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27 Luglio 2026 / 19:18
WeSec 2026: i temi che guidano il Salone verso un ecosistema della sicurezza

 
Sicurezza

WeSec 2026: i temi che guidano il Salone verso un ecosistema della sicurezza

di Mattia Schieppati - 27 Luglio 2026
Intelligenza artificiale, sovranità tecnologica, sicurezza fisica, resilienza operativa. Due giornate, 5 aree tematiche, oltre 20 sessioni di dibattito, dai grandi temi di scenario ai confronti più tecnici e verticali. Così WeSec - Il Salone della Sicurezza si propone come evento di riferimento.
La sicurezza non è più un tema confinato agli specialisti di cybersecurity né un capitolo dedicato esclusivamente alla compliance. Le tensioni geopolitiche, la crescente interdipendenza tra infrastrutture digitali e fisiche, l'accelerazione dell'intelligenza artificiale e l'evoluzione delle minacce informatiche stanno trasformando la sicurezza in una leva strategica per la competitività e la resilienza del sistema economico. Soprattutto, sono temi ormai strettamente interconnessi tra loro, e possono essere compresi (e gestiti) solo se affrontati con un approccio unitario e coordinato. Mettendo in campo una collaborazione tra competenze.
È da questa consapevolezza che nasce WeSec - Il Salone della Sicurezza, il nuovo appuntamento promosso dall'ABI la cui prima edizione è in programma i prossimi 22 e 23 settembre all'Allianz MiCo di Milano: all'interno del più grande spazio espositivo d'Europa, l'evento - gratuito e aperto al pubblico - propone un ricco calendario di momenti di confronto e dibattito, tra sessioni di scenario e sessioni più tecniche e verticali, e un'area espositiva nella quale le aziende partner possono presentare le proprie soluzioni e far vivere il Salone come spazio di networking.L'obiettivo è chiaro: mettere a confronto banche, istituzioni, autorità, imprese tecnologiche, mondo della ricerca e della consulenza e cittadini sui temi destinati a ridisegnare il rapporto tra innovazione e protezione delle infrastrutture critiche.
WeSec vuole superare una visione settoriale della sicurezza per costruire un ecosistema permanente di relazioni e conoscenze. Un ecosistema all'interno del quale le banche si propongono come nodo strategico di una rete che coinvolge l'intero sistema Paese, chiamato a rafforzare la propria capacità di risposta di fronte a rischi sempre più complessi e interconnessi. 

