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21 Settembre 2020 / 08:34
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Spunta, pronti a nuove applicazioni

 
Banca

Spunta, pronti a nuove applicazioni

di Ildegarda Ferraro, Ildegarda Ferraro - 14 Luglio 2020
“L’esperienza del progetto Spunta conta. Le banche italiane sono già operative su un’infrastruttura di registri distribuiti, appunto una Distributed ledger technology (Dlt). Sono disponibili a partecipare a progetti e sperimentazioni, come per esempio su di una moneta digitale di Banca centrale europea”. Chi parla è Gianfranco Torriero, Vicedirettore generale dell’Abi, in questa intervista a Bancaforte. “Estendere l’uso del progetto con Spunta estero può essere nelle cose. È fisiologicamente il passaggio più naturale”. “Si possono immaginare usi diversi all’interno del comparto – aggiunge Torriero - ma si può anche ipotizzare la costruzione di nodi in altri ambiti che rendano fluida la relazione con il mondo bancario”. “Si potrebbe avviare – dice Torriero - una sperimentazione diretta a definire una piattaforma informatica che supporti il dialogo fra i vari attori coinvolti nella erogazione del credito garantito dallo Stato alle imprese e ai cittadini che ne hanno diritto, dando attuazione certa dei criteri stabiliti nelle normative”.
Il tempo sta cambiando. Basta poco a capirlo. A volte anche solo uno scatto, un’immagine. Che eravamo sul punto di essere riconosciuti come un laboratorio concreto l’ho capito dal “piccolo chimico”. Perché lo spirito di cogliere quello che cambia in questi che lavorano per il nuovo che avanza non si batte. E che il Vicedirettore generale dell’Abi Gianfranco Torriero, ingaggiato nella blockchain, diventasse il “piccolo chimico” rende bene il cambio di passo. E ve lo lascio qui il “piccolo chimico”, che illustra l’articolo di BNT Bit news today (vedi qui) con l’idea concreta della sperimentazione di alambicchi e diavolerie varie…
 
Un collega che ha abbastanza confidenza con Torriero mi dice che anche sua madre si è molto divertita a vedere quella foto. Perché forse rappresenta davvero lo spirito dell’uomo e del tempo. Bando alle chiacchiere, veniamo alle domande per questa nuova voce di Spunta.

Spunta è operativa. Un traguardo, ma anche un punto d’osservazione per prossime incursioni nel futuro. Lei che dice?

Sono concreto, non mi sento un illusionista, non parlerei di incursioni nel futuro. Dati alla mano posso dire che qui ed ora abbiamo 55 banche con un proprio nodo, che in un tempo molto breve hanno attivato un percorso di profondo cambiamento. Fino a pochi mesi fa per riconciliare posizioni reciproche occorreva risolvere con una telefonata o una mail, con un contatto diretto. Oggi la rendicontazione è su di una blockchain private permissioned, anzi come direbbero i puristi su di una Distributed ledger technology, su di una tecnologia di registri distribuiti. E questo è vero per il settore, non per un singolo processo o per una sola azienda. Possiamo effettivamente immaginare che con un’autostrada di questo tipo sono possibili nuovi traguardi.

Fa riferimento ad una possibile sperimentazione per l’euro digitale?

Anche, se si creano le condizioni perché no. Si parla molto di moneta digitale di Banca centrale. La Bce è molto attenta al tema. Emergono costanti spunti da parte di istituti centrali nel mondo. Penso al Giappone, oppure alla sperimentazione della Banca centrale di Svezia, o ancora alla Cina. Il tema è sul tavolo.

E l’Abi è uscita con i suoi 10 criteri per una Central Bank Digital Currency (Cbdc).

Il dibattito è all’attenzione di tutti. Una moneta digitale non emessa da un privato ma da una banca centrale può dare risposte significative in termini di efficacia e garantire sicurezza.

E le banche?

Le banche italiane sono disponibili a partecipare a progetti e sperimentazioni su di una moneta digitale di Banca centrale europea. Con le competenze acquisite nella realizzazione di infrastrutture e governance distribuita possono velocizzare la messa in opera di un’iniziativa di livello europeo in una prima nazione. L’esperienza del progetto Spunta conta. Le banche italiane sono già operative, hanno sviluppato esperienze e competenze anche su aspetti di governance. Possono e intendono essere parte del cambiamento introdotto da un’innovazione importante come quella delle monete digitali.

Tra le prospettive c’è Spunta estero.

È fisiologicamente il passaggio più naturale. Estendere l’uso del progetto con Spunta estero può essere nelle cose. C’è grande attenzione internazionale sul tema. D’altra parte, la Dlt non ha confini e può avere una prospettiva europea e non solo. Siamo stati più volte chiamati a raccontare il progetto a vari livelli. Il primo passaggio per condividere un profilo europeo è certamente la costituzione di un gruppo di lavoro. Naturalmente occorre adattare l’applicazione, perché il processo di riconciliazione in Italia è basato su presupposti che non sono esattamente gli stessi di altri paesi. Di qui l’utilità di un tavolo di lavoro a livello europeo per replicare il modello di sviluppo collaborativo che qui da noi ha funzionato al meglio.

