Frodi creditizie, +23,8% nel 2025: aumentano i casi, scende l’importo medio
di Flavio Padovan
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8 Settembre 2026
Oltre 38.300 gli episodi registrati dall'Osservatorio CRIF-Mister Credit per un valore superiore ai 165 milioni di euro. Crescono BNPL e mutui, gli under 30 diventano la fascia più colpita e una quota rilevante delle frodi emerge soltanto dopo anni
Più frodi, ma con importi mediamente più bassi. È la fotografia scattata dall'Osservatorio CRIF-Mister Credit sul furto d'identità nel credito nel 2025. Oltre 38.300 i casi registrati in Italia, il 23,8% in più rispetto all'anno precedente, per un valore complessivo superiore a 165 milioni di euro. La somma frodata cresce del 10,7%; l'importo medio, invece, scende del 10,6% e si ferma poco sopra i 4.300 euro.
Il fenomeno, insomma, non si sta spostando semplicemente verso il "colpo grosso". La fascia più colpita è oggi quella tra 1.501 e 3.000 euro, che sale al 21,1% dei casi e registra l'incremento maggiore, +14,5%. Sotto i 1.500 euro le frodi diminuiscono del 12,6%; calano anche nelle fasce comprese tra 3.001 e 10.000 euro. Sopra i 10.000, invece, il quadro resta pressoché stabile.
CRIF legge questa distribuzione come il risultato di una selezione più attenta degli importi: somme abbastanza consistenti da essere remunerative, ma non sempre tali da attirare immediatamente l'attenzione.
«Il fenomeno delle frodi creditizie sta evolvendo verso modelli sempre più sofisticati, in cui i truffatori selezionano con attenzione sia gli importi sia i prodotti da colpire», osserva Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. La crescita del Buy Now Pay Later, aggiunge, mostra anche quanto rapidamente le frodi sappiano seguire i cambiamenti del mercato del credito.
Il prestito finalizzato resta il prodotto più coinvolto, con il 32,1% dei casi, ma perde il 6,5% rispetto al 2024. Il confronto con il passato è ancora più netto: nel 2018 concentrava oltre il 72% delle frodi. Mentre diminuisce il numero dei casi, però, aumenta del 15,9% il valore medio delle frodi su questo prodotto, arrivato a 8.077 euro.
In calo anche i prestiti personali (-7,5%), che rappresentano il 23,4% dei casi. Qui l'importo medio è molto più alto: 14.273 euro.
BNPL e mutui si muovono in controtendenza
Il Buy Now Pay Later continua invece a crescere. Le frodi legate alla rateizzazione degli acquisti e-commerce aumentano del 13,8% e arrivano al 6,5% del totale. La quota è ancora contenuta, ma segue la diffusione sempre maggiore di queste formule nei pagamenti digitali. Le carte di credito, comprese le revolving, segnano al contrario una riduzione del 18,1%.
Il movimento più forte riguarda però i mutui: +50,1%. Pesano appena il 4,2% sul totale delle frodi rilevate, ma hanno una caratteristica che li distingue nettamente dagli altri prodotti: vengono scoperti molto più tardi.
Per carte di credito, BNPL e leasing auto, tre casi su quattro emergono entro dodici mesi dalla richiesta. Prestiti personali e finalizzati superano comunque il 65% entro l'anno. Sui mutui, invece, CRIF rileva che quasi tutte le frodi analizzate vengono scoperte dopo più di quattro-cinque anni.
È uno degli aspetti più insidiosi del fenomeno. Nel complesso, più della metà delle vittime scopre il furto d'identità nel primo anno e il 41,7% entro sei mesi. Ma il 17,9% dei casi viene alla luce soltanto dopo oltre cinque anni: magari quando arriva una richiesta di pagamento, interviene una società di recupero crediti oppure viene negato un nuovo finanziamento per rate insolute relative a un prestito mai richiesto.
Anche gli acquisti finanziati stanno cambiando. I consumi e le spese personali - dai beni generici all'abbigliamento e al lusso - diventano la prima categoria, con il 21% dei casi e un balzo del 53,1%. Gli elettrodomestici, a lungo tra gli obiettivi principali, scendono al 18,5%. Elettronica, informatica e telefonia quasi raddoppiano invece il proprio peso: +83%, fino al 9,9%.
Dove il dato sul venditore è disponibile, circa nella metà dei casi, il 70,9% delle frodi riguarda commercio e grande distribuzione. I servizi rappresentano il 23,5% e crescono dell'86,2%.
I più giovani diventano i più esposti
Nel 2025 cambia anche l'età delle vittime. Gli under 30 crescono del 13,8% e diventano la fascia più colpita, con oltre un caso su cinque. I 41-50enni rappresentano il 21,5% e i 31-40enni il 19,7%, entrambi in diminuzione rispetto all'anno precedente. Nel complesso, l'Osservatorio segnala uno spostamento verso le generazioni più giovani.
Il confronto con il credito erogato rende il dato più significativo: tra i 18 e i 40 anni l'incidenza delle frodi è superiore al peso che quelle fasce hanno sui finanziamenti concessi.
Geograficamente, in valore assoluto i casi si concentrano soprattutto in Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio. Se però si rapportano le frodi al credito erogato, la classifica cambia: Sicilia, Campania e Calabria mostrano l'incidenza maggiore; Veneto e Friuli-Venezia Giulia quella più bassa. La Lombardia, prima per numero di episodi, scende oltre metà graduatoria.
CRIF richiama infine l'attenzione sull'intelligenza artificiale, che può rendere phishing e impersonificazione più credibili e abbassare ulteriormente la barriera tecnica per chi organizza gli attacchi. Il rapporto, va precisato, non quantifica quale parte delle frodi rilevate nel 2025 sia riconducibile all'AI.
«I truffatori appaiono sempre più evoluti e organizzati, anche avvalendosi dell'intelligenza artificiale che consente di realizzare attacchi altamente sofisticati e credibili», afferma Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF. Da qui la necessità, secondo la società, di affiancare agli strumenti di prevenzione un lavoro più forte sull'educazione finanziaria e digitale, perché le persone sappiano riconoscere i segnali di frode e intervenire rapidamente.
I numeri del 2025 lasciano soprattutto un'indicazione agli operatori del credito. Le frodi non stanno crescendo tutte nello stesso modo: diminuiscono su alcuni prodotti, accelerano su altri, cambiano valore e si spostano verso clienti più giovani. E una parte continua a restare nascosta per anni. È su queste differenze, più che sul solo +23,8% complessivo, che si misura oggi l'efficacia dei presidi antifrode.