Mutui, svolta nel 2025: la domanda riparte a doppia cifra
di Flavio Padovan
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26 Gennaio 2026
Barometro CRIF: richieste in crescita del 12%, trainate da tassi più favorevoli e boom delle surroghe. Importi medi oltre 153 mila euro
Dopo due anni condizionati dalla stretta monetaria, il mercato dei mutui immobiliari torna a respirare. Nel 2025 le richieste delle famiglie italiane sono cresciute del 12% su base annua, segnando un'inversione di tendenza netta rispetto al rallentamento osservato nel biennio precedente. È quanto emerge dal Barometro CRIF sui mutui, basato sui dati del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC.
Il recupero è stato particolarmente intenso nei primi mesi dell'anno: a gennaio 2025 il numero delle domande ha registrato un picco del +26,8%, massimo del periodo compreso tra la seconda parte del 2024 e l'inizio del 2025. Successivamente la dinamica si è progressivamente normalizzata, pur mantenendosi in territorio positivo.
A sostenere la ripresa hanno contribuito soprattutto condizioni di offerta più favorevoli, in particolare sul fronte dei tassi di riferimento della BCE, e il ritorno di interesse per le operazioni di surroga. Tra gennaio e settembre 2025 queste ultime sono aumentate del 37,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, segno della volontà delle famiglie di alleggerire il peso delle rate accese negli anni dei rialzi più marcati.
Parallelamente cresce anche il valore dei finanziamenti richiesti. L'importo medio si è attestato a 153.379 euro, in aumento del 3,4% rispetto al 2024. I livelli più elevati sono stati toccati a giugno (155.107 euro) e a dicembre (155.504 euro). Le fasce di importo più richieste restano quelle tra 100.000 e 150.000 euro (31% del totale) e tra 150.000 e 300.000 euro (30,6%).
Guardando alla struttura della domanda, quasi la metà dei mutui viene pianificata su durate comprese tra i 25 e i 30 anni (42,4%), mentre un ulteriore 20,8% si colloca tra i 20 e i 25 anni. Sul fronte anagrafico, oltre sei richiedenti su dieci hanno tra i 25 e i 44 anni, mentre il 21,6% rientra nella fascia 45-54 anni.
Sul futuro del mercato, CRIF invita a un cauto ottimismo. "Se da un lato la politica monetaria della BCE ha esaurito la sua spinta espansiva, dall'altro il progressivo consolidamento finanziario delle famiglie agirà da contrappeso, alimentando una domanda di mutui che resterà positiva, seppur mantenendo un approccio prudente", spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.
Secondo il manager, lo scenario resta solido anche dal punto di vista della qualità del credito: "Nel complesso, la qualità rimarrà buona, con indicatori di rischio contenuti. La resilienza del sistema creditizio si conferma un pilastro fondamentale per la tenuta del sistema Paese, capace di bilanciare la ripresa della domanda con una rigorosa gestione dei profili di rischio".
Nel complesso, il 2025 sembra quindi segnare un passaggio chiave per il credito immobiliare: non un ritorno all'espansione senza freni del passato, ma una ripartenza graduale, sostenuta da condizioni finanziarie più favorevoli, da famiglie più consapevoli e da un sistema bancario orientato a preservare l'equilibrio tra crescita e controllo del rischio.