Supervision, Risks & Profitability 2026: domani al via
di Mattia Schieppati
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7 Giugno 2026
Geopolitica, intelligenza artificiale, evoluzione normativa. Temi cruciali attraversano la 26° edizione dell'evento promosso dall'ABI dedicato ai temi della Vigilanza Europea e della gestione dei rischi. A Milano, due giornate e 15 sessioni di confronto per un dialogo aperto tra banche, autorità di vigilanza, operatori finanziari, società di consulenza e mondo accademico. Ecco i filoni tematici dell'appuntamento.
Geopolitica, trasformazione digitale, nuove priorità regolamentari e ricerca di redditività. Sono questi gli assi attorno ai quali si svilupperà la XXVI edizione di Supervision, Risks & Profitability, l'appuntamento promosso da ABI in collaborazione con DIPO che il 9 e 10 giugno riunisce a Milano, all'Auditorium Bezzi Banco BPM banche, autorità di vigilanza, operatori finanziari, società di consulenza e mondo accademico per un confronto approfondito sulle principali sfide che stanno ridefinendo il settore bancario e finanziario europeo. L'evento, un appuntamento di riferimento sui temi della vigilanza, della gestione dei rischi e del capitale, ha quest'anno un significato particolare, in una fase nella quale gli istituti di credito sono chiamati a bilanciare requisiti regolamentari sempre più articolati, innovazione tecnologica e sostenibilità dei modelli di business.
Il filo conduttore dell'edizione 2026 è sintetizzato dal titolo che guida l'evento: "
Ridefinire politiche, processi e strumenti per le nuove priorità". Un messaggio che fotografa il contesto nel quale si trovano oggi a operare le banche europee, caratterizzato da tensioni geopolitiche persistenti, accelerazione dell'innovazione digitale, diffusione dell'intelligenza artificiale e necessità di semplificare il quadro normativo senza compromettere la solidità del sistema (
vedi qui l'agenda dei lavori).
"Possiamo leggere il percorso dei contenuti di questa edizione lungo due prospettive", ha spiegato
Giacomo De Laurentis, professore Ordinario di Finanza all'Università Bocconi di Milano e Coordinatore scientifico dell'evento, "quella regolamentare e quella dei rischi. Sotto il profilo regolamentare approfondiremo il tema della semplificazione e della ricerca di maggiore proporzionalità delle norme nell'ambito delle diverse tipologie di banche nel sistema, e affronteremo il tema delle novità sulle cartolarizzazioni, sugli strumenti di mercato e il nuovo quadro che riguarda i rischi operativi. Sotto l'interconnesso profilo della gestione dei rischi, affronteremo i classici rischi, come il rischio di credito, che vedremo sotto il profilo delle innovazioni nei modelli, delle innovazioni nei processi e anche rispetto all'esigenza aggiornamento delle politiche creditizie alla luce delle crisi d'impresa, che richiedono l'intervento dei diversi attori, a partire dal board. Dal punto di vista dei rischi finanziari, ovvero i rischi di tasso, irischi di liquidità, i rischi di cambio, saranno approfonditi sia dal punto di vista della banca, sia dal punto di vista dei risparmiatori e della consulenza ai risparmiatori, sia dal punto di vista delle imprese, sotto la prospettiva quindi della consulenza alle imprese" (guarda
qui la videointervista completa).
Il SIU al centro della plenaria di apertura
La
plenaria di apertura, all'avvio dei lavori di martedì 9 (
vedi qui), sarà una riflessione su uno dei temi più rilevanti per il futuro della finanza europea: la Saving and Investment Union (si veda
qui l'intervista a
Elisabetta Gualandri). Il rafforzamento dell'integrazione dei mercati finanziari europei rappresenta infatti non soltanto una risposta alle crescenti tensioni geopolitiche, ma anche uno strumento per favorire investimenti, innovazione e maggiore competitività dell'economia continentale. Lo stesso tema sarà poi approfondito in una tavola rotonda (vedi
qui) che coinvolgerà le principali società di consulenza, chiamate a confrontarsi sulle implicazioni operative e strategiche di questo percorso.
