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Sostenibilità e parità di genere per spingere lo sviluppo

 
Banca

Sostenibilità e parità di genere per spingere lo sviluppo

di Ildegarda Ferraro - 2 Ottobre 2019
“La digitalizzazione è una sfida da vincere, ma l’innovazione non è solo tecnologia”. Lo dice in questa intervista a Bancaforte Stefania Bariatti, Vicepresidente ABI e Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena. “Innovazione è anche preservare il mondo e non lasciare sottoutilizzate risorse preziose come quelle femminili. Sostenibilità e gender diversity – aggiunge Bariatti – possono dare una spinta alla crescita e allo sviluppo”. I tempi sono maturi. Sono stati sottoscritti i Principi per un’attività bancaria responsabile, promossi dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e la finanza. E la Carta delle donne in banca, varata dal Comitato esecutivo ABI tre mesi fa, vede l’adesione dell’80% del settore in termini di totale attivo e di dipendenti

Presidente Bariatti, lei è un’accademica, una giurista, una banchiera eppure i temi su cui si sta molto spendendo sono la sostenibilità e la valorizzazione della parità di genere. Perché?

Perché credo che siano fondamentali e anche perché siamo in una fase cruciale. Molte cose possono davvero cambiare. Circa la sostenibilità, ci dobbiamo occupare ora, in prima persona e collettivamente, di quanto va fatto per clima, aria, acqua, terra. È un compito di ognuno di noi, visto che i singoli comportamenti possono davvero fare la differenza. Ed è un impegno che ci riguarda collettivamente. In questo capitolo va inserita l’adesione ai “Principi per un’attività bancaria responsabile” (Principles for Responsible Banking – Prb), promossi dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e la finanza (Unep Fi). Per quanto riguarda la parità di genere, credo che non possiamo lasciare sottoutilizzate risorse di intelligenza, capacità, energia che sono delle donne. E qui il riferimento va alla “Carta delle donne in banca” varata dall’ABI.

E la tecnologia?

La digitalizzazione è una sfida da vincere. Focalizzare anche altri obiettivi non vuol dire non riconoscerne l’importanza. Il futuro non è solo tecnologia.
PRINCIPLES FOR RESPONSIBLE BANKING

Da un punto di vista professionale lei è stata a New York per la presentazione dei Principles for Responsible Banking – Prb.

Sì, ero alla presentazione all’inizio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 settembre per rappresentare Banca Mps che ha sottoscritto i Principi. L’iniziativa è promossa da Unep Fi (United Nation Environmental Program - Financial Initiative) e si rivolge alle banche di tutto il mondo.

Come sono strutturati i Principi?

Si tratta di una cornice per integrare in banca i fattori relativi alle questioni ambientali, sociali e di buon governo, i cosiddetti fattori Esg (Environmental, Social, Governance). I Principi sono sei: Allineamento, sulle strategie relative al rispetto dell’accordo sul clima di Parigi; Obiettivi, sulla riduzione delle azioni a impatto negativo e la diffusione di quanto realizzato; Clienti, sostegno alle attività per il benessere e la prosperità delle generazioni future; Stakeholder, coinvolgimento sugli obiettivi di sostenibilità di tutti coloro che sono legati a vario titolo alla vita della banca; Governance e Cultura, il sistema di governo della banca e la sua cultura interna devono essere improntati a obiettivi di sostenibilità; Trasparenza, rendere pubblico e monitorare lo stato di avanzamento rispetto ai Principi.

Chi ha aderito sino ad ora?

Alla cerimonia di lancio alle Nazioni Unite hanno partecipato 46 rappresentanti di banche provenienti da tutto il mondo. La Banca Monte dei Paschi di Siena, che presiedo, ha sottoscritto i Principi, come prima firmataria, insieme ad altre 130 banche che rappresentano un terzo degli attivi bancari mondiali, pari a 47 trilioni di dollari. Le Associazioni possono sostenere pubblicamente l’iniziativa e anche il Comitato Esecutivo dell'Associazione Bancaria Italiana ha ufficialmente accolto l'impegno di dare supporto ai Principi. In linea generale la platea dei soggetti che hanno sposato l'iniziativa è davvero ampia: non solo singoli gruppi bancari ma anche Associazioni di altre Nazioni europee (oltre all'ABI le associazioni bancarie di Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Spagna) ed extraeuropee (Brasile e Sudafrica) e organismi sovranazionali e/o istituzionali come la Federazione Bancaria Europea, l'Associazione Europea delle Banche Cooperative, l'Islamic Finance Council.

Qual è l’impegno?

Chi aderisce si impegna a portare avanti gradualmente le attività indicate nei Principi e a rendicontare pubblicamente i risultati raggiunti. Da parte di Unep Fi è previsto un meccanismo di monitoraggio delle informazioni e di supporto nel perseguimento dei target. In sede Onu è stata sottolineata l’importanza dell’alleanza tra Nazioni Unite e settore privato.
LA CARTA DELLE DONNE IN BANCA

E poi tra i temi che le sono cari c’è quello della valorizzazione della parità di genere.

Sì, credo sia uno spreco non mettere a frutto tutte le risorse che abbiamo. E le donne sono una grande risorsa, che va valorizzata con effetti positivi in termini di ricchezza, sviluppo e crescita per le persone e per la società.

E con questo spirito è nata la Carta delle donne in banca?

È così. La Carta mette a fondamento “il valore della diversità di genere come una risorsa chiave per lo sviluppo, la crescita”. La presenza femminile d’altra parte è sempre più forte in banca. Quasi la metà dei dipendenti del settore è composto da donne.

Quali sono gli impegni fissati nella Carta?

Innanzitutto, promuovere costantemente un ambiente di lavoro inclusivo e aperto ai valori della diversità, anche di genere. Viene indicato anche rafforzare modalità di selezione e sviluppo idonee a promuovere le pari opportunità di genere in tutta l’organizzazione aziendale, anche al fine di far emergere le candidature femminili qualificate nel caso in cui siano carenti. E poi diffondere la piena ed effettiva partecipazione femminile con particolare riferimento alle posizioni più elevate, in un ambito aziendale orientato a ogni livello alle pari opportunità di ruolo e parità di trattamento; impegnarsi a promuovere la parità di genere anche al di fuori della banca e a beneficio delle comunità di riferimento; realizzare opportune iniziative per indirizzare e valorizzare le proprie politiche aziendali in materia di parità di genere.

Che adesione ha avuto sino ad ora la Carta?

Molto alta. Ad ora è stata siglata da 23 banche e dall’ABI. Si tratta dell’80% del settore in termini di totale attivo e di dipendenti. Il Monte dei Paschi di Siena ha aderito. Io auspico che la partecipazione si estenda. E che anche altri comparti dell’industria seguano questa strada. I tempi sono maturi per una valorizzazione della parità di genere diffusa.

Lei è in una posizione di vertice, le fa piacere che si ricordi che è una donna?

Sì, certo. Siamo uguali per tante cose, ma siamo diversi e questa diversità va valorizzata non annullata.

Lei dice di essere stata molto fortunata, di essersi sempre molto impegnata e di avere colto le occasioni che le sono state offerte. In una lunga e brillante carriera come la sua ci saranno certo stati anche i momenti duri.

È molto più importante far tesoro delle occasioni positive, delle vittorie, più che lasciarsi conquistare dalle sconfitte. Certamente sono fortunata. Guardo sempre al bicchiere mezzo pieno.
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