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27 Febbraio 2020 / 23:41
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Spunta, una grande autostrada anche per processi centrali

 
Fintech

Spunta, una grande autostrada anche per processi centrali

di Ildegarda Ferraro - 6 Febbraio 2020
"Stiamo costruendo una grande arteria su cui possono viaggiare attività core". Per la serie "Le voci di Spunta", ossia le opinioni e le posizioni dei protagonisti che lavorano a una Dlt del mondo bancario in Italia, ecco Demetrio Migliorati, Innovation Manager & Head of Blockchain in Banca Mediolanum. "Oltre a Spunta Estero – dice Migliorati – possiamo immaginare di mettere a fattor comune per i clienti e per il mondo bancario e assicurativo il grande impegno nel riconoscimento degli utenti". E la #blockchain è un sostantivo femminile ...
Parto da lontano, molto lontano. C’è un link che lega lo spirito macedone a Spunta, il progetto delle banche, coordinato da ABI Lab e promosso dall’ABI per risolvere la rendicontazione dei conti reciproci tra le banche con una blockchain permissioned. Insomma, il massimo dell’innovazione che non dimentica tutta la ricchezza che viene dal passato. E un po’ di spirito di Alessandro Magno.
Avevo scoperto per puro caso su Linkedin che i colleghi del gruppo di lavoro Spunta si sentono opliti. Qualcuno mi ha anche chiarito opliti macedoni. Ogni oplita con il suo scudo proteggeva il compagno di destra e i ranghi potevano essere più serrati. Vedo che la cosa li entusiasma. Per dare i riferimenti di in un seminario hanno indicato ben chiaro su di un cartello “riunione opliti!”. E si sono incontrati. Qualcuno di loro punta ad un flash mob “opliti”.
In questo scenario Demetrio Migliorati, Innovation manager & Head of blockchain in Banca Mediolanum, ci sta benissimo. E poi quel nome così macedone sembra quasi un destino... in fondo somiglia anche un po’ a Demetrio I Poliorcete, sovrano macedone, escludendo ovviamente la capigliatura e gli occhiali...

In fondo state costruendo un’autostrada, una grande arteria di connessione su cui possono viaggiare convogli diversi. I nodi della catena costruiti per Spunta potranno essere usati per altro? Per che cosa per esempio?

Innanzitutto, temi in analogia per regolamento e riconciliazione tra banche. Però la cosa più interessante può essere quella di collegare, di utilizzare questa tecnologia per mettere a profitto il grande sforzo delle banche nel fare kyc  (know your customer), per conoscere il proprio cliente, ossia riuscire a utilizzare questa via per mettere a fattor comune questo impegno. E ciò a vantaggio sia degli utenti che del mondo bancario. E magari assicurativo.

In che modo?

Come dicevo le banche sostengono un costo significativo nella costante opera di riconoscimento dei clienti. In Italia la bancarizzazione è estremamente diffusa, l’insieme della popolazione attiva che è stata oggetto di un processo kyc è straordinariamente esteso. È quindi molto interessante trovare un meccanismo attraverso il quale questa popolazione possa contare sul processo di riconoscimento già realizzato, quando vuole usufruire di un servizio presso uno degli attori del mondo bancario e finanziario in generale e, per quanto i dettami di compliance non coincidano completamente, anche del settore assicurativo. Insomma, l’obiettivo è snellire l’accesso ai servizi per il grande pubblico mettendo a profitto all’interno di queste due industry adiacenti l’onerosa procedura per identificare le persone, in modo che se una di queste persone è già stata censita questo censimento possa essere utilizzato senza doverlo ripetere.

Che cosa significa questo per l’utente?

