Tre anni di certificazione sulla parità di genere permettono già di misurare la distanza percorsa. Alla BCC San Marzano cresce la presenza femminile, aumenta il peso delle donne nei ruoli di responsabilità e si riduce il divario retributivo. Numeri che Emanuele di Palma, Presidente della banca, porta nella videointervista rilasciata a Bancaforte in occasione della quarta edizione di D&I in Finance.
Il percorso è partito anche dall’adesione alla Carta delle donne in banca promossa dall’ABI, ma, sottolinea di Palma, non si è fermato agli impegni formali. Il punteggio della certificazione per la parità di genere è salito dal 77 all’80%. Nello stesso periodo la presenza femminile nell’organico è passata dal 32 al 34%, mentre il gender pay gap si è ridotto dall’11,3 all’8,8%.
Il cambiamento riguarda anche i livelli di responsabilità. Le donne con ruoli di quadro direttivo sono passate dal 24 al 27% e nel consiglio di amministrazione la presenza femminile ha raggiunto il 40%, superando la quota del 33%. «Non soltanto la presenza, ma anche il peso delle donne all’interno della banca è migliorato in maniera sensibile», osserva di Palma.
Per BCC San Marzano, però, inclusione non significa soltanto parità di genere. C’è anche un tema generazionale. La banca ha scelto di favorire l’ingresso degli under 30 nella compagine sociale, eliminando il sovrapprezzo e consentendo ai giovani di diventare soci con una quota di 5 euro. L’obiettivo è avvicinarli progressivamente anche ai luoghi in cui si prendono le decisioni. «Una banca del territorio deve essere inclusiva a 360 gradi», sintetizza di Palma.
La stessa impostazione si ritrova nelle iniziative rivolte alla comunità. Tra queste il Premio Valore Donna, arrivato alla quinta edizione e assegnato quest’anno a Francesca Fialdini per l’impegno contro la violenza di genere, compresa quella psicologica e quella che passa attraverso il linguaggio.
Proprio il linguaggio e la consapevolezza finanziaria sono diventati uno dei nuovi terreni di lavoro. In collaborazione con FedUF, la banca porta avanti attività di educazione finanziaria rivolte non solo ai giovani, ma anche agli adulti. A novembre è previsto l’incontro “Pane, denaro e stereotipi: pregiudizi e falsi miti”, pensato per affrontare convinzioni e comportamenti che incidono sulle scelte economiche quotidiane.
A settant’anni dalla nascita della banca, di Palma lega così il tema della D&I alla missione più tradizionale del credito cooperativo: accompagnare la crescita della comunità. «Più educazione finanziaria c’è sul territorio, più questo può crescere dal punto di vista economico e sociale». Una visione in cui la certificazione della parità di genere rappresenta un passaggio importante, ma non il punto di arrivo.
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