Le sessioni di martedì 9
Nel
pomeriggio di martedì il focus si sposterà sui principali rischi che le banche sono chiamate a presidiare. Una prima sessione sarà dedicata all'evoluzione dei modelli di rischio di credito, tema centrale alla luce delle continue evoluzioni regolamentari, delle aspettative della vigilanza e delle innovazioni metodologiche che stanno modificando approcci e strumenti di misurazione (vedi
qui). Parallelamente si discuterà di ICT e cyber risk (vedi
qui), oggi al centro dell'attenzione degli intermediari finanziari per effetto della crescente digitalizzazione dei servizi e dell'inasprimento dello scenario geopolitico, che amplifica la rilevanza delle minacce informatiche. Una terza sessione (vedi
qui) analizzerà invece l'impatto di nuovi canali distributivi, nuovi prodotti e nuovi servizi, interrogandosi sulla capacità delle banche di identificare e governare rischi emergenti in modelli di business sempre più articolati. Nelle diverse sessioni parallele,si entrerà nel merito della gestione dei rischi finanziari e operativi. Da un lato si discuterà del ruolo delle banche nella protezione dei risparmiatori e nel sostegno alle imprese in un contesto economico caratterizzato da volatilità dei mercati e incertezza macroeconomica (vedi
qui); dall'altro si approfondiranno gli effetti del nuovo quadro regolamentare sui rischi operativi, ambito nel quale l'evoluzione normativa richiede processi di controllo sempre più integrati (vedi
qui). Un'ulteriore sessione (vedi
qui ) sarà dedicata alle crisi d'impresa e ai rischi creditizi, con particolare attenzione alla governance e al ruolo dei consigli di amministrazione nell'anticipare e gestire situazioni di deterioramento.
La giornata di mercoledì 10
Nella giornata di
mercoledì 10 le sessioni percorreranno alcune grandi direttrici trasversali dell'evento. La prima è il rapporto tra innovazione e controllo, con l'intelligenza artificiale che si afferma come leva per migliorare efficienza, capacità previsionali e gestione del rischio, ma che introduce al tempo stesso nuove esigenze di governance e supervisione (vedi
qui e
qui). La seconda (vedi
qui) riguarda la crescente interconnessione tra rischio finanziario, rischio operativo, rischio tecnologico e scenario geopolitico, elementi che oggi non possono più essere affrontati separatamente. La terza ( vedi
qui e
qui) è la ricerca di un equilibrio tra semplificazione normativa e mantenimento di elevati livelli di resilienza del sistema bancario nei nuovi scenari geopolitici, macroeconomici e ambientali, attraverso i diversi strumenti di mercato.
La geopolitica nella plenaria di chiusura
Particolare attesa per
la Plenaria conclusiva di mercoledì pomeriggio (si veda
qui ), che metterà a confronto esperti dell'ABI, banche, società di consulenza e docenti universitari sul tema "
Geopolitica: da fattore di rischio a leva strategica per le banche". La sessione rappresenta il momento di sintesi e di valorizzazione dei contenuti sviluppati durante l'intero percorso dell'evento, con l'obiettivo di ricomporre in una visione unitaria gli insight emersi e offrire alle banche una chiave di lettura evoluta dei fattori di rischio geopolitico. In uno scenario internazionale sempre più instabile, segnato da discontinuità profonde e interdipendenze crescenti, la geopolitica non è più un contesto esterno da osservare, ma una variabile strutturale che incide direttamente sulle scelte strategiche, sui modelli di business, sui sistemi di governo del rischio e sulle competenze delle banche. La sessione guiderà i partecipanti in un passaggio cruciale: dalla comprensione dei fenomeni alla loro traduzione operativa perchè la vera sfida non è solo comprendere il rischio, ma sviluppare competenze diffuse per governarlo e coglierne le opportunità.