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25 Ottobre 2026 / 08:13
 
La regolamentazione? Una leva strategica per il fintech

 
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La regolamentazione? Una leva strategica per il fintech

A cura della redazione - 27 Febbraio 2026
Lo sguardo di Daniele Giuliani, Vicepresidente ItaliaFintech, rispetto allo scenario e ai prossimi traguardi che il comparto dell'innovazione in ambito finanziario dovrà affrontare
 
L'innovazione fintech sta ridefinendo il modo in cui servizi finanziari, credito e pagamenti digitali vengono offerti. In questo scenario, la regolamentazione non è solo un vincolo, ma un elemento centrale per garantire crescita sostenibile, sicurezza e fiducia nel sistema finanziario. La sfida è integrare compliance, gestione del rischio e tecnologia per creare servizi innovativi rispettosi delle norme. È questa la riflessione di Daniele Giuliani, Vicepresidente ItaliaFintech e CEO di Genio Diligence, rispetto allo scenario e ai prossimi traguardi che il comparto dell'innovazione in ambito finanziario sta affrontando e rispetto ai quali il Salone dei Pagamenti 2025 è stato occasione di confronto e di sviluppo di nuovi sguardi. 
 
Dottor Giuliani, la regolamentazione rispetto allo sviluppo dell'ecosistema fintec ha sempre giocato un ruolo chiave. La compliance può diventare un vantaggio competitivo e non essere solo un obbligo?
Le aziende devono strutturarsi internamente, definendo governance, presidi di rischio e controlli prima di progettare prodotti e processi, in modo che la compliance sia parte integrante del design dei servizi e dei sistemi, e non un controllo aggiunto a posteriori. Solo integrando la normativa nel modello operativo si riducono rischi operativi e reputazionali, rafforzando la credibilità verso clienti, partner e investitori, e trasformando la conformità in un asset di crescita. Anticipare i requisiti regolamentari supporta la solidità dell'intero ecosistema, favorendo interoperabilità tra banche e operatori fintech. In ogni scelta, la compliance by design deve restare il faro: chi non la mette al centro non può assicurare stabilità né sostenibilità.
Quali insegnamenti emergono dall'indagine della Banca d'Italia sugli operatori fintech non vigilati?
Il mercato fintech non vigilato non è omogeneo ma frammentato in molteplici modelli operativi e tecnologie. I soggetti coinvolti mostrano diversità in termini di offerta di servizi, tecnologie adottate e strategie di crescita. Riteniamo che anche i soggetti non vigilati dovranno adottare standard chiari e strutturati di compliance e gestione dei rischi, l'assenza di presidi strutturati limita infatti l'affidabilità e l'integrazione con il sistema bancario. Un quadro regolamentare più coerente favorirebbe invece lo sviluppo responsabile dell'innovazione fintech, garantendo tutela della clientela e stabilità del mercato.
In che modo il Regulatory Sandbox può supportare test e sviluppo di nuove soluzioni in sicurezza, diventando uno strumento di "innovazione controllate"?
Il Regulatory Sandbox consente di testare prodotti e servizi innovativi in un contesto controllato, con supervisione diretta delle autorità. L'adozione di strumenti di sperimentazione regolamentata permette di sviluppare processi e soluzioni già conformi alla normativa, riducendo incertezze e rischi operativi. Per le banche partner, la sandbox garantisce affidabilità e sicurezza delle tecnologie integrate. Questi strumenti contribuiscono a creare standard condivisi tra operatori vigilati e non vigilati, rafforzando la resilienza complessiva del sistema e sostenendo fiducia, innovazione e stabilità del mercato finanziario.
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