Le Olimpiadi di Cortina 1956 alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo
di Maddalena Libertini
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5 Febbraio 2026
In concomitanza con l'apertura dei Giochi Olimpici invernali 2026, a Milano inaugura la mostra che rievoca la prima olimpiade italiana: sport, glamour e miracolo economico sulla neve di Cortina
A settant'anni di distanza le Olimpiadi tornano a Cortina d'Ampezzo: il 5 febbraio 1956, dopo dieci giorni di competizioni sportive, veniva spento il braciere olimpico che il 6 febbraio 2026 sarà di nuovo acceso in Italia. Questa volta però si troverà a San Siro a Milano perché la XXV edizione dei Giochi Olimpici e la XIV dei Giochi Paralimpici invernali adottano una formula "diffusa" tra Lombardia, Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano su un territorio di 22.000 kmq.
Non è certamente l'unica differenza: nel 1956 parteciparono 32 nazioni con 820 atleti in 24 gare, quest'anno sono attesi 2870 atleti di 92 paesi per 820 eventi sportivi. Ma i prodromi della attuale dimensione globale e mediatica dei Giochi vanno ricercati proprio in quella VII edizione, la prima a essere trasmessa in diretta internazionale, allora in Eurovisione, dalla Rai: la prima, quindi, a essere visibile live fuori dei confini del Paese ospitante. Le Olimpiadi invernali 1956 furono anche le prime in Italia - poi ci sarà Roma 1960 -, le prime in cui debuttarono gli atleti sovietici ma anche iraniani e boliviani, le prime in cui fu una donna, la sciatrice Giuliana Minuzzo, a pronunciare il giuramento alla cerimonia di apertura e furono l'occasione per il nostro Paese di mostrarsi sulla scena internazionale moderno, efficiente, in grado di organizzare una manifestazione così importante in piena ricostruzione post bellica. Alle Gallerie d'Italia - Milano la mostra fotografica "La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956" (dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, a cura di Aldo Grasso) con 86 immagini realizzate all'epoca dall'Agenzia Publifoto permette di recuperare la memoria di quel momento storico e apprezzarne le sfumature e le implicazioni sportive, sociali, politiche, culturali e di costume.
La mostra è parte del palinsesto Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 di cui Intesa Sanpaolo è Banking Premium Partner.
Inoltre, l'Archivio Storico Intesa Sanpaolo ha restaurato, digitalizzato, catalogato e reso disponibili on line tutte le fotografie - 270 tra B/N e colore - su Cortina d'Ampezzo 1956TM conservate nell'Archivio Publifoto, acquisito dal gruppo bancario nel 2015.
Per documentare quelle giornate sulla neve, la copertura messa in campo dall'Agenzia Publifoto fu notevole: inviò sei dei suoi fotografi più esperti e vennero prodotti 100 servizi e 1400 fotografie. Oltre al comparto dello sport (le cui foto sono conservate in gran parte presso lo CSAC dell'Università di Parma che ne ha prestate una selezione alle GdI), furono coinvolti quello della cronaca e quello di comunicazione d'impresa. In mostra si vedono i marchi campeggiare su cartelloni pubblicitari, insegne e su furgoni e autocarri che giravano per le strade del borgo alpino: il massiccio investimento di promozione dei brand, dai nazionali Cinzano, Crodo, Cynar alla Coca Cola, da parte delle aziende che volevano presidiare l'evento e farne la propria vetrina testimoniano il fermento del "miracolo economico". La Fiat, dal canto suo, mise a disposizione degli addetti stampa per raggiungere gli impianti la 600 Multipla. Progettata da Dante Giacosa tra il 1954 e il 1955, era stata presentata ufficialmente il 14 gennaio 1956 al Salone dell'Auto di Bruxelles ed era appena entrata in produzione.
Publifoto iniziò però a lavorare ben prima dell'inizio dei Giochi immortalando i cantieri e l'impresa infrastrutturale della realizzazione di attrezzature sportive avveniristiche come lo Stadio olimpico del Ghiaccio e l'ardito Trampolino Italia. Una delle immagini più esemplari in mostra è quella del gregge di pecore al pascolo nell'ottobre 1955 con lo sfondo del Trampolino in costruzione.
