2030: l’odissea dei pagamenti digitali
di Tommaso Casartelli*
-
11 Febbraio 2026
Dati ed esperienze nel "nuovo normale" che ci aspetta
2030, le auto viaggiano in autonomia, le assicurazioni si aggiornano in tempo reale e i nostri stipendi ci vengono pagati in euro digitale, direttamente sul nostro wallet. È il "nuovo normale". I pagamenti avvengono tramite soluzioni che oggi consideriamo ancora innovative, principalmente wallet a cui accediamo grazie alla nostra identità digitale.
In questo scenario, riusciranno i player tradizionali, banche, circuiti, issuer e acquirer, a mantenere visibilità e rilevanza sui molteplici eventi di pagamento? La risposta è legata alla risorsa che alimenta le esperienze personalizzate a cui i clienti saranno sempre più abituati, i dati.
Negli ultimi anni i pagamenti digitali hanno smesso di essere una semplice alternativa al contante per diventare un driver strategico per l'intero ecosistema finanziario. Nel 2024, per la prima volta, i pagamenti elettronici hanno superato il contante per valore dei consumi in Italia, segnando una trasformazione strutturale non solo nel modo di pagare, ma soprattutto nella quantità e qualità dei dati generati da ogni transazione.
Parallelamente, l'adozione di wallet digitali è cresciuta rapidamente. Tuttavia, non tutti i wallet hanno lo stesso impatto sull'ecosistema dei dati. I wallet card based, come Apple Pay e Google Wallet, digitalizzano l'uso delle carte e continuano a poggiare sui circuiti tradizionali, pur riducendo in parte la granularità informativa disponibile. Più dirompenti sono i wallet account based, come Satispay o PayPal, in cui il pagamento avviene all'interno dell'ecosistema del wallet, limitando la visibilità delle banche sulle singole transazioni quotidiane.
Il risultato è una progressiva perdita di insight sui comportamenti di spesa, frequenza, categorie merceologiche, contesti d'uso e journey tra canali. In un mondo in cui la relazione con il cliente si costruisce sempre più sulla capacità di leggere e attivare segnali comportamentali, questa perdita di visibilità diventa un rischio strategico.
Il quadro si complica ulteriormente guardando all'euro digitale e alle stablecoin regolamentate. A seconda di come verrà distribuita la futura CBDC, tramite le app bancarie o tramite un wallet pubblico dell'Eurosistema, l'ownership dei dati potrà rimanere in parte agli intermediari o spostarsi verso nuovi front end, frammentando ulteriormente il patrimonio informativo.
In questo scenario di disruption continua, non è sufficiente offrire un servizio di pagamento competitivo. La vera sfida per banche, circuiti e PayTech è restare top of mind come canale privilegiato per i pagamenti e trasformare ogni transazione in un'opportunità di relazione. È su queste dinamiche che JAKALA lavora ogni giorno, aiutando istituti e brand (anche in settori diversi dal Banking & Payments, come insurance, retail, automotive, telco, energy, travel e lusso) a valorizzare i dati lungo l'intera relazione con il cliente per costruire esperienze rilevanti e personalizzate nel tempo. Le esperienze sono però solo la punta dell'iceberg, alla base è essenziale un lavoro profondo su Data Governance e Cyber Security che rende possibile un uso consapevole dei dati e dell'intelligenza artificiale. Wallet digitali, stablecoin ed euro digitale non sono solo nuove tecnologie di pagamento, ma il nuovo terreno su cui si gioca la partita della rilevanza futura nel rapporto con il cliente.
*Tommaso Casartelli è Associate Partner Financial Services di JAKALA