EUR.BANK passa ai test: nove grandi banche italiane al lavoro sulla stablecoin di sistema in euro
di Flavio Padovan
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3 Giugno 2026
L'iniziativa promossa da BANCOMAT accelera sullo sviluppo di un'infrastruttura digitale integrata con il mondo bancario e orientata alla costruzione di un ecosistema europeo delle valute digitali
Da progetto strategico a sperimentazione operativa. A poco più di sette mesi dall'annuncio al Salone dei Pagamenti 2025, EUR.BANK entra in una nuova fase del suo percorso di sviluppo: BANCOMAT ha avviato le prime sperimentazioni tecniche della stablecoin in euro e del relativo ecosistema insieme ad alcune delle principali banche italiane.
Banca Generali, Banca MPS, Banca Sella, Banco BPM, BPER Banca, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo parteciperanno a una prima fase di test che non coinvolgerà la clientela e che servirà a validare l'infrastruttura tecnologica e i principali casi d'uso individuati dal progetto.
L'annuncio segna un passaggio importante per un'iniziativa che, fin dalla sua presentazione, si è distinta nel panorama europeo per l'ambizione di coniugare innovazione digitale, ruolo delle banche e sovranità monetaria europea.
Dalla visione alla sperimentazione
Quando EUR.BANK venne presentata al Salone dei Pagamenti 2025, il dibattito internazionale sulle stablecoin era dominato dai grandi operatori statunitensi e da un mercato in cui oltre il 90% dei volumi risultava denominato in dollari. In quel contesto BANCOMAT propose una strada diversa: una stablecoin ancorata all'euro, sviluppata all'interno del sistema bancario e pienamente inserita nel perimetro regolamentare europeo.
L'obiettivo dichiarato era duplice: da un lato offrire al sistema finanziario uno strumento capace di accompagnare lo sviluppo della tokenizzazione e dei nuovi mercati digitali; dall'altro contribuire a rafforzare il ruolo dell'euro nell'economia digitale emergente.
La notizia di oggi dimostra che quel progetto sta procedendo secondo la roadmap annunciata, passando dalla definizione dell'architettura concettuale alla verifica concreta delle componenti tecnologiche e operative.
Non solo una stablecoin
Nel comunicato diffuso da BANCOMAT emerge con chiarezza un concetto: EUR.BANK non viene considerata soltanto una stablecoin, ma il punto di accesso a un ecosistema più ampio.
L'iniziativa punta infatti alla costruzione di un'infrastruttura interoperabile, istituzionale e integrata con il sistema bancario, progettata per abilitare nuovi servizi digitali in coerenza con le iniziative europee in corso.
In questo modello le riserve rimangono all'interno del sistema bancario, preservando la raccolta e rafforzando la tutela dei depositanti, un elemento che distingue il progetto da molte delle iniziative sviluppate negli ultimi anni al di fuori del settore finanziario tradizionale.
La stablecoin rappresenta quindi il primo tassello di un'infrastruttura destinata a supportare applicazioni più ampie legate alla finanza digitale e alla tokenizzazione degli asset.
Il ruolo dell'ABI e il dialogo con il settore
Un elemento di particolare rilievo è il riferimento al dialogo istituzionale promosso con l'Associazione Bancaria Italiana. "L'ABI - afferma il Direttore Generale Marco Elio Rottigni.- guarda con favore alle iniziative di settore sulle stablecoin finalizzate ad approfondire scenari, opportunità e possibili soluzioni a beneficio dell'intero settore bancario italiano e, più in generale, del Paese",
Secondo Rottigni, si tratta di "un percorso che può svilupparsi in modo complementare e coerente con le iniziative pubbliche in corso, contribuendo a rafforzare innovazione, sicurezza e competitività dell'ecosistema finanziario nazionale".
Parole che collocano EUR.BANK all'interno di una riflessione più ampia sull'evoluzione delle infrastrutture monetarie e finanziarie europee, in una fase in cui l'attenzione del mercato è rivolta sia ai progetti pubblici sia alle possibili applicazioni delle stablecoin regolamentate previste dal quadro normativo europeo.
Tokenizzazione, regolamenti 24/7 e pagamenti cross-border
La fase di sperimentazione si concentrerà su alcuni degli ambiti che oggi rappresentano le principali frontiere dell'innovazione finanziaria. Tra i casi d'uso in fase di studio figurano la tokenizzazione degli strumenti finanziari, incluso il debito sovrano, i pagamenti e i regolamenti on-chain disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e il supporto all'internazionalizzazione delle imprese attraverso la semplificazione dei flussi cross-border.
Si tratta di applicazioni che richiedono strumenti di regolamento nativamente digitali e interoperabili, capaci di operare in ambienti tokenizzati mantenendo al tempo stesso livelli elevati di sicurezza, affidabilità e conformità regolamentare.
Verso un ecosistema europeo delle valute digitali
"L'iniziativa che stiamo portando avanti con alcuni tra i principali istituti bancari del Paese è un passaggio importante, non solo per Bancomat ma per l'intero sistema", dichiara l'Amministratore Delegato Fabrizio Burlando. La sfida, spiega, consiste nel dimostrare che innovazione e stabilità possono procedere insieme, attraverso la costruzione di un'infrastruttura digitale moderna che mantenga al centro fiducia, tutela del risparmio e ruolo delle banche.
La sperimentazione avviata oggi rappresenta quindi molto più di un test tecnologico. È il primo banco di prova di una visione che punta a contribuire alla costruzione di un ecosistema europeo delle valute digitali fondato su standard condivisi, interoperabilità e fiducia. Un terreno sul quale nei prossimi anni si giocherà una parte importante della competitività dell'industria finanziaria europea.