Le 5 aree tematiche

L'agenda del Salone è costruita intorno a cinque grandi aree tematiche: cybersecurity e privacy dei dati, sovranità dell'infrastruttura finanziaria, intelligenza artificiale e nuove tecnologie, sicurezza fisica e resilienza infrastrutturale, cultura della sicurezza e responsabilità condivisa. L'impostazione delle due giornate di confronti che alterna sessioni plenarie dedicate agli scenari strategici a workshop di approfondimento rivolti agli aspetti più operativi.
La mattina della prima giornata sarà dedicata proprio alla definizione del quadro di riferimento. La sessione plenaria di apertura, intitolata Navigare l'incertezza: la fiducia come fondamento della stabilità, affronta alcuni dei nodi che caratterizzeranno il dibattito europeo dei prossimi anni: il rapporto tra conflitti geopolitici e cybersicurezza, il rafforzamento dell'autonomia strategica dell'Europa, la governance dell'intelligenza artificiale e il ruolo della sicurezza come fattore abilitante per gli investimenti e la crescita economica. Un percorso che mette la fiducia al centro della stabilità finanziaria, interpretando la sicurezza come prerequisito dello sviluppo e non soltanto come risposta alle minacce.
Dal pomeriggio il programma entra nel merito delle principali sfide operative. Uno dei filoni più rilevanti riguarda l'evoluzione delle frodi finanziarie. La diffusione dell'intelligenza artificiale sta infatti modificando profondamente il panorama delle minacce: identità sintetiche, deepfake vocali, phishing sempre più sofisticati e automazione degli attacchi rendono necessario ripensare modelli di prevenzione, rilevazione e risposta. La presentazione del nuovo Report Sicurezza e Frodi in Banca realizzato dal CERTFin offrirà l'occasione per fotografare l'evoluzione del fenomeno e confrontare le strategie adottate dagli operatori.
L'intelligenza artificiale attraversa trasversalmente numerose sessioni. Non viene osservata soltanto come nuova fonte di rischio, ma anche come strumento di difesa. Il confronto su "AI contro AI" analizzerà la corsa tecnologica tra criminali informatici e sistemi di protezione, mentre un secondo approfondimento sarà dedicato al quantum computing, destinato a modificare radicalmente sia le applicazioni industriali sia gli attuali modelli crittografici, imponendo una progressiva transizione verso algoritmi post-quantistici. Accanto a questi temi troveranno spazio anche l'identità digitale europea, l'evoluzione di SPID, CIE ed European Digital Identity Wallet e le nuove architetture di autenticazione per il settore finanziario.
Una seconda direttrice di riflessione riguarda la sovranità tecnologica e finanziaria europea. Blockchain, asset tokenizzati, stablecoin, cloud e infrastrutture digitali vengono affrontati non soltanto dal punto di vista dell'innovazione, ma anche come elementi centrali per la competitività dell'Europa. I panel discuteranno il ruolo delle infrastrutture blockchain, l'evoluzione della moneta pubblica e privata, il Digital Euro, la dipendenza dagli hyperscaler extraeuropei e le strategie necessarie per rafforzare l'autonomia tecnologica del continente.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla dimensione fisica della sicurezza, grazie all'expertise di OSSIF, il Centro di Ricerca sulla Sicurezza Anticrimine dell'ABI. Dalla collaborazione tra banche e Prefetture per la prevenzione della criminalità fino ai nuovi trend degli attacchi agli ATM, passando per la protezione delle infrastrutture critiche e la resilienza operativa delle filiere digitali, il programma evidenzia come la distinzione tra sicurezza fisica e cyber sia ormai sempre meno netta. Le minacce ibride impongono infatti modelli di cooperazione tra istituzioni, forze dell'ordine, operatori finanziari e imprese tecnologiche.
La seconda giornata approfondirà, tra gli altri, uno dei temi più rilevanti introdotti dalla normativa europea: la resilienza operativa. DORA ha ridefinito il concetto di rischio, estendendolo ai fornitori di servizi cloud, agli outsourcer e ai partner tecnologici. Il focus non sarà soltanto sugli obblighi regolamentari, ma sulle modalità con cui trasformare la gestione del rischio di terze parti in un vantaggio competitivo, attraverso test avanzati, governance condivisa e collaborazione tra operatori. Parallelamente si discuterà di cooperazione internazionale nella gestione delle minacce cyber e di nuovi modelli di condivisione delle informazioni tra istituzioni e operatori finanziari.
A rendere distintivo WeSec è infine l'attenzione riservata al fattore umano. Diverse sessioni sono dedicate alla cybersecurity awareness, alla formazione di dipendenti e clienti e alla costruzione di una cultura della sicurezza capace di tradurre la consapevolezza in comportamenti concreti. La resilienza, emerge con chiarezza dal programma, non dipende soltanto dalla qualità delle tecnologie adottate, ma dalla capacità di mettere in relazione competenze, organizzazioni e responsabilità condivise.
La sessione plenaria di chiusura, nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, conferma la stretta connessione tra il tema della sicurezza e gli scenari della geopolitica. La sessione dal titolo Sovranità digitale: l'Europa tra autonomia tecnologica e scelte democratiche pone in maniera netta alcuni dei quesiti fondamentali del presente. L'Europa ha normative forti (GDPR, AI Act) ma dipende da tecnologie non-europee. Cybersecurity e AI non sono solo questioni tecniche: sono temi di sovranità politica e geopolitica. Quali sono i rischi di dipendenza tecnologica? Come competere globalmente mantenendo la propria sovranità? Interrogativi che dimostrano come, questa prima edizione di WeSec, sia solo l'inizio di una riflessione partecipata, destinata a guardare lontano.
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