La geopolitica non può più essere affrontata come una successione di crisi da gestire caso per caso. È diventata una componente strutturale dell'economia globale, capace di incidere direttamente sull'attività delle imprese, sui mercati finanziari e sulle strategie delle banche.
È da questa consapevolezza che nasce ABI Atlas, il nuovo Centro di Competenza Geopolitica promosso dall'ABI e presentato durante l'evento "Geopolitica: tra fattori di rischio e opportunità".
"Per molti anni abbiamo trattato la geopolitica come una successione di eventi straordinari da gestire caso per caso. Oggi non è più così", spiega Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell'ABI. Secondo Rottigni, le tensioni internazionali incidono ormai in maniera diretta su energia, commercio, tecnologia, sicurezza, infrastrutture e mercati finanziari, rendendo necessaria una capacità di analisi più strutturata e continuativa.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui il rischio geopolitico si manifesta all'interno del settore bancario. "Non si esprime più soltanto attraverso il tradizionale rischio Paese", osserva Rottigni. Le conseguenze si riflettono oggi sui prezzi dell'energia, sulle catene di approvvigionamento, sul commercio internazionale, sulle infrastrutture digitali e sulle condizioni finanziarie. Per le banche ciò significa impatti concreti sulla qualità del credito, sulla gestione dei rischi operativi e cyber, sulle strategie di investimento e sulla capacità di accompagnare le imprese nei mercati internazionali.
È proprio per affrontare questa nuova complessità che ABI Atlas è stato concepito come una risposta collettiva di settore. "La geopolitica è per definizione una materia interdisciplinare", sottolinea il Direttore Generale dell'ABI. Nessun attore dispone da solo delle competenze necessarie per interpretare fenomeni che coinvolgono contemporaneamente economia, sicurezza, energia, tecnologia e relazioni internazionali. Da qui la scelta di costruire una piattaforma permanente di confronto tra banche, istituzioni, università, centri di ricerca e partner internazionali.
L'obiettivo, precisa Rottigni, non è elaborare una posizione comune, ma rafforzare la capacità di comprensione degli scenari e mettere a disposizione del settore strumenti di analisi sempre più evoluti. In questo senso l'ABI svolge una funzione di raccordo e amplificazione, favorendo il dialogo con le istituzioni europee e internazionali e contribuendo a costruire una voce autorevole per il settore.
Ma il progetto guarda anche oltre la gestione dei rischi. "La geopolitica non genera soltanto rischi", evidenzia Rottigni. Le grandi trasformazioni in corso stanno ridisegnando mercati, filiere produttive, corridoi commerciali e direttrici di investimento. Comprendere questi cambiamenti significa poter accompagnare meglio le imprese nei processi di internazionalizzazione e individuare nuove opportunità di crescita.
In questa prospettiva, la conoscenza geopolitica diventa essa stessa un fattore competitivo. Uno strumento per rafforzare il ruolo delle banche italiane nel sostegno allo sviluppo internazionale delle imprese e contribuire alle grandi strategie di sistema del Paese, dal Piano per l'Export al Piano Mattei.
Qui lo Speciale "Geopolitica: tra fattori di rischio e opportunità":
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