Per il cliente il vantaggio è immenso, non occorre procedere a una nuova identificazione. Può semplicemente usare il precedente identificativo. Potrebbe essere semplicemente una funzione messa a disposizione nell’app della banca in cui autorizza un terzo a condividere le informazioni. Non è per nulla un progetto originale, in realtà è da tempo presente nel nord Europa. Si tratta di applicare lo stesso tipo di criterio attualizzandolo, ovvero usando una tecnologia come private permissioned distribuited ledger (Ppdlt), che come settore bancario ormai abbiamo a disposizione. Tutto ciò non si scontra, anzi, ma si connette con Spid, il Sistema pubblico di identità digitale. Si può immaginare un collegamento importante, assolutamente possibile e interessante con Spid. Stiamo semplicemente dicendo che avendo come banche una rete molto capillare e una normativa stringente diretta a una identificazione molto precisa la possiamo mettere a disposizione dei clienti e a fattor comune per il mondo bancario e assicurativo.

Per iperbole che cosa altro?

Qualche utopia? I sistemi informativi bancari in fondo non sono diversi. Mi rendo conto che sto lanciando una provocazione, ma in fondo anche il conto corrente potrebbe essere basato su questa tecnologia. Il conto corrente segue criteri di gestione molto “definiti” e utopicamente si potrebbe “commodizzare” per essere utilizzato con una tecnologia di questo tipo. E’ ovviamente una provocazione, ma l’idea è che qualsiasi cosa abbia alla base una relazione geografica tra attori differenti in fondo può basarsi su questa tecnologia. Abbiamo usato la Spunta perché come prima applicazione era meglio non usare un processo core. La provocazione può servire perché si inizi pensare a processi core, non marginali, perché tecnologicamente tutto questo è possibile.

La cosa più facile sarebbe immaginare la Spunta estero

È il naturale passaggio. Ma si potrebbe pensare di mettere su questa tecnologia le comunicazioni circa gli assegni circolari. C'è tutta una serie di temi, una moltitudine di processi in cui aiuterebbe anche molto inserire questa tecnologia. Insomma, possiamo andare su processi core.

Si capisce che oltre a una buona dose di follia nel circuito gira moltissima energia. E cultura. Quanta ce ne vuole per mettere a punto un progetto come questo?

Energia a bizzeffe. E grande competenza. L’Italia in questo è molto forte, abbiamo realtà davvero importanti. È comunque un argomento su cui c’è molto lavoro da fare anche in termini di formazione tecnica di livello sulla blockchain e Ppdlt.

Vedo che lei ha lanciato “La #blockchain è un sostantivo femminile”. È un progetto che vedrà la luce nel 2020 all’interno della Milano Digital week. Su LinkedIn ha già riscosso successo di pubblico e di critica. Di che si tratta con precisione?

È un’idea con due obiettivi. Il primo è riequilibrare la sensazione che nelle materie tecnologiche ci sia una netta prevalenza maschile. Abbiamo tantissime grandi professioniste che non hanno il palcoscenico che meritano. L’iniziativa è un piccolo spunto per ricordare a tutti che la presenza femminile è anche qui sensibile. Il progetto è sostanzialmente un dialogo tra professionisti della blockchain, intesa anche come Ppdlt, private permissioned distribuited ledger technology. Puntiamo a dibattere le esperienze che si sono fatte, le prospettive che abbiamo di fronte, le cose su cui dobbiamo lavorare per rendere questa architettura disponibile a tutti. In questa discussione visto che molti attori sono femminili è importante che emergano. E ciò non con la prospettiva delle quote rosa, ma proprio perché è questa componente femminile che ha in mano progetti.
Il secondo obiettivo è dare risalto a questa tecnologia. Oggi si parla molto di blockchain. Le aziende hanno molti progetti ancorati alla private permissioned distributed ledger technology (Ppdlt) e il mondo dei puristi della blockchain è sempre sostanzialmente dubbioso su questa costruzione. Ma Ppdlt ha bisogno dell’hype “blockchain” per emergere. E va detto forte.
Spunta è il progetto delle banche, coordinato da ABI Lab e promosso dall’ABI, per risolvere la rendicontazione dei conti reciproci tra le banche con una blockchain permissioned. La rubrica "Le voci di Spunta” raccoglie le opinioni e le posizioni di tutti i protagonisti che lavorano a una Dlt del mondo bancario in Italia. Qui tutti gli articoli della rubrica 
 
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