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08 Ottobre 2026 / 14:12
Strade di alberi

 
Scenari

Strade di alberi

di Ildegarda Ferraro - 18 Settembre 2026
Il caldo torrido di questa estate 2026 ha riacceso l'attenzione per tutto quanto può aiutare a stare meglio, a rendere meno pesanti le alte temperature. E ciò è vero certamente nelle grandi città, ma ormai anche nei centri più piccoli. Strade di alberi, boschi urbani e rigenerazione di aree con il verde sono in primo piano. Il neurobotanico Stefano Mancuso lo sostiene da tempo. Certo non è facile. Un dato positivo viene dall'Istat: nell'ultimo decennio è stato registrato un graduale aumento del verde pubblico e progressi nella forestazione urbana.
Quando tutto sembra perduto e si guarda alla prossima estate come ad un incubo esce un report dell'Istat che fa ben sperare. Certo una rondine non fa primavera, ma quando arriva dà il segno del passaggio verso una nuova stagione. L'Istat dice in un suo report (vedi qui) che contare su più alberi non è solo una pia aspirazione, ma comincia ad essere una realtà. Negli ultimi dieci anni il verde pubblico è cresciuto, mentre la forestazione urbana ha fatto segnare un +6,2% sul 2023. È il segno che qualcosa comincia a muoversi concretamente.
C'è una connessione profonda tra banche e territorio. Le banche da sempre hanno avuto una presenza e un'attenzione spiccata per città e paesi. In alcune grandi metropoli alcuni quartieri cambiano anche per iniziative specifiche di banche.
Ma torniamo alla fotografia dell'Istat. "Nei comuni capoluogo - riporta l'Istituto - l'estensione complessiva delle aree verdi urbane nel 2024 è di oltre 590 km2 (in media il 3% del territorio comunale), pari a una media di 33,7 m2 per abitante (+5% dal 2015). Considerando anche le aree protette Euap (Elenco ufficiale delle aree protette) e quelle della Rete Natura 2000, la superficie delle aree verdi sale a 3.840 km2 (19,7% del territorio comunale, +2,8% dal 2015)".
"Continuano a crescere gli interventi di forestazione urbana con impianto di nuove aree boschive a sviluppo naturale, con funzioni di assorbimento delle emissioni di CO2 e di mitigazione dell'effetto "isola di calore". Questi interventi sono compresi nell'investimento "Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra urbano" del PNRR. Nel 2024 salgono a 68 i capoluoghi che hanno già avviato o completato interventi di forestazione urbana (erano 62 nel 2023 e 39 nel 2015), per una superficie complessiva di quasi 16 milioni di m2 (40,5 m2 per ettaro) in crescita del +6,2% rispetto al 2023 e +27,3% sul 2015. La forestazione urbana è particolarmente diffusa nei capoluoghi del Nord-est (86,9 m2/ha) e minima tra quelli del Sud (11,1 m2/ha). Dal 2015 le aree di forestazione urbana sono aumentate del 65,8% nei capoluoghi metropolitani e del 16,2% nei capoluoghi di provincia (risultato delle misure indirizzate alle Città metropolitane dal DL Clima n. 111/2019 e successivamente incentivate nel PNRR)". L'Istat dice che sono 15,7 i milioni di metri quadrati di forestazione urbana nei comuni capoluogo. 
Insomma, tutti i progetti di cui si parla cominciano ad essere non solo un libro dei sogni. Anche in Italia le iniziative in campo sono tante, a Torino, Milano e anche Firenze e Roma.
I programmi in Europa sono molti. In Spagna Madrid, Granata, Barcelona e Siviglia stanno lavorando alacremente sul tema. Si mettono a punto iniziative in Germania e in Olanda. Parigi spicca con un progetto importante come Place de Catalogne, che è un vero e proprio bosco, con alberi, arbusti e sottobosco per cui sono stati spesi circa 8 milioni di euro. 
Comunque, non è facile. Piantare un albero vuol anche dire curarlo e farlo crescere. Come ha raccontato sul Sole 24 Ore Giovanna Mancini piantare un albero in città costa tra i 1000 e i 3000 euro, fino ai 6mila dei progetti più avanzati. Non è semplice de pavimentare, in ogni caso occorre tener conto di reti elettriche, fibra ottica, gas, condotte di acqua. E, scegliere le specie, curare e far vivere il verde.
Il progetto RiforestaAzione dal Ministero dell'Ambiente nel 2015 aveva stanziato fondi per piantare milioni di alberi in 13 città metropolitane e certamente ha avuto il merito di dare una spinta alla riforestazione (vedi qui) .
Resta di fondo la necessità di pensarci e pensarci per tempo. Stefano Mancuso, il neuroscienziato che "ascolta" le piante (vedi su Bancaforte Intelligenza verde) lo ripete da tempo (vedi qui) sottolineando che occorre progettare con il mondo vegetale per ripensare le città (vedi qui). 
In questa "valle di lacrime" e di sudore delle nostre città sottoposte al caldo torrido, con effetti drammatici visto che si parla di 10mila morti in più una sola settimana in Europa, il report dell'Istat comincia a evidenziare una tendenza e non più solo una speranza. Il fotovoltaico cresce, come anche gli autobus a basse emissioni. Non tutto migliora, per esempio tornano a crescere i rifiuti urbani, ma in compenso l'aria è in leggero miglioramento. 
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