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23 Settembre 2020 / 18:09
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All'Ibm Think Digital Summit le nuove storie del post-Covid-19

 
Scenari

All'Ibm Think Digital Summit le nuove storie del post-Covid-19

di Mattia Schieppati, Mattia Schieppati - 15 Giugno 2020
Con un evento completamente digitale, Big Blue chiama a raccolta il 18 giugno le esperienze e le voci degli esperti, dei propri clienti e partner per disegnare la strategia della “nuova normalità”, dalle imprese al retail, dal mondo della formazione alla PA, al settore finanziario. Perché la trasformazione digitale non è più un’opportunità, ma un’urgenza ...
«Sarà un evento fully digital, un format completamente nuovo. La sfida che ci siamo posti è di far sì che sia non solo un’esperienza tecnologicamente avanzata, ma sia soprattutto un’occasione di incontro viva, ospitale, coinvolgente», premette con una voce carica d’entusiasmo Stefano Rebattoni, vice president Enterprise Sector Ibm Italia. Dopo aver aperto, lo scorso anno, le porte degli Ibm Studios di piazza Gae Aulenti, la sua nuovissima “casa” milanese, con l’Ibm Think Digital Summit Italy (qui il sito dell'evento) di giovedì 18 giugno Big Blue esplora un nuovo spazio di coinvolgimento e narrazione. Il titolo, “Insieme, diamo vita a storie nuove”, pone come punto di partenza il grande reset dato a ogni aspetto della realtà, privata e professionale, dall’emergenza Covid-19 e dal lockdown mondiale degli ultimi mesi. Ma naturalmente guarda oltre ed esplora tutte le prospettive e le opportunità che la trasformazione digitale – di cui Ibm è protagonista – apre in questa nuova fase di ripartenza consapevole. «In questi mesi il digitale ha dimostrato di essere non solo un’opportunità, come spesso si era soliti dire “prima”, ma di essere una vera e propria urgenza. La pandemia ha avuto un effetto catalizzatore rispetto ai percorsi di trasformazione digitale in atto», osserva Rebattoni.

Dalla continuità operativa alla sfida dell’efficienza

L’analisi di quel che è successo – e che è successo in maniera così rapida e imprevista - è il presupposto fondamentale per tracciare il futuro che ci attende. «Dal nostro punto di vista, rileggendo ancora “a caldo” l’attualità, possiamo distinguere tra una fase 1 a una fase successiva. La prima è stata vissuta all’esplodere dell’emergenza e durante il periodo di lockdown, durante la quale il nostro impegno è stato indirizzato a garantire la continuità operativa ai nostri clienti. Dal mondo finanziario, al retail, alle Pubbliche Amministrazioni, tutti i settori sono stati impattati dal Covid-19 e tutti si sono trovati nella necessità di garantirsi e garantire le condizioni minime di lavoro. Questo ha significato in un tempo brevissimo procedere a un potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, ridisegnare i processi, provvedere a garantire una “informatica distribuita”, dotando i propri collaboratori degli strumenti per lavorare, pc, connessioni, sistemi di condivisione. Ora si è aperta una fase diversa, ancora più sfidante», rilancia Rebattoni, «quella di disegnare percorsi di efficienza operativa. La quasi totalità delle aziende con cui lavoriamo stanno vivendo una riduzione del volume di business e questo porta alla necessità di riallineare il bilanciamento tra costi e ricavi, efficientando il modello di business e di servizio. Questo chiama a una capacità di trasformazione end-to-end: come Ibm, per questo, mettiamo in campo non il nostro know-how a tutto tondo, a partire dalle tecnologie e dalle infrastrutture abilitanti, ma anche la nostra capacità consulenziale, per accompagnare le aziende lungo questo nuovo percorso passo dopo passo».

I temi dell’evento

L’analisi di Rebattoni approfondisce quel che sarà il flusso di pensieri e testimonianze del Summit e che vivrà come di consueto attraverso le testimonianze delle aziende e delle realtà con cui quotidianamente Ibm opera. La  sessione plenaria mattutina (10.30-13.30) mirerà a dare una visione d’insieme della trasformazione digitale in Italia e delle strategie per la ripresa economica, a partire dalla testimonianza di Marco Bucci, Sindaco di Genova, città simbolo dell’intraprendenza e della rinascita, per procedere con gli interventi di Enrico Cereda, presidente e Ad di Ibm Italia, di Luca Altieri, Cmo Ibm Italia, e dell’economista Carlo Cottarelli.
Quindi, le tavole rotonde saranno dedicate ad analizzare il futuro di settori cruciali dell’economia italiana che, nonostante sostanziali differenze di mercato, sono ora chiamati a ripensare il modo di fare impresa, mettendo al centro le persone e le loro reali esigenze per modificare profondamente i modelli operativi: dal settore dei servizi finanziari (con la partecipazione di Alessandro Foti, Ad e Dg di FinecoBank, e Daniele Savarè, Innovation and Business Solutions Director di Sia), al commercio retail (attraverso la testimonianza di Gdoweek e Mark Up e l’esperienza di Conad), all’istruzione, grazie al dibattito con importanti organizzazioni come Luiss Business School, Ministero dell’Istruzione, Università La Sapienza, per finire con la Pubblica Amministrazione, in un confronto con ASL Roma 3 e Inail.
Le tre sessioni parallele nel pomeriggio (13.45-16.00) approfondiranno invece gli approcci e gli strumenti più adatti ad affrontare la sfida del digitale in tutti i tipi di business: Resiliency & Cloud, Security, Remote Workforce & Smart Working.
«Il Covid-19 è stata una lezione per tutti. È stato l’evento non previsto che ha costretto tutti a cambiare completamente la prospettiva di approccio, ha dimostrato la fragilità di business basati su meccanismi previsionali fatti di trend storici ed esperienze acquisite. È emersa in tutta la sua evidenza l’importanza di sistemi basati su un’intelligenza artificiale avanzata, capace di reagire in maniera rapida a variabili inaspettate», osserva Rebattoni. «Nel corso della cosiddetta fase 2 della pandemia, ci troviamo ora di fronte a un “nuovo normale”, con modelli e paradigmi differenti. Le aziende capaci di affrontare questa sfida guardando oltre e investendo in innovazione, sono quelle che getteranno le basi per una solida e sostenibile ripresa economica. Il momento di agire è adesso. È ora il momento di valutare ciò che abbiamo imparato dalla crisi rispetto a digitalizzazione, supply chain, operation, leadership, workplace e clientela. Sono questi gli ambiti su cui fare rapidamente degli assessment e prevedere delle azioni da intraprendere a breve».