Anche in Italia sono possibili nuove applicazioni?

Certo. I nodi delle banche ci sono. Si possono immaginare usi diversi all’interno del comparto. Ma si può anche ipotizzare la costruzione di nodi in altri ambiti che rendano fluida la relazione con il settore. Sono ipotesi da costruire, ma tutte molto concrete. E si possono realizzare in molte situazioni diverse.

Può fare un caso concreto?

Penso a questi ultimi mesi, la pandemia Covid-19, il lockdown, la ripartenza. Siamo tutti stati messi di fronte alla necessità di fare presto e bene per rispondere ad esigenze reali. Per semplificare, standardizzare e accelerare i crediti con garanzia pubblica può essere previsto il possibile uso di un’infrastruttura distribuita, anche attraverso il sistema di nodi già presenti presso le banche in Italia.

A che cosa si riferisce in particolare?

Si potrebbe avviare una sperimentazione diretta a definire una piattaforma informatica che supporti il dialogo fra i vari attori coinvolti nella erogazione del credito garantito dallo Stato alle imprese e ai cittadini che ne hanno diritto, dando attuazione certa dei criteri stabiliti nelle normative. La sperimentazione avrebbe lo scopo di creare un’infrastruttura distribuita che coinvolga tutti gli attori del processo, che permetta di sincronizzare gli eventi e le informazioni associate a ciascuna pratica e alimentate dai diversi attori ciascuno per la parte di propria competenza, garantendo al contempo una piena visibilità. Obiettivo dell’infrastruttura dev’essere consentire l’esecuzione automatizzata delle regole in base alle quali viene deliberato il credito, tracciabilità e immutabilità delle informazioni associate a ciascuna pratica e ai passaggi deliberativi da questa attraversati, il monitoraggio in tempo reale dello stato complessivo delle pratiche, l’attivazione rapida e automatizzata di nuove forme di garanzie al mutare delle esigenze normative, efficienza nel trasferimento dei crediti fra intermediari e di escussione delle garanzie.

In autunno andrà in produzione la terza wave, un nuovo gruppo di banche si unirà alle 55 che sono già operative.

Sì, tra ottobre e novembre ci sarà l’entrata in campo di nuove banche. Saremo a regime. Il settore bancario in Italia è il primo comparto che ha a disposizione un’autostrada informatica di questo tipo, ossia con una governance e una rete dedicata, sicura ed avanzata. Spunta è il progetto che ha consentito di passare da una soluzione di backoffice molto arcaica alla tecnologia più avanzata. Il lavoro è stato lungo ed impegnativo. Ci sono stati stop and go, ma ciascuno ha tenuto fermo lo sguardo sull’obiettivo di lungo periodo. Il risultato è certamente importante, sia per quanto riguarda lo scenario attuale, sia come dicevamo rispetto a possibili applicazioni future.

Che cosa ha significato mettere in opera Spunta?

Un cambio di paradigma importante. Tutte le componenti hanno lavorato sentendo di dover anteporre il “noi” all’”io”, che poi è il modo per disporre di standard e infrastrutture comuni grazie alle quali competere. E questo è vero per Abi, che ha sostenuto il progetto, per Abi Lab, che lo ha seguito costantemente, ma anche per tutti gli altri. Il progetto promosso dall’ABI, coordinato da ABI Lab - il Centro di ricerca e innovazione per la banca dell’Associazione bancaria italiana - per l’applicazione di una blockchain ai processi interbancari, ha visto l’impegno dei partner tecnici NTT DATA e SIA, oltre a R3 con la piattaforma Corda Enterprise.
E naturalmente le banche. Il gruppo pilota che ha portato avanti e governato Spunta è composto da 18 banche/gruppi bancari, che rappresentano il 78% del mondo bancario in termini di numero di dipendenti. Hanno fino ad ora partecipato attivamente alle scelte, all’implementazione e alla sperimentazione della nuova tecnologia distribuita. Le attività progettuali hanno coinvolto una community, coordinata da ABI Lab, di oltre 150 referenti delle banche pilota, dagli operatori di spunta al management, oltre al team di sviluppo composto da oltre 80 persone.
Certo il coordinamento di tutto questo ha assorbito molte energie, ma ha potuto fare leva sull’abitudine dell’Abi e di ABI Lab a costruire un consenso, a lavorare insieme, preservando gli spazi competitivi.
 
Spunta è il progetto delle banche, coordinato da ABI Lab e promosso dall’ABI, per risolvere la rendicontazione dei conti reciproci tra le banche con una blockchain permissioned. La rubrica "Le Voci di Spunta” raccoglie le opinioni e le posizioni di tutti i protagonisti che lavorano a una Dlt del mondo bancario in Italia. Qui tutti gli articoli della rubrica 
 
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