strumenti digitali, pagamenti e investimenti è sempre più immediato.

Il tema riguarda tutte le generazioni, ma assume un rilievo particolare per i più giovani. La familiarità con smartphone, app, pagamenti digitali e intelligenza artificiale può infatti creare un falso senso di sicurezza. «L’idea che i giovani siano smart e quindi non ci caschino purtroppo non è vera», osserva Boggio Robutti, ricordando come anche le fasce più giovani siano frequentemente vittime di truffe digitali e possano subire perdite economiche significative.

Per gli adulti la questione si allarga ulteriormente. Le frodi diventano più sofisticate, credibili e difficili da riconoscere, fino a rendere sempre meno evidente il confine tra vero e falso. Da qui l’importanza di sviluppare competenze che non siano soltanto tecniche. «L’intelligenza artificiale va governata dal sapere», afferma Boggio Robutti: conoscenze finanziarie, ma anche cultura generale e capacità critica diventano strumenti di protezione.

A WeSec FEduF porterà anche iniziative concrete. Tra quelle già definite, c’è un incontro organizzato insieme a Consob dedicato alle truffe, costruito con linguaggi innovativi e pensato per rendere un tema complesso accessibile a un pubblico ampio. Altri momenti accompagneranno le due giornate, intrecciando l’educazione finanziaria con i diversi ambiti della sicurezza affrontati dal Salone.

La parola scelta da Boggio Robutti per sintetizzare questo contributo è "consapevolezza". «Non esiste la possibilità di essere sicuri dalle insidie che abbiamo intorno se non siamo consapevoli». Imparare a proteggersi, nella sua lettura, ha molto in comune con l’imparare a gestire il proprio denaro: non è un’azione occasionale, ma un processo che deve progressivamente entrare nelle abitudini e nella cultura delle persone.

Ed è proprio qui che WeSec può offrire uno spazio nuovo: far incontrare tecnologie, competenze ed esperienze diverse, mettendo al centro non soltanto gli strumenti di protezione, ma chi quegli strumenti deve utilizzarli ogni giorno.

 

Qui per lo Speciale WeSec - Il Salone della Sicurezza: https://t.ly/yZWaK

Qui per il programma e per l'iscrizione gratuita a WeSec: https://t.ly/3gf7f


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