l credito all’agricoltura si misura oggi con esigenze che vanno oltre il finanziamento degli investimenti. Rischio climatico, innovazione tecnologica, transizione energetica e ricambio generazionale stanno modificando le scelte delle imprese e, con esse, il ruolo della banca. Un cambiamento che Marco Mancinelli, Responsabile Agribusiness del Gruppo BCC Iccrea, mette al centro della videointervista realizzata da Bancaforte in occasione della Convention Fondazione Mario Ravà 2026 dedicata al nuovo credito all’agroalimentare.
Per il Gruppo BCC Iccrea si tratta di un mercato strettamente legato alle proprie origini: le BCC nascono infatti dall’esperienza delle casse rurali e mantengono una presenza significativa nel comparto. «Oggi abbiamo una quota di mercato di circa il 15% nell’agricoltura e del 10% nell’agroindustria», ricorda Mancinelli. Una posizione che consente al Gruppo di intercettare da vicino una fase nella quale, anche grazie alle opportunità offerte dal PNRR, molte aziende stanno ridefinendo priorità e allocazione delle risorse.
Tra le questioni più delicate c’è il ricambio generazionale, soprattutto per le aziende agricole che non trovano continuità all’interno della famiglia. In questi casi, sottolinea Mancinelli, la richiesta rivolta alla banca riguarda «un supporto anche finanziario e consulenziale» capace di accompagnare l’impresa nel medio-lungo periodo.
Ma la disponibilità di capitale non basta. Una delle leve decisive per lo sviluppo del settore è, secondo Mancinelli, una maggiore conoscenza dei rischi, a partire da quelli climatici e tecnologici. Una consapevolezza ancora non uniforme tra le imprese, mentre l’agricoltura resta particolarmente esposta agli eventi atmosferici. Per la banca si apre quindi uno spazio di intervento anche nella strutturazione di linee di credito destinate a investimenti capaci di mitigare i rischi ESG e rafforzare la capacità delle aziende di affrontare la transizione energetica.
Sul fronte degli strumenti, Mancinelli richiama innanzitutto i contratti di filiera, sostenuti dal Ministero dell’Agricoltura e dalle risorse del PNRR. BCC Iccrea ha maturato in questo ambito un’esperienza sia nella valutazione del merito agevolativo sia di quello creditizio, con l’obiettivo di favorire «la messa a terra di importanti investimenti» combinando credito e componente agevolativa.
Accanto ai contratti di filiera emerge il pegno rotativo, che Mancinelli definisce «una nuova frontiera del credito all’agricoltura e all’agroindustria». Il meccanismo permette di strutturare finanziamenti garantiti da beni agroalimentari: in sostanza, anche il magazzino può diventare una leva per accedere al credito. Il Gruppo ha stipulato convenzioni con diversi enti di certificazione proprio per rendere operative queste forme di finanziamento.
Innovazione finanziaria che richiede però competenze e confronto. Da qui, per Mancinelli, il valore di appuntamenti come la Convention Fondazione Mario Ravà: mettere allo stesso tavolo banche, istituzioni, tecnici, agronomi e operatori significa far dialogare conoscenze diverse e contribuire alla definizione di nuove strategie per il credito a uno dei comparti centrali dell’economia italiana.
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