Il senso dell’arte per la cura
di Ildegarda Ferraro
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6 Marzo 2026
Dalle evidenze scientifiche sull'"art therapy" alle esperienze che intrecciano cultura, salute e welfare culturale: arte e partecipazione culturale si confermano strumenti capaci di generare benessere individuale e sociale. Ne scrive Ildegarda Ferraro in un articolo pubblicato sul numero 2/2026 di Bancaria, di cui anticipiamo un estratto
Arte e cultura sono alla base della crescita personale e sociale. Le ultime ricerche confermano anche che sono una via per la salute, per mantenersi in buona forma, ma ancheproprio per rimettersi e rendere più efficace a ripresa psico fisica in caso di malattie. In-somma, sostengono e aiutano la cura. Si parla di «art cure» e di «art therapy». La cultura sostiene la salute e la salute a sua volta spinge l'arte. Il tema è ampiamente affrontato in am-bito internazionale dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma anche in Italia ci sono esperienze significative, tenute in ampia considerazione dal Ministero della Cultura(Mic). Molti i casi concreti, a partire dai musei, che non sono solo musei, ma centri diaggregazione e di iniziative di educazione e di salute anche per malattie invalidanti. E poiovviamente agli ospedali, come il Sant'Andrea di Roma o anche in centri minori, che rico-noscono nell'arte una forza se non proprio salvifica sicuramente di aiuto. In molti paesi èormai accreditata la «prescrizione sociale» per venire incontro a bisogni specifici. Intanto ècultura!, il Festival promosso da ABI e Acri, con le iniziative delle banche e fondazioni, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, anche quest'anno mette a disposi-zione un ricco palinsesto per tutti in tutta Italia.
«Art cure» e Rapporto Oms
Se ne parla da molto. Una nuova spinta scientifica viene dal libro Art cure: The Scienceof How the Art Transform Our Health di Daisy Fancourt, direttrice del Collaborating Cen-tre for Arts & Health dell'Organizzazione mondiale della sanità, e professoressa di psi-cobiologia e epidemiologia allo University College di Londra. Fancourt ha curato ilRapporto dell'Oms «Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento dellasalute e del benessere?» con i risultati di 3.000 studi che, come riporta il documento, «hanno messo in evidenza il ruolo determinante delle arti per quanto riguarda la prevenzione delle malattie, la promozione della salute e il trattamento e la gestione delle patologie che si manifestano nel corso della vita». L'arte e la cultura in termini più generali aiutano la cura, ma sono anche una efficace cassetta degli attrezzi di benessere e prevenzione. Alla base un concetto di salute che non è solo assenza di malattia, ma pienezza di vita.
I risultati del Rapporto sottolineano un potenziale impatto delle arti sia sulla salute mentale che su quella fisica. Due le categorie tematiche: prevenzione e promozione, gestione e trattamento.
Per quanto riguarda il primo ambito, l'indagine riporta che «le arti possono: influenzare i determinanti sociali della salute; sostenere lo sviluppo del bambino; incoraggiare com-portamenti che promuovono la salute; aiutare a prevenire le malattie; supportare l'assistenza e la cura». Per gestione e trattamento, invece, «possono: aiutare le persone che soffrono di malattie mentali; sostenere le cure per le persone in condizioni acute; so-stenere le persone con disturbi neuroevolutivi e neurologici; contribuire al trattamento di malattie croniche degenerative; concorrere all'assistenza nel fine vita».
Il Rapporto Oms si occupa di cinque ampie categorie:
- le arti performative (ad esempio teatro, danza, canto, musica, film);
- le arti visive, il design e l'artigianato (pittura, fotografia, scultura, tessile e altri prodotti di design e dell'artigianato);
- la letteratura (scrittura, lettura, partecipazione a festival letterari);
- la cultura (musei, gallerie, mostre d'arte, concerti, teatro, eventi comunitari, festival e fiere culturali);
- le arti online, digitali ed elettroniche (animazioni, film-making, computer grafica).
Queste categorie combinano sia un coinvolgimento attivo che uno ricettivo e, soprat-tutto, trascendono i confini culturali e racchiudono in sé la flessibilità necessaria perconsentire lo sviluppo di nuove forme d'arte, come dimostrato dallo sviluppo dellearti online, digitali ed elettroniche».
Alla base, come si diceva un concetto di salute molto ampio, inteso come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la mera assenza di malattia o infer-mità», tanto da renderla radicata profonda mente nella società e nella cultura. Inoltre, l'Oms pone l'accento sull'importanza della prevenzione delle malattie e, di conseguenza,su quanto è determinante per salute.
Manuale di «prescrizione sociale»
Quello che conta è attivare procedure che inneschino benessere. Non solo quindi farmaci e cure, ma «prescrizioni sociali», che possono agire profondamente sul quadro generale. Sempre l'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato un vero e proprio manuale in questo campo. Le indicazioni sono chiare: «La prescrizione sociale si basa sulle evidenze dell'impatto dei fattori socioeconomici sulla salute e sulla rilevanza dei determinanti sociali, cruciali per migliorare gli esiti di salute. L'obiettivo è favorire la promozione del benessere dei cittadini da parte dei professionisti sanitari anche attraverso le risorse di carattere sociale, culturale, sportive presenti e attive nella comunità locale» [...]
L'articolo integrale è pubblicato su Bancaria, n.2/2026: www.bancaria.it