I giornali dell'epoca stimarono un'affluenza complessiva di circa 158.000 spettatori paganti per tutte le discipline, Cortina si attrezzò per offrire quasi 5000 posti letto tra 425 alberghi e 10 pensioni accogliendo turisti italiani e internazionali, gli atleti e le squadre tecniche e giornalisti, cronisti e agenzie di stampa. Questa babele umana che si riversò nella cittadina è rappresentata nelle foto: il Centro per la stampa all'Albergo Savoia, con il reparto delle telescriventi e i servizi di telestampa, telegrammi e radiostampa; le valigie ammassate negli atri degli hotel; i turisti a passeggio, in coda per acquistare i biglietti, a bordo pista o davanti all'albo d'oro a consultare le medaglie assegnate.
Le immagini entrano nel vivo dei Giochi: si vedono gli allenamenti degli atleti sulle piste o, come per la squadra giapponese, semplicemente davanti al proprio albergo; la preparazione della linea del traguardo del pattinaggio di velocità sul lago di Misurina, le posizioni aerodinamiche e acrobatiche del salto con gli sci.
Nell'allestimento alle Gallerie d'Italia la cerimonia di apertura del 26 gennaio non è fotografata dal vivo ma attraverso lo schermo della televisione: la grande novità della messa in onda in Eurovisione non poteva essere trascurata. La Rai aveva iniziato le trasmissioni solo due anni prima e lo sforzo per trasportare e stendere ad alta quota nel rigido inverno alpino i cavi per il segnale sono riportati giustamente con toni eroici.
Negli anni del boom economico e della Dolce Vita non poteva mancare l'aspetto mondano. I protagonisti di queste foto sono il campione Toni Sailer e l'attrice Sophia Loren. L'atleta austriaco era la star della neve: il più giovane della sua squadra, a soli 21 anni era stato il primo della storia a vincere tre medaglie d'oro dello sci alpino nella stessa rassegna olimpica. Bello e sempre sorridente, come lo descrivevano le cronache dell'epoca che lo soprannominarono "il lampo di Kitzbühel", era il soggetto perfetto per degli scatti informali: mentre scherza con un cuoco nella cucina di un ristorante, in posa con due cameriere o sulla pista da ballo invece che su quella della discesa libera. Finì per essere ingaggiato dal cinema in una dozzina di rom-com ambientate prevalentemente in montagna e in un improbabile "Sansone e il tesoro degli Incas" e fu la controfigura di George Lazenby per le scene di sci in "Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà". Sophia Loren, che invece del cinema era già una diva acclamata, consacrata internazionalmente da Life l'anno precedente, di Cortina 1956 era la madrina e con la sua popolarità aggiungeva il tocco di glamour necessario per far conquistare alla manifestazione anche le copertine e le rubriche non sportive.
Accanto a questo registro più frivolo, che contribuiva però a diffondere l'immagine di una Italia in piena ripresa, non bisogna dimenticare che il 1956 era in clima della Guerra Fredda e la presenza degli atleti dell'Unione Sovietica non fu un vero segnale di distensione, quanto piuttosto l'opportunità di un palcoscenico dove misurarsi con gli avversari agonisticamente. Il loro dominio fu schiacciante con la vittoria di 16 medaglie, staccando di lunghezza tutti gli altri. L'Italia conquistò un oro e due argenti, tutti arrivati dal bob. Giuliana Minuzzo, favorita nella discesa libera, fu purtroppo rallentata da una sciolina sperimentale non adeguatamente testata e si classificò quarta.
"Alla vigilia dell'inaugurazione, presentiamo alle Gallerie d'Italia un racconto appassionante con scatti di Publifoto che catturano momenti di impegno, talento e festa delle Olimpiadi ospitate a Cortina settant'anni fa. Un archivio è vivo quando parla al presente: queste immagini rinnovano l'entusiasmo e gli ideali che animano i Giochi e che, oggi come allora, emozionano e uniscono l'intero Paese intorno alla più importante manifestazione sportiva al mondo", ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo.
Milano-Cortina 2026 si prepara a scrivere una nuova pagina della storia olimpica italiana. Buona visione dei Giochi e della mostra milanese.