Dalla Cyber Resilience alla Quantum Readiness: come cambia la strategia delle istituzioni finanziarie
A cura della redazione
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18 Settembre 2026
Cyber Resilience, AI Security e Quantum Readiness stanno convergendo in un'unica agenda strategica. Per banche e assicurazioni la sfida è trasformare innovazione e sicurezza in un vantaggio competitivo duraturo. È il tema al centro della tavola rotonda che Lutech porterà a WeSec 2026 il 22 settembre a Milano.
Ogni giorno banche e compagnie assicurative prendono decisioni che dipendono dalla qualità dei dati, dall'affidabilità degli algoritmi e dalla sicurezza delle infrastrutture digitali. Concedere un finanziamento, individuare una frode, bloccare una transazione anomala, gestire un sinistro o garantire l'operatività di un sistema di pagamento significa sempre più spesso affidarsi a piattaforme digitali, modelli di intelligenza artificiale e servizi distribuiti lungo ecosistemi tecnologici complessi.
In questo scenario la sicurezza non rappresenta più una funzione separata dall'innovazione. La capacità di innovare dipende dalla capacità di mantenere controllo sui dati, sulle decisioni automatizzate e sulle infrastrutture che sostengono il business. In altre parole, dalla fiducia.
L'intelligenza artificiale ne è l'esempio più evidente. Oggi gli istituti finanziari la utilizzano per rafforzare i sistemi di fraud detection, supportare i processi antiriciclaggio, migliorare la valutazione del rischio creditizio, automatizzare attività operative e accelerare la gestione delle richieste dei clienti. Nelle assicurazioni consente di velocizzare la gestione dei sinistri, individuare anomalie nelle richieste di risarcimento e supportare gli operatori nelle attività di liquidazione.
Il tema però non è più se adottare l'AI, ma come governarla. La qualità dei dati utilizzati dai modelli, la tracciabilità delle decisioni, la protezione delle informazioni sensibili e la conformità alle normative diventano elementi centrali quanto l'efficienza degli algoritmi stessi. Lo stesso principio vale per il quantum computing, spesso percepito come una tecnologia ancora lontana ma già oggi rilevante per il settore financial services.
"Il quantum non è una tecnologia del futuro, è una sfida del presente", spiega Giorgio Ancona, Chief Delivery Officer di Lutech, che il 22 settembre interverrà nella sessione "Quantum is Coming" di WeSec.
Pensiamo, ad esempio, alla costruzione e ottimizzazione dei portafogli di investimento, alla simulazione di scenari di mercato caratterizzati da elevata volatilità, alla gestione della liquidità o alla modellazione avanzata del rischio. In tutti questi ambiti la possibilità di elaborare simultaneamente un numero molto elevato di variabili potrebbe aprire prospettive nuove in termini di velocità, accuratezza e capacità decisionale.
Ma il tema non riguarda soltanto le opportunità.
Per il settore finanziario il quantum introduce anche una riflessione immediata sulla sicurezza delle informazioni. Banche e assicurazioni custodiscono dati che devono restare protetti per decenni: contratti, dati patrimoniali, documentazione clienti, informazioni critiche per la continuità operativa. Già oggi esiste il rischio noto come "harvest now, decrypt later": informazioni cifrate possono essere intercettate e archiviate da attori malevoli in attesa che future capacità computazionali consentano di decifrarle.
Per questo la quantum readiness non coincide con l'adozione di computer quantistici. Significa comprendere dove si trovano gli algoritmi crittografici più esposti, valutare il livello di crypto-agility delle applicazioni esistenti e definire una roadmap di evoluzione verso standard post-quantum.
"Non si tratta di prepararsi a uno scenario remoto", osserva Ancona. "Le organizzazioni finanziarie devono iniziare oggi a capire quali dati proteggere, quali sistemi dovranno essere aggiornati e quali competenze sarà necessario sviluppare nei prossimi anni".
A rendere ancora più strategica questa riflessione contribuisce il tema della sovranità digitale.
Per una banca significa sapere dove risiedono dati e workload critici, come vengono sviluppati e gestiti i modelli di AI, quali dipendenze tecnologiche esistono verso fornitori terzi e come garantire continuità operativa in contesti caratterizzati da crescente instabilità geopolitica e cyber. Per una compagnia assicurativa significa poter governare asset informativi che rappresentano uno dei principali patrimoni aziendali garantendo sicurezza, resilienza e conformità lungo l'intero ciclo di vita delle informazioni.
La sovranità digitale non è quindi un principio teorico né un tema esclusivamente normativo. È una condizione necessaria per mantenere controllo dei processi critici, ridurre il rischio operativo e sostenere l'innovazione nel lungo periodo.
Per questo cyber security, AI, quantum readiness e sovranità digitale non possono più essere affrontati come iniziative separate. Le organizzazioni finanziarie più evolute li considerano ormai componenti di una stessa strategia, orientata a coniugare innovazione, sicurezza e governance.
In un settore in cui la fiducia rappresenta il principale asset competitivo, la differenza non sarà determinata dalla velocità con cui verranno adottate nuove tecnologie, ma dalla capacità di governarle nel tempo, trasformandole in valore concreto per il business.
Se ne discuterà a WeSec 2026 il 22 settembre nella sessione dedicata al tema "Quantum is Coming".