Banche e fase 2

Di fronte a questa urgenza di cambiamento ancora più rapido e radicale rispetto a quelle che erano le previsione e i piani strategici di soli quattro mesi fa, l’industry bancaria e finanziaria è chiamata a imboccare in maniera ancora più decisa «strade che del resto erano già tracciate», dice Rebattoni: «Di open banking si parla ormai da tempo, ma ora siamo di fronte a uno scenario nuovo: improvvisamente, nel giro di poche settimane, sono radicalmente cambiate le abitudini dei consumatori e l’approccio digitale ai servizi finanziari – tanto per le persone quanto per le imprese – è diventato una necessità, non più una possibilità. I clienti hanno cominciato a soppesare in maniera differente il rapporto di loyalty con la propria banca rispetto all’efficienza dei servizi accessibili a distanza. Le banche devono tener conto di questo cambiamento di sentiment del cliente».
Sulla trasformazione tecnologica del settore, Ibm sta lavorando da tempo. «Abbiamo e stiamo maturando un set di esperienze importanti», sottolinea Rebattoni: «Si pensi al cloud pubblico di settore annunciato assieme a Bank of America, alla piattaforma di intelligenza artificiale basata su Ibm Watson, realizzata con Royal Bank of Scotland, per il supporto avanzato nella procedura di concessione dei mutui, oppure alla soluzione blockchain we.trade realizzata con 14 banche europee per offrire a piccole e medie imprese un accesso più efficiente ai finanziamenti commerciali. E, in Italia, voglio ricordare il progetto con Creval che con la soluzione di assistente virtuale basata sull'intelligenza artificiale di Ibm Watson ha potuto reagire al meglio alla difficile situazione generata dal lockdown di questi ultimi mesi e a quello con Banco Bpm, che nel suo percorso di trasformazione digitale, si avvale da tempo dei servizi di firma grafometrica e digitale da remoto offerti dal Gruppo Ibm. Esistono, inoltre, una serie di ambiti specifici in cui Ibm opera in questo periodo e il promo è quello relativo alla ridefinizione della relazione con i clienti, sia privati che imprese: con soluzioni di conversational Ai, ad esempio, si possono offrire anche a clienti bancari il tipo di esperienza rapida e personalizzata a cui il mondo delle app e gli ecosistemi digitali ci hanno abituati in questi ultimi anni».

La cyber security aziendale protagonista della prima puntata di Banche & Sicurezza Live Digital

Il concetto di frode si è allargato e la necessità di proteggere gli accessi alle applicazioni web e mobile sia a livello consumer sia, soprattutto, a livello “corporate”, è imprescindibile per ogni organizzazione, in particolare nell'attuale contesto emergenziale in cui i dipendenti accedono alle piattaforme aziendali utilizzando anche device personali. 
La frode è quasi sempre una questione di identità. Nel primo appuntamento di Banche e Sicurezza, realizzato in partnership con Ibm, dal titolo  “Furti d'identità e frodi on line: consapevolezza e strumenti per la difesa delle aziende” (vedi qui l'articolo di Bancaforte e qui per l’iscrizione gratuita), saranno illustrate le soluzioni più efficaci per prevenire e riconoscere una frode attraverso la verifica dell’identità digitale delle persone che accedono al servizio. In particolare vedremo come, attraverso un mix tra l’impiego di tecnologie cognitive e il costante monitoraggio delle nuove metodologie di attacco utilizzate, sia possibile distinguere gli utenti legittimi da quelli fraudolenti.  
Modera Arturo Di Corinto, Giornalista La Repubblica. Interventi di: Giuliano Merlo, Security Strategist Ibm Security Italia - CISO Dock Joined inTech; Pierluigi Paganini, Cyber Security Blogger e Consulente MEF; Michela Proietti, Security Technical Sales IBM Italia; Romano Stasi, Direttore Operativo CERTFin. 
 
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