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08 Dicembre 2021 / 21:25
 La virtualizzazione rende sicuro anche il lavoro agile

 
Sicurezza

La virtualizzazione rende sicuro anche il lavoro agile

di Flavio Padovan - 16 Febbraio 2021
La diffusione dello smart working e delle altre forme di lavoro da remoto imposte dalla pandemia ha aumentato l'esposizione ad attacchi informatici. Un rischio che, spiega Franco Broccardo, CEO di Praim, può essere gestito in modo efficace scegliendo di virtualizzare gli endpoint. Una soluzione già adottata da molte banche che offre vantaggi anche in termini di costi
Le postazioni di lavoro possono continuare ad essere sicure e facili da gestire anche se non sono in sede, come è ormai routine nella nuova era dello smart working aperta dalla pandemia Covid. A permetterlo è la virtualizzazione, una soluzione a cui ancora ci si avvicina con troppa timidezza nonostante i vantaggi in termini di efficienza, protezione e risparmi. Ne abbiamo parlato con Franco Broccardo, CEO di Praim, società italiana tra i leader del settore nel nostro Paese.
“La virtualizzazione – spiega Broccardo - è senza dubbio una risposta efficace alle complessità legate al remote working, all'home office o, più in generale, al lavoro agile, diventato la nuova normalità con l'emergenza Covid. Da marzo 2020, riuscire a gestire e rendere sicure anche le postazioni dei lavoratori che hanno iniziato a svolgere la loro attività da casa è diventato un vero e proprio mantra per tutte le aziende, anche per il mondo finanziario e bancario. Perché è oggettivamente difficile tenere sotto controllo i notebook e tutti gli altri dispositivi utilizzati dal personale quando non sono collegati tramite una rete aziendale protetta. Una difficoltà però superabile accelerando la transizione verso la virtualizzazione, e Praim si propone proprio come Partner per accompagnare le banche e le altre società in questo percorso evolutivo”.

Qual è la soluzione che proponete e a chi vi rivolgete in particolare?

“Con la virtualizzazione ci rivolgiamo a quelle realtà che scelgono di avere i loro applicativi su cloud o su server all'interno dell'azienda e di mettere a disposizione dei loro dipendenti o collaboratori dei Thin Client. Si tratta di dispositivi più leggeri dal punto di vista hardware e software rispetto ai tradizionali PC, ma ugualmente performanti grazie all'accesso a risorse virtualizzate, e contemporaneamente, più sicuri e più semplici da gestire. Pur restando sempre nel mondo del virtual desktop, abbiamo creato anche un nostro sistema operativo, ThinOX, in grado di gestire i tradizionali personal computer e che, trasformando questi endpoint in Thin Client efficienti, ne estende anche la durata operativa. Al centro della nostra proposta c'è il software di gestione remota ThinMan che consente di amministrare facilmente tutti i dispositivi aziendali, di qualsiasi tipo ed ovunque siano, da un’unica e potente console”

Quali sono i vantaggi per una banca che vuole adottare le soluzioni Praim?

“La centralizzazione delle applicazioni consente agli IT Manager un controllo maggiore a livello banca, ottenendo maggiore efficienza, sicurezza e risparmi. L'Italia sta progressivamente superando il problema della stabilità delle reti e della disponibilità capillare della banda, e questo apre la possibilità di cambiare approccio e di puntare sulla Virtual