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21 Luglio 2026 / 02:41
Patuelli (ABI): “Per le banche, e per l’Europa, è il tempo di un nuovo impegno strategico”

 
Banca

Patuelli (ABI): “Per le banche, e per l’Europa, è il tempo di un nuovo impegno strategico”

di Mattia Schieppati - 20 Luglio 2026
In occasione dell'Assemblea annuale dell'ABI, il presidente dell'Associazione, Antonio Patuelli, il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti riflettono sulle sfide in atto e confermano il ruolo chiave delle banche in uno scenario caratterizzato dalla complessità.
«Occorre un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre». In una fase storica di grande complessità geopolitica e, di conseguenza, economica e sociale, l'intervento con cui il Presidente dell'ABI, Antonio Patuelli, ha dato avvio lo scorso 15 luglio all'Assemblea annuale dell'Associazione ha indirizzato la riflessione sulla necessità di uno sguardo in avanti che sia positivo e coraggioso. Uno sguardo che, per le banche, si traduce in una conferma del senso di responsabilità - fatto di misure e impegno concreto - con cui hanno accompagnato le fasi anche difficili degli ultimi anni (pensiamo alla fase del covid e del post covid), ma che non può rimanere uno sforzo isolato: come la crisi del covid ha innescato il grande disegno del PNRR, anche ora - auspica Patuelli -  "occorrono nuove iniziative europee, con ingenti investimenti pubblici e privati che favoriscano la crescita. Necessita più tempestività per le decisioni europee, con investimenti nel futuro, per il capitale umano, i giovani, le donne e per le innovazioni". 
Antonio Patuelli: Occorrono nuove regole comuni in Europa
Non è il tempo dell'immobilismo o delle scelte tattiche, insomma, ma serve un nuovo impegno strategico: "In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella UE le cooperazioni rafforzate degli Stati", dice il Presidente, "necessitano misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari anche a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata: ciò sarebbe vantaggioso per i risparmiatori, che potrebbero ottenere maggiori rendimenti, e per gli Stati che, pur riducendo le aliquote fiscali in proporzione alla durata degli investimenti, avrebbero più introiti per la maggiore redditività degli investimenti del risparmio a medio lungo termine", e anzi "ancor più in una fase di emergenza sono indispensabili le semplificazioni e la deburocratizzazione (che non sono abolizioni di regole del mercato): è urgente che entrino in vigore".
Il tema regolamentare è la prima leva su cui è importante agire. "Occorrono nuove regole comuni, Testi unici o Codici europei di diritto innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale dell'economia per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico", dice Patuelli, convinto che "le potenzialità dell'economia europea sono enormi se si realizzano regole semplici e sempre più identiche, con maggiore indipendenza energetica e tecnologica, anche con fondi europei non utilizzati".
Parlando di fronte a una platea che ha accolto i rappresentanti dell'industria bancaria e finanziaria, Patuelli rivendica con orgoglio come il settore continuato a sostenere crescita e sviluppo ("le banche in Italia fanno più della loro parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l'art. 53 della Costituzione"), ma non si siano fermate a questo. Abbiano anzi saputo investire senza indugi sull'innovazione, sia come leva di crescita che come strumento di sicurezza e di resilienza: "Il mondo bancario è all'avanguardia per gli investimenti e l'utilizzazione delle più nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale: nel 2025 le banche in Italia vi hanno investito 6,3 miliardi, come evidenziato da ABILab, il centro di ricerca e innovazione promosso dall'ABI. Le banche sono molto impegnate per la sicurezza e la legalità, per la gestione responsabile dell'intelligenza artificiale e nella lotta al riciclaggio, all'usura, agli illeciti siti finanziari, agli attacchi agli ATM, alle frodi e alle truffe che utilizzano tecnologie e che sono un'emergenza sociale. L'innovazione e la sicurezza debbono procedere assieme: la sicurezza digitale è una priorità. Le banche in Italia, con grandi investimenti, sono impegnate per lo sviluppo di privati sistemi di pagamenti paneuropei e per l'Euro digitale (la terza forma dell'Euro dopo le metalliche e cartacee), per strumenti di certezza del diritto, di garanzia di indipendenza, di sicurezza, di stabilità e di integrazione economica e finanziaria, di lotta al riciclaggio e di libertà di scelta per ciascuno nella concorrenza internazionale dei sistemi di pagamento".
Fabio Panetta: Trasformiamo in crescita le opportunità dell'innovazione
Il permanere di situazioni di conflitto e la diffusione dell'intelligenza artificiale sono i due fattori da cui parte anche la riflessione del Governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, per il suo intervento all'Assemblea. "La politica monetaria si trova nuovamente a gestire un equilibrio delicato, con un'economia in rallentamento e un'inflazione superiore all'obiettivo del 2 per cento. L'aumento dei tassi di interesse di 25 punti base deciso dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione di giugno ha rappresentato una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l'inflazione", ha detto Panetta. A fronte di questo scenario, il Governatore riconosce che "Il sistema bancario continua a svolgere un ruolo centrale nel finanziamento dell'economia italiana. Il peso del credito si è ridotto nel tempo, ma resta più elevato che negli altri principali paesi europei, soprattutto per le imprese. Da noi, i debiti bancari delle aziende rappresentano oggi il 14 per cento della somma dei debiti finanziari e del capitale, e il 46 per cento dei soli debiti finanziari. Da questa centralità deriva una responsabilità rilevante. In un mondo più incerto ed esposto a shock geopolitici ripetuti, in cui l'instabilità può trasmettersi rapidamente ai mercati dei capitali e all'attività produttiva, le banche sono chiamate a mantenere un equilibrio delicato ma essenziale: rispondere alle esigenze di finanziamento di famiglie e imprese con adeguato merito di credito, preservando al tempo stesso la qualità degli attivi e la propria solidità. Il rincaro dei beni energetici ha accresciuto il fabbisogno di liquidità delle imprese, molte delle quali hanno aumentato la domanda di prestiti, soprattutto sulle scadenze più brevi. Le banche hanno finora risposto a questa esigenza; in maggio i finanziamenti alle imprese hanno accelerato al 6,2 per cento su base trimestrale annualizzata, dal 2,3 per cento di febbraio".
Un passaggio del Governatore riguarda quello che lui definisce "il consolidamento in corso": "Le aggregazioni avviate o annunciate di recente interessano banche, compagnie assicurative e società di gestione del risparmio, in un mercato in cui i confini tra i diversi comparti della finanza diventano meno netti e la competizione si gioca sull'offerta integrata di prodotti" dice Panetta. "È un processo che può rafforzare gli intermediari e il sistema nel suo complesso, favorendo gli investimenti in tecnologia e sicurezza informatica, accrescendo l'efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese. Questi risultati, tuttavia, non sono automatici. Dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse. Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell'economia reale".
Le conclusioni del suo intervento indicano una roadmap possibile rispetto a tutte le sfide emerse. "L'instabilità geopolitica e il rapido progresso tecnologico continueranno a incidere sulle prospettive di famiglie, imprese e intermediari. Non possiamo eliminarne i rischi, né prevederne tutti gli sviluppi. Possiamo però rafforzare la capacità della nostra economia di assorbire gli shock e di trasformare in crescita le opportunità offerte dall'innovazione.
In questo contesto, preservare la stabilità monetaria e finanziaria è essenziale: è la condizione per continuare a investire anche nelle fasi di maggiore tensione. Ma la stabilità che abbiamo il compito di salvaguardare non è la quiete di un'economia inerte: è l'equilibrio di un'economia in movimento.
Perché la stabilità si traduca in sviluppo serve un sistema finanziario capace di accompagnare i cambiamenti in corso. Le banche continueranno a svolgere un ruolo centrale, soprattutto in un paese come l'Italia, dove il credito resta la principale fonte di finanziamento delle imprese. Ma un'economia in cui acquistano peso l'innovazione e gli investimenti immateriali richiede anche mercati dei capitali più sviluppati e un'adeguata disponibilità di capitale di rischio. L'obiettivo non è sostituire il credito bancario, ma affiancarlo con strumenti complementari, adatti a sostenere le diverse esigenze dell'economia. È un impegno che chiama in causa l'intera filiera finanziaria - banche, assicurazioni, fondi pensione, gestori - ciascuno per la propria parte. L'azione pubblica può svolgere un ruolo importante nel favorire il coordinamento necessario perché le risorse private affluiscano verso progetti e imprese ad alto potenziale. L'Italia dispone di basi solide: un sistema bancario rafforzato, famiglie con un'elevata capacità di risparmio, imprese che hanno dimostrato di sapersi adattare anche nelle fasi più difficili. La sfida è trasformare questi punti di forza in investimenti, innovazione e sviluppo duraturo".
Giancarlo Giorgetti: Pronti per la sfida della Savings Investment Union
Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti interviene sottolineando l'importanza di momenti di dialogo tra il Governo e le banche, "con la consapevolezza comune del ruolo strategico e costituzionalmente riconosciuto delle banche e in particolare della funzione di intermediazione creditizia per il benessere della società, per lo sviluppo produttivo e per la sicurezza nazionale". Giorgetti osserva che "i livelli di patrimonializzazione, redditività e qualità degli attivi, tutti largamente migliorati negli scorsi anni grazie allo sforzo comune di chi è in questa sala e del Governo, sono un risultato rilevante in sé. Sarebbe tuttavia limitativo compiacersi di questi dati. Forti dalla rinnovata solidità, le banche possono e debbono contribuire a portare l'economia italiana, nel quadro dell'integrazione europea del mercato dei capitali, su un livello più sostenuto di crescita". Senza fermarsi ai risultati raggiunti, il ministro guarda ai prossimi impegni, partendo dallo scenario europeo: "Il sistema bancario italiano si proietta nella Savings Investment Union da una posizione di forza. È il compimento di un processo che in 15 anni ci ha portato dalle crisi del debito sovrano e del deterioramento delle qualità del credito al progressivo risanamento e ritorno alla redditività, fino ai livelli attuali di capitalizzazione, in alcuni casi da primato internazionale. Un percorso in cui lo Stato non ha mancato di assumersi le proprie responsabilità quando è servito a preservare la tenuta del sistema".
 
Scarica qui il discorso integrale di Antono Patuelli, presidente dell'ABI:
Scarica qui il discorso integrale di Fabio Panetta, Gvernatore della Banca d'Italia:
Scarica qui il «Rapporto annuale ABi 2025-2026 'Costruiamo insieme il futuro con fiducia'
UNA SOLA VALIGIA_Banne medium 26 06
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