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Poste Italiane accelera la digital transformation

 
Pagamenti

Poste Italiane accelera la digital transformation

di Flavio Padovan - 5 Novembre 2019
Sono oltre 1,9 milioni i clienti che quotidianamente accedono ai servizi online di Poste Italiane. Lo annuncia a Bancaforte Marco Siracusano, AD di PostePay Spa, che spiega l’importante percorso di convergenza tra mondo tradizionale e digitale già realizzato e la strategia di sviluppo ulteriore avviata dalla società che guida dallo scorso ottobre
 
Sono numeri importanti quelli con cui Marco Siracusano, Amministratore Delegato di PostePay SpA, racconta a Bancaforte la digital transformation del Gruppo Poste Italiane. Sono 25 milioni i download di app, di cui circa 10 milioni solo della app Postepay, e circa 4 milioni i digital wallet attivati. Altro aspetto di rilievo riguarda le abitudini della clientela: nel 2019 sono diventati 1,9 milioni i clienti che quotidianamente accedono ai servizi online di Poste mentre si confermano un milione e mezzo quelli che si rivolgono ai canali fisici. Un risultato a cui ha contribuito in maniera significativa PostePay Spa, la società creata ad ottobre delle scorso anno proprio per accelerare la convergenza tra mondo digitale e tradizionale e tra pagamenti e telecomunicazioni. Abbiamo incontrato Siracusano a pochi giorni dal Salone dei Pagamenti per approfondire strategie e soluzioni di un operatore che sta facendo dell’innovazione un suo tratto distintivo.
PostePay Spa ha compiuto un anno da pochi giorni. Quali sono i principali risultati che avete ottenuto nei primi 12 mesi di operatività?
“Il 2019 di PostePay Spa è stato molto positivo sul piano sia quantitativo sia qualitativo. Siamo nati con l’obiettivo di realizzare un percorso di convergenza tra mondo fisico e digitale accompagnando i nostri clienti in questo percorso. I risultati che abbiamo raggiunto sono già molto significativi e marcano una evoluzione importante a livello di gruppo. Ad esempio, abbiamo superato i 25 milioni di download di app, di cui circa 10 milioni solo della app Postepay e sono stati attivati circa 4 milioni di e-wallet. Inoltre, da quando il Gruppo ha iniziato 3 anni fa la digital transformation, il numero di clienti che si rivolgono quotidianamente ai servizi digitali di Poste Italiane ha superato quello di chi utilizza i canali fisici. Attualmente sono 1,9 milioni sulle digital properties e un milione e mezzo presso i nostri sportelli tradizionali. E questa crescita dei clienti online non l’abbiamo ottenuta a scapito del flusso agli uffici postali – che è rimasto solido e stabile - ma è aggiuntiva. Chiaramente sono dati che si sovrappongono: ci sono clienti che nello stesso giorno utilizzano le digital properties e poi vanno agli sportelli. E questo accentua ancora di più il valore della scelta strategica di Postepay di puntare sulla convergenza del mondo digitale con quello tradizionale e di affermarci come ecosistema dei pagamenti che favorisce la crescita di tutte le soluzioni, dalle classiche carte, ai mobile payment, alle soluzioni integrate come Postepay connect, che integra anche la parte telco. Con un’offerta di casi d’uso e di servizi innovativi in una logica di open banking. Possiamo dire che siamo ormai passati dalla Digital Transformation alla Digital Acceleration.”.
A proposito di PostePay Connect, che avete lanciato lo scorso anno proprio al Salone dei Pagamenti, che risposta ha dato il mercato a questa piattaforma innovativa?
“Siamo molto soddisfatti, in particolare considerando che si tratta di una proposta realmente distintiva che integra i servizi di telefonia e quelli di pagamento offrendo servizi innovativi mai messi prima sul mercato. Non un semplice bundle commerciale, ma una piattaforma che integra nativamente i due mondi in un unico ambiente digitale. I risultati? Entrambi i business, sia quelli dei pagamenti sia quello mobile, sono cresciuti come previsto dal piano. Non solo: si sta creando anche una nuova community composta dai clienti che convergono dalle due offerte singole a quella di Postepay Connect”.
Una quota significativa delle transazioni online degli italiani è fatta tramite PostePay. Pensate che la Strong Customer Authentication possa avere un impatto negativo su quest'area di business e, più in generale, sul commercio elettronico europeo come molti temono?“Come operatore e grande intermediario abbiamo fatto per tempo tutto quello che era necessario fare. Perché noi crediamo che un business di successo deve essere per definizione sicuro, conforme e sostenibile. E per essere “PSD2 ready” abbiamo scelto - e siamo molto contenti di averlo fatto - CBI Globe, una piattaforma collaborativa che gran parte del settore bancario italiano ha adottato per la compliance alla nuova direttiva. Per quanto riguarda la SCA, siamo convinti che un rafforzamento della sicurezza fosse necessario e l’online banking italiano si è rapidamente adeguato alle indicazioni europee. Il mondo dell’e-commerce, invece, sta vivendo con ansia questo passaggio e i regolatori hanno dovuto prendere atto che è necessario più tempo. Perché la sicurezza è sì un fattore di successo, ma se viene fatta in modo affrettato e lontana dall’esperienza d’uso dei clienti, c’è il rischio di ridimensionare il business e la sua redditività”.
State per lanciare a Roma un progetto pilota che prevede l'utilizzo del QR Code per i pagamenti nei negozi. È la modalità giusta per accelerare l'uso della moneta elettronica tra gli italiani, come sembra indicare l'esperienza del mercato cinese?
“Abbiamo tanti progetti in cantiere, tra cui anche quello che utilizza il QR Code e che stiamo per testare a Roma. A gennaio, al termine del pilota, verificheremo i risultati e prenderemo una decisione. È sicuramente una tecnologia interessante che molti operatori stanno valutando per creare esperienze di pagamento e di incasso sempre più frictionless. Siamo entrati recentemente nel mondo dell’acquiring proprio per creare modalità innovative, non per fare concorrenza su quelle tradizionali. Altrimenti – mi permetta una battuta – ci saremmo chiamati PosteCard e non PostePay”.
 
Il Governo ha varato una manovra con misure che limitano l'uso del contante e promuovono i pagamenti digitali. È la strada giusta per far diventare la moneta elettronica un “gesto quotidiano” anche per gli italiani?
“L’attenzione e la varietà di proposte rivolte al mondo dei pagamenti non può essere che positiva. E non solamente dal punto di vista industriale, ma per l’efficienza della vita quotidiana. Nei portafogli degli italiani ci sono 99 milioni di carte di pagamento, ma i prelievi di contanti dagli Atm continuano a crescere e con ogni probabilità, non tutti hanno una consapevolezza diffusa dei costi del cash. Quindi ogni iniziativa che contribuisca a innalzare il livello di sensibilità su questi temi è benvenuta, che preveda o meno incentivi fiscali. È chiaro però che tutti gli operatori devono contribuire se si vuole un sistema più efficiente e più conveniente per gli utilizzatori. Da questo punto di vista le proposte del Governo sono uno stimolo importante e una chiamata all’azione per l’intero settore industriale”.
 
 
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