Geopolitica, innovazione tecnologica, regolazione europea, risparmio e investimenti. I fattori che stanno cambiando lo scenario per le banche non possono più essere letti separatamente. Interagiscono, si rafforzano a vicenda e incidono insieme su crescita, competitività, rischi e capacità di finanziare l’economia reale.
È il punto richiamato da Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario dell’ABI, nella videointervista rilasciata a Bancaforte in occasione della ventiseiesima edizione di Supervision, Risks & Profitability 2026.
Un appuntamento che, ricorda Torriero, accompagna da oltre venticinque anni l’evoluzione della regolamentazione prudenziale, fin dalle prime fasi della riforma di Basilea, e che conferma quanto la complessità normativa sia ormai una dimensione strutturale per il settore bancario.
Dalle sessioni plenarie e dalle due giornate di lavoro emerge anzitutto la necessità di una lettura integrata dei grandi fattori di cambiamento. Le tensioni geopolitiche stanno aumentando la volatilità, con effetti su materie prime, energia, commercio e catene produttive. Le ricadute sono dirette: da un lato revisioni al ribasso delle previsioni di crescita, dall’altro nuove pressioni sull’inflazione. Elementi congiunturali che si innestano su trasformazioni più profonde, a partire dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale.
Proprio sull’AI, Torriero richiama il forte divario di investimenti tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Negli ultimi 10-15 anni, gli investimenti cumulati negli Stati Uniti sono arrivati a circa 800 miliardi di dollari, contro i 130 miliardi della Cina e i circa 40 miliardi dell’Europa. Un differenziale che pesa sulla crescita del PIL, sulla produttività del lavoro e sulla capacità competitiva del continente. Per ridurlo servono politiche mirate e strumenti capaci di canalizzare il risparmio verso gli investimenti produttivi.
In questa prospettiva, l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti può diventare un veicolo essenziale. Il percorso, però, procede ancora con strumenti deboli: raccomandazioni, comunicazioni, indirizzi non pienamente vincolanti. Per Torriero occorre invece una visione realmente unitaria, anche sui conti di deposito e sull’educazione finanziaria.
Il tema è rilevante per l’Italia, dove una parte del risparmio contribuisce al finanziamento del debito pubblico, ma dove resta decisivo rafforzare forme di raccolta a medio-lungo termine, anche attraverso incentivi fiscali, per sostenere imprese, famiglie e crescita dell’economia reale. Il secondo grande fronte è quello regolamentare.
La produzione normativa, osserva Torriero, non si è mai interrotta e continua ad arrivare da fonti molteplici: Commissione europea, EBA, SSM, tra normativa primaria, secondaria, linee guida, raccomandazioni e Q&A. La difficoltà non è solo seguire l’evoluzione delle regole, ma implementarle in modo coerente ed efficace. La semplificazione, in questo quadro, non significa deregolamentazione. Significa rendere la normativa più efficiente, evitando sovrapposizioni e complessità inutili, per permettere alle banche di contribuire meglio alla crescita.
Su questo terreno ABI ha presentato, a livello nazionale ed europeo, proposte per un efficientamento della normativa. È un passaggio centrale: senza regole più chiare, proporzionate e applicabili, il rischio è disperdere risorse in adempimenti sempre più complessi, invece di orientarle verso innovazione, credito e investimenti.
Infine, il rischio geopolitico. ABI ha avviato un percorso specifico con ABI ATLAS, la piattaforma lanciata il 4 giugno per supportare banche e clienti nella lettura degli scenari geopolitici e nella trasformazione del rischio in opportunità. A questo si collega anche il tema della sicurezza, cui sarà dedicato a settembre un apposito Salone.
Geopolitica e sicurezza, sottolinea Torriero, sono ormai dimensioni connesse: presidiare entrambe significa contribuire alla resilienza del settore bancario e del tessuto economico nazionale ed europeo.
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