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Quello che sei per me: le banche per le start-up (e lo sviluppo del paese)

 
Scenari

Quello che sei per me: le banche per le start-up (e lo sviluppo del paese)

di Chiara Padua - 19 Dicembre 2019
Oltre a startupper, innovatori, imprenditori e ricercatori, tra i protagonisti di StartupItalia Open Summit anche le banche e le fondazioni bancarie. Per raccontare il loro sostegno alle start-up, non solo del Fintech. E per dimostrare che insieme possono dare un grande boost all’innovazione e quindi alla crescita del paese …
L'introduzione della Psd2 il 14 settembre ha affrettato il processo di open banking e intensificato la collaborazione tra banche e start-up dell’ambito Fintech. In questo settore, infatti, e in particolare in quello dei pagamenti, investimenti, acquisizioni, mentorship sono all’ordine del giorno. Più in generale, banche e investitori dovrebbero intervenire qualora le neonate aziende promettenti si trovino in difficoltà nel superare le prime sfide legate all’accesso al credito e al capitale di rischio. Risulta, quindi, evidente che l’ambito Fintech non è il solo in cui le banche possano essere di supporto alla proliferazione di aziende innovative che, secondo dati raccolti dal Ministero dello Sviluppo Economico con la collaborazione di Unioncamere e InfoCamere, sono 10.630 solo sul territorio italiano.
Partendo da questi numeri, il Summit di StartupItalia - con desk dedicati, workshop, premi e conferenze sul palco principale - ha portato alla ribalta progetti dove il ruolo del banking classicamente inteso è fondamentale, anche in ambiti molto diversi da quello Fintech. Nel palinsesto dell’iniziativa StartupItalia Open Summit, organizzata nell’edificio di via Roentgen dell’Università Bocconi a Milano, sin dal mattino si sono infatti avvicendati anche alcuni rappresentanti dell’universo bancario e finanziario.
In ordine di apparizione, a rappresentare per primo il pianeta banche, è stato Marco Morelli, amministratore delegato e direttore generale di Banca Monte dei Paschi di Siena. In maniche di camicia, ma con cravatta, Morelli ha presentato OfficinaMps, un laboratorio permanente aperto a tutte le start-up che vorranno contribuire, attraverso idee innovative e all’avanguardia, all’evoluzione di Banca Mps. In un contesto sfidante per le giovani realtà imprenditoriali, si crea un’occasione unica di crescita e valorizzazione anche per i professionisti di Mps, che aiutano le start-up aderenti nella ricerca di soluzioni connesse con le strategie della banca e assicurano una veloce realizzazione dei progetti. In questo contesto, la seconda edizione di “OfficinaMps, idee per crescere”, progetto sviluppato in collaborazione con Accenture, ha visto trionfare la start-up Ugo, che passa dal concetto di “curare” a quello di “prendersi cura” e aiuta le famiglie in momenti difficili quali quelli in cui una persona cara ha bisogno di sostegno per una terapia, un’operazione, una malattia temporanea o cronica. Non si tratta di assumere un badante, ma di trovare una persona fidata che si prenda cura del nostro caro per il tempo necessario, che lo accompagni alle visite, che ci sostituisca magari nell’arduo compito di parlare con i medici, nel disbrigo pratiche. Per la nuova edizione del contest è già attiva la call (clicca qui).
A seguire, è stato presentato il progetto Hubble di Fondazione Cr Firenze, che ha dato lavoro a 140 persone. Si tratta di un programma di supporto finalizzato alla creazione di nuova impresa e all’accelerazione di aziende già esistenti, nato dalla collaborazione tra la Fondazione e Nana Bianca, laboratorio digitale dove i fondatori - Alessandro Sordi, Paolo Barberis e Jacopo Marello - lavorano a stretto contatto con le start-up, mettendo a disposizione strumenti, risorse, capitali e un forte know-how. Il supporto di Nana Bianca e quello della Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università degli Studi di Firenze è stato fondamentale per raggiungere gli obiettivi di Hubble: scouting, tutoring, mentoring, avvio e accelerazione delle migliori idee imprenditoriali attive sul territorio toscano, ma anche europeo, con particolare attenzione a progetti legati al digitale, che possano garantire future conseguenze favorevoli sulla crescita della nazione. Si affianca al programma la ristrutturazione del Granaio dell'Abbondanza, il deposito di grano in riva all’Arno della famiglia Medici, fatto costruire per conservare i cereali in vista di tempi peggiori. L’edificio si appresta a diventare un incubatore del digitale entro marzo.
Nel pomeriggio, è stata la volta di Fondazione Cariplo con il suo Cariplo Factory, un hub di innovazione aperto e dinamico, promosso in collaborazione con Microsoft, Fastweb, Terna e Novartis, che nasce con il fine di incoraggiare la libera diffusione di idee tramite la contaminazione di conoscenze, competenze ed esperienze nell’innovazione digitale. Cariplo Factory ha presentato la propria vision sullo spazio MIND, Milano Innovation District, che darà nuovo lustro all’area ex Expo a Milano. Il distretto sarà sviluppato grazie all’impegno congiunto di Lendlease, Arexpo, Ospedale Galeazzi, Università degli Studi di Milano, Istituto di Ricerca Human Technopole e Fondazione Triulza. A bordo già 55 aziende. Tra queste anche Cariplo Factory, che metterà a disposizione di MIND buone pratiche e abilità consolidate in oltre tre anni di attività e sarà ideatore e gestore dei programmi di innovazione realizzati al suo interno. Sarà creato uno spazio collaborativo, con percorsi di sostegno alle start-up in un luogo dove - anche grazie al 5G portato da Tim - si potrà eseguire e deliverare velocemente l’innovazione. Solo poche ore prima, Cariplo Factory aveva annunciato, insieme a Microsoft, sullo stesso palco, l’arrivo di Microsoft for Startups a Milano grazie a growITup, la piattaforma di Open Innovation creata congiuntamente per offrire servizi di incubazione, mentoring e sostegno, che ha già contribuito alla crescita di più di 150 start-up.
Nel tardo pomeriggio, poco prima della chiusura dell’evento, Barbara Carfagna ha intervistato il filosofo Floridi (già speaker al Salone dei Pagamenti 2018, qui la sua intervista) e Corrado Passera, Ceo della “nuova” illimity Bank. I due si sono confrontati soprattutto sui nuovi termini per l'era digitale, come OnLife: né online né offline, ovvero lo spazio in cui viviamo e vivremo. Secondo Passera, insieme all'OnLife, è arrivata anche la quarta rivoluzione industriale, che ha influenzato la nascita di illimity Bank. Nuovi entranti, tecnologia: tutto l’ecosistema abilita in maniera particolare le start-up che sanno interpretare fino in fondo i nuovi paradigmi, anche in settori prima a esclusivo appannaggio delle banche. Non ci si può adeguare parzialmente a questo nuovo scenario ed è per questo motivo che illimity, anche se ormai emancipatasi, deve rimanere una start-up nell'animo. Come? Con la contaminazione, per esempio. Le persone in illimity, infatti, arrivano da 145 aziende e 10 paesi diversi, al fine di creare l’ambiente adatto per innovare: vario, eterogeneo, curioso, critico, adattivo. Esattamente come dovrebbe aiutare a essere la scuola. Curiosità, spirito critico, capacità di adattamento: softskill importanti ma che, secondo Floridi, sono utili solo se affiancate alla vera conoscenza. Serve, infatti, secondo il filosofo, sapere di matematica, scienza, calcolo e statistica perché anche tra molti anni – pur nel tumulto del cambiamento sempre e a tutti i costi - queste materie saranno ancora la base su cui lavorare.
Luciano Floridi ha poi chiuso il suo discorso dicendo che “L'etica va d’accordo con l'economia ma è in tempi lunghi che ripaga”. L’investimento in start-up, invece, se oculato e focalizzato su iniziative meritevoli di attenzione da parte del mercato ripaga anche in tempi brevi. Scalare per credere.
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