Dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, dalla regolamentazione ai trend geopolitici, fino al tema delle diseguaglianze e alla trasformazione stessa del modello bancario. Sono otto le sfide strategiche su cui l’ABI ha deciso di concentrare il lavoro dei propri comitati tecnico stategici nel 2026. A delinearle, in questa videointervista a Bancaforte, è Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell’ABI, al termine del primo seminario dell’anno dedicato ai macro trend che ridisegnano il perimetro competitivo e sociale dell’industria bancaria.
L’iniziativa nasce da una richiesta esplicita degli associati: lavorare in modo strutturato su dimensioni di cambiamento che non riguardano soltanto il settore bancario, ma l’intero sistema economico e la società nel suo complesso. “C’è stata una sollecitazione diretta a costruire una visione condivisa sulle grandi sfide future”, spiega Rottigni, sottolineando l’importanza di analizzare insieme fenomeni che stanno già incidendo su modelli di business, organizzazione e relazione con la clientela.
Il primo dei macro trend individuati è quello dell’intelligenza artificiale e, più in generale, della rivoluzione IT, che comprende l’evoluzione dei sistemi di pagamento digitali e l’integrazione crescente di tecnologie avanzate nei processi bancari. Un cambiamento che non riguarda soltanto l’efficienza operativa, ma investe la natura stessa dei servizi e le aspettative dei clienti.
Subito dopo viene il tema della cybersecurity e della protezione dei dati, ambito che Rottigni definisce centrale. La sicurezza digitale, insieme a quella fisica, rappresenta infatti un pilastro per la credibilità del sistema. In un contesto di crescente esposizione ai rischi cyber, la banca è chiamata a rafforzare la propria funzione di presidio e di garanzia, consolidando il proprio ruolo di piattaforma di fiducia.
Il terzo asse strategico è quello della regolamentazione. Il “moloc” normativo, come lo definisce Rottigni, continua a rappresentare un fattore determinante per l’operatività degli intermediari, incidendo su requisiti patrimoniali, governance, compliance e capacità competitiva. La gestione del quadro regolatorio resta dunque una delle variabili chiave per assicurare stabilità e sostenibilità al sistema.
Quarto macro trend è il mondo ESG: la compatibilità delle azioni bancarie con una sostenibilità complessiva, ambientale, sociale e di governance. Non solo come adempimento normativo, ma come integrazione strutturale nei modelli di valutazione del rischio, nelle politiche di credito e nelle strategie di investimento.
La quinta sfida riguarda la concorrenza non tradizionale. L’ingresso di nuovi operatori, fintech e big tech, e l’evoluzione degli ecosistemi digitali impongono alle banche di ripensare posizionamento e proposta di valore. Immaginare il futuro competitivo significa interrogarsi su come cambieranno i confini del settore e quali alleanze o strategie saranno necessarie per presidiare la relazione con il cliente.
Sesto ambito è quello dell’internazionalizzazione e dei trend geopolitici. Le tensioni globali, le frammentazioni dei mercati e le nuove dinamiche economiche influenzano direttamente l’attività bancaria, dalla gestione dei rischi alla pianificazione strategica. Comprendere e anticipare questi fenomeni diventa un requisito imprescindibile.
Il settimo macro tema è rappresentato dalle diseguaglianze, fenomeno che attraversa le società contemporanee e incide sulle dinamiche economiche, sociali e finanziarie. Per il settore bancario si tratta di una sfida che tocca inclusione, accesso ai servizi e capacità di sostenere lo sviluppo dei territori.
Infine, l’ottava sfida è quella più trasversale: come cambierà il mondo bancario alla luce di tutte le altre trasformazioni. Non solo modelli di business, ma competenze, cultura organizzativa e ruolo dei professionisti. “Se queste sono le sfide, dobbiamo chiederci come cambieremo noi”, osserva Rottigni, richiamando la necessità di un’evoluzione interna coerente con il nuovo scenario.
In questo quadro, la sicurezza assume un rilievo particolare. Rottigni, che presiede il Comitato tecnico strategico ABI sulla sicurezza, evidenzia come la domanda di protezione non provenga soltanto da fasce più mature della popolazione, ma coinvolga anche i giovani, sempre più consapevoli dei rischi legati al digitale. Il lavoro sui macro trend non si esaurisce nel seminario.
L’ABI ha strutturato i comitati tecnici strategici avvalendosi anche di advisory board dedicati alle singole dimensioni, con l’obiettivo di approfondire scenari, impatti e possibili linee di azione. Un approccio sistemico che punta a dotare il settore di strumenti di analisi e di indirizzo utili a governare il cambiamento.

