Fondi pensione: l'onboarding digitale spinge i tempi verso il real time
A cura della redazione
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7 Luglio 2026
Le soluzioni e le strategie possibili presentate dalla case history portata da Intesa e Kirey all'evento promosso da ABILab "Di che segno sei? Digitale ascendente omnicanale".
La digitalizzazione dei processi di adesione ai fondi pensione rappresenta una delle principali leve di innovazione per un comparto ancora fortemente caratterizzato da procedure cartacee, sistemi legacy e flussi operativi frammentati. È questo il cuore dell'intervento di Giuseppe Mariani, Chief Executive Officer di Intesa (Gruppo Havant), e Alessandra Girardo, General Manager Italia di Kirey, portato al convegno ABI Lab "Di che segno sei? Digitale ascendente omnicanale" dello scorso 24 giugno, dove hanno presentato la case history sviluppata congiuntamente dalle due aziende.
Nel loro intervento, intitolato "Semplificare il futuro della previdenza: un nuovo modello di onboarding per i fondi pensione", Mariani e Girardo hanno illustrato come l'evoluzione normativa e l'aumento degli obblighi di compliance stiano imponendo agli operatori del settore previdenziale una profonda revisione dei processi di sottoscrizione. Oggi il mercato si confronta con procedure lente, basate ancora su documentazione cartacea, verifiche manuali e sistemi poco integrati, che generano elevati costi operativi e un'esperienza spesso poco soddisfacente per gli aderenti.
Da questa esigenza nasce la collaborazione tra Kirey, gruppo europeo specializzato nella consulenza tecnologica e nella data-driven innovation, e Intesa, Qualified Trust Service Provider (QTSP) con una consolidata esperienza nei servizi fiduciari digitali. L'obiettivo è realizzare un'infrastruttura digitale capace di gestire l'intero percorso di adesione ai fondi pensione in modalità completamente digitale, dalla raccolta dei dati fino alla conservazione a norma dei documenti.
La piattaforma sviluppata integra in un unico flusso identificazione digitale tramite SPID, Carta d'Identità Elettronica o riconoscimento video, firma elettronica avanzata o qualificata e conservazione digitale dei documenti, eliminando passaggi manuali e discontinuità operative. L'utente completa così l'intera procedura senza cambiare piattaforma, mentre il back office beneficia di un processo automatizzato e pienamente tracciabile.
I risultati illustrati durante l'evento evidenziano l'impatto concreto della soluzione. Il tempo medio necessario per completare una sottoscrizione passa infatti da circa 15 giorni a un processo near real time, con attivazione praticamente immediata della posizione previdenziale. Contestualmente diminuiscono errori, attività amministrative e scambi documentali, migliorando sia l'efficienza delle strutture operative sia la customer experience di aderenti e intermediari. Il progetto rappresenta un modello replicabile per l'intero comparto della previdenza complementare, grazie alla capacità di integrarsi con i sistemi già presenti presso fondi pensione e outsourcer senza richiedere interventi invasivi sulle infrastrutture esistenti.
Una parte dell'intervento è stata dedicata al ruolo dei servizi fiduciari qualificati, che costituiscono l'elemento abilitante della trasformazione digitale. Intesa ha illustrato come identificazione digitale, firme elettroniche e conservazione a norma consentano di garantire validità legale, sicurezza e piena conformità ai requisiti regolamentari, elementi sempre più centrali nell'evoluzione dei servizi finanziari.
Lo sguardo si è quindi spostato sulle prospettive future introdotte dal regolamento europeo eIDAS 2.0. L'arrivo dell'European Digital Identity Wallet e dell'EUDI Wallet, hanno spiegato Mariani e Girardo, porterà infatti a un'ulteriore semplificazione dei processi di onboarding, rendendo possibile la condivisione immediata degli attributi certificati dell'identità digitale, la sottoscrizione dei contratti direttamente tramite wallet e la completa digitalizzazione dell'interazione tra cittadini e operatori finanziari.
In questo scenario, la digitalizzazione dell'onboarding non rappresenta più soltanto un progetto di efficientamento operativo, ma diventa un fattore competitivo. Per gli operatori della previdenza la sfida non è più decidere se avviare la trasformazione digitale, ma farlo con la rapidità necessaria per cogliere le opportunità offerte dal nuovo ecosistema europeo dell'identità digitale e dei servizi fiduciari.