La sicurezza non può essere affrontata per compartimenti separati. Richiede cooperazione, condivisione di informazioni e una capacità comune di leggere minacce che ormai attraversano cyber, frodi, infrastrutture, geopolitica, intelligenza artificiale e presidio del territorio. È da questa impostazione che nasce WeSec, il nuovo Salone della Sicurezza promosso dall’ABI, in programma il 22 e 23 settembre a Milano. A raccontarne obiettivi e contenuti a Bancaforte è Romano Stasi, Direttore operativo di CERTFin e Segretario generale di ABI Lab.
“WeSec nasce con l’idea che la sicurezza si fa insieme”, spiega Stasi. L’obiettivo è coinvolgere tutti i principali stakeholder e l’intero ecosistema che lavora sulla sicurezza in Italia, per rafforzare la fiducia di cittadini e imprese nell’utilizzo degli strumenti digitali e, più in generale, nella capacità del Paese di proteggere servizi, infrastrutture e comunità.
Le due giornate affronteranno la sicurezza “a 360 gradi”. Il primo fronte sarà quello della cybersicurezza: attacchi informatici, frodi, truffe digitali, esperienze recenti e soluzioni messe in campo da banche, settori produttivi e fornitori tecnologici. Ma WeSec allargherà lo sguardo anche alla dimensione geopolitica, oggi sempre più rilevante per comprendere la sicurezza delle soluzioni, la sovranità tecnologica e la resilienza a livello nazionale ed europeo.
Un altro asse sarà quello normativo, con attenzione ai requisiti di compliance, alla resilienza operativa e alla sicurezza informatica. Temi che riguardano in modo particolare il settore bancario, ma che coinvolgono anche altri comparti produttivi e le infrastrutture critiche da cui dipende il funzionamento dei servizi finanziari.
Spazio anche alla sicurezza fisica. Filiali, presidi territoriali, città, relazione con le Forze dell’Ordine: per Stasi sono tutti elementi di un disegno più ampio, in cui la protezione non riguarda solo i canali digitali, ma anche la presenza concreta nei territori. A WeSec saranno quindi valorizzate anche le esperienze operative più efficaci maturate su questo fronte.
Un focus specifico sarà dedicato all’intelligenza artificiale. Da un lato, l’AI sta diventando uno strumento sempre più importante per accelerare l’identificazione degli attacchi e rafforzare le capacità di difesa. Dall’altro, è utilizzata anche dagli attaccanti. Per questo, sottolinea Stasi, è necessario confrontarsi su tecniche, processi e approcci che consentano di rispondere a minacce in rapida evoluzione.
CERTFin porterà a WeSec l’esperienza maturata sui rischi cyber, sulle frodi e sulle truffe informatiche. Saranno presentati dati aggiornati sull’evoluzione degli attacchi, studi sull’utilizzo delle tecnologie da parte degli hacker e una nuova campagna di sensibilizzazione. Ma il contributo più importante sarà abilitare una discussione aperta, capace di “alzare il livello di protezione attraverso la condivisione della conoscenza e delle esperienze più efficaci”.
Per questo, partecipare a WeSec significa entrare in un confronto ampio sulla sicurezza del Paese. Non solo sicurezza informatica o fisica, ma resilienza, fiducia e capacità di proteggere i servizi che il settore finanziario e gli altri comparti offrono ogni giorno a cittadini e imprese.
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