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10 Aprile 2026 / 10:19
Banche, l’innovazione accelera ma parte dalle fondamenta ICT

 
Scenari

Banche, l’innovazione accelera ma parte dalle fondamenta ICT

di Flavio Padovan - 10 Aprile 2026
Dal Rapporto ABI Lab emerge un settore che continua a investire in tecnologia con una visione sempre più industriale: l'Intelligenza artificiale guida le priorità, ma la trasformazione si gioca soprattutto su infrastrutture, cloud, sicurezza e dati
C'è un dato che racconta meglio di ogni altro il passaggio che sta vivendo il settore bancario italiano: per il 90% delle realtà analizzate il budget ICT 2026 è in aumento o stabile rispetto al 2025. Non è soltanto un indicatore di spesa. È il segno che la tecnologia viene ormai considerata una leva strutturale di competitività, efficienza e tenuta industriale.
Il Rapporto "Scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario 2026" di ABI Lab restituisce infatti l'immagine di un sistema che accelera sull'innovazione, ma lo fa con un approccio sempre più maturo: investire nel nuovo senza compromettere stabilità, fiducia e solidità sistemica. 
Il quadro emerge da una rilevazione che ha coinvolto 19 realtà bancarie, rappresentative dell'89% del settore in termini di dipendenti e dell'82% per totale attivo, oltre a due dei principali outsourcer interbancari. Nel dettaglio, il 48% dichiara un aumento del budget ICT superiore al 5%, il 10% un incremento più contenuto e il 33% una sostanziale stabilità. Nelle banche maggiori non si registrano riduzioni, mentre tra quelle di minori dimensioni l'aumento prevale comunque sulla stabilità, pur con qualche caso di flessione. La trasformazione digitale, insomma, non riguarda più singoli pionieri, ma l'intero sistema. 

Budget in crescita, priorità più selettive

A orientare la rotta è soprattutto l'Intelligenza artificiale, che ABI Lab definisce ormai "mainstream". Otto banche su dieci la collocano nella top ten delle priorità di investimento per il 2026, quota che sale a nove su dieci tra gli istituti di maggiori dimensioni. L'AI è uscita dai laboratori di sperimentazione ed è entrata nell'agenda industriale, con un obiettivo preciso: rendere più efficienti i processi interni e migliorare i servizi rivolti alla clientela. 
Ma la graduatoria degli investimenti racconta qualcosa di ancora più significativo. Se l'AI è il tema più citato, non sempre è quello collocato al vertice assoluto. In molti casi a occupare le prime posizioni sono la modernizzazione dei Core Banking Systems e il reengineering dei processi. Un segnale chiaro: le banche non stanno affrontando l'Intelligenza artificiale come un ambito isolato, ma come un abilitatore da innestare su basi tecnologiche solide. Prima di estrarre valore dall'intelligenza, bisogna rafforzare l'infrastruttura che la dovrà sostenere. 

La vera partita è nelle infrastrutture ICT

È qui che il Rapporto ABI Lab offre la chiave di lettura più profonda. La trasformazione non riguarda solo le tecnologie emergenti, ma soprattutto il rafforzamento delle fondamenta: sistemi centrali, architetture, infrastrutture, cloud, sicurezza, governo del dato.
Le priorità di investimento mostrano chiaramente questa direzione. Modernizzazione dei Core Banking Systems, evoluzione del CRM, digital onboarding, trasformazione delle architetture e cloud computing compongono un blocco organico di interventi volto a ridurre obsolescenza e complessità, aumentando al tempo stesso flessibilità e velocità operativa. È la condizione necessaria per rendere sostenibile l'innovazione nel tempo. 
Le differenze dimensionali rafforzano questa lettura. Le grandi banche investono molto di più nella modernizzazione dei sistemi centrali e nell'evoluzione cloud: il 70% inserisce nella top ten sia il rinnovamento dei Core Banking Systems sia il Cloud Computing, contro rispettivamente il 30% e il 20% delle realtà minori. I grandi operatori accelerano sulla trasformazione architetturale profonda, mentre le banche più piccole procedono con maggiore gradualità, anche per vincoli di scala e modelli operativi più legati all'outsourcing. 
Questa spinta si riflette anche nei programmi di modernizzazione IT. Il 77% punta a razionalizzare i costi, ridurre l'obsolescenza tecnologica e abilitare nuovi requisiti di digital readiness, mentre nel 69% dei casi tali programmi supportano direttamente la cloud adoption. Il cloud si afferma così come leva di modularità, scalabilità e resilienza, più che come semplice scelta tecnologica. 

AI, dati e sicurezza ridisegnano processi e servizi

Se le infrastrutture sono le fondamenta, AI, dati e sicurezza rappresentano le leve operative della trasformazione.
Accanto all'Intelligenza artificiale, la sicurezza resta il secondo grande pilastro della strategia ICT. La gestione e mitigazione del rischio cyber compare nella top ten degli investimenti per il 70% del campione, con una distribuzione omogenea tra grandi e piccole banche. In uno scenario sempre più complesso, resilienza e protezione non sono più elementi distintivi, ma prerequisiti di sistema. 
La terza direttrice è quella che tiene insieme automazione e governo del dato. Reengineering e automazione dei processi, insieme a Data Governance e Data Validation, sono indicati dal 55% del campione tra le priorità di investimento. È qui che si gioca la scalabilità dell'innovazione: senza processi semplificati e senza un controllo robusto dei dati, anche le tecnologie più avanzate rischiano di non produrre valore. 
Sul fronte della ricerca, che orienta gli investimenti futuri, il quadro si amplia. Dietro l'AI si collocano cyber security, trasformazione delle architetture, Blockchain/DLT, automazione dei processi, collaborazione con fintech e start-up. In particolare, la blockchain emerge come ambito ancora in fase esplorativa: non è tra le priorità di investimento, ma entra tra quelle di ricerca, segnalando un percorso di maturazione ancora in corso. 

La banca di nuova generazione tra ecosistemi e competenze

Il Rapporto ABI Lab inserisce queste dinamiche in una visione più ampia, quella della banca di nuova generazione delineata dal Manifesto Next Generation Banking.
La vicinanza al cliente resta centrale, ma cambia forma. La leva più utilizzata è la semplificazione dei processi, seguita dall'anticipazione dei bisogni attraverso dati e insight e dall'integrazione dei canali. Il digital onboarding è ormai diffuso e il mobile si consolida come canale principale di relazione e operatività. Anche il Contact Center evolve in chiave omnicanale, sempre più supportato dall'AI ma con un ruolo umano ancora decisivo nelle interazioni a maggior valore. 
Parallelamente, le Operations stanno evolvendo da leva di efficienza a motore di trasformazione. L'automazione riduce le attività ripetitive e favorisce la nascita di competenze più specialistiche, mentre cresce l'integrazione tra business, IT e operations. La Data Governance, inoltre, esce dalla dimensione tecnica per diventare fattore di governo, solidità e innovazione. 

Fiducia, resilienza e sostenibilità: le nuove coordinate

La crescente apertura degli ecosistemi rende ancora più centrale il tema della resilienza. La sicurezza non riguarda più solo il perimetro aziendale, ma l'intero network di relazioni, tra cloud, fintech, fornitori e open banking. La cybersicurezza diventa così un tema sistemico, legato alla capacità di governare ambienti complessi e interconnessi. 
Infine la sostenibilità, che nel Rapporto non è trattata come elemento accessorio, ma come parte integrante della trasformazione. I sistemi IT diventano strumenti per supportare la transizione sostenibile, dalla gestione dei dati ESG agli interventi di efficienza energetica. È un passaggio che amplia il perimetro della tecnologia bancaria, collegandola direttamente allo sviluppo dell'economia reale. 

Tecnologia come infrastruttura della fiducia

Il Rapporto ABI Lab 2026 consegna al settore una tesi molto chiara: il futuro del banking si giocherà sulla capacità di integrare innovazione, trasformazione, solidità e visione strategica.
Ma soprattutto chiarisce un punto spesso sottovalutato: la nuova corsa tecnologica delle banche non parte dalla superficie. Parte dalle fondamenta. E sono proprio gli investimenti nelle infrastrutture ICT, nei sistemi centrali, nelle architetture, nel cloud e nel governo del dato a rendere credibile e sostenibile la promessa dell'Intelligenza artificiale e della banca di nuova generazione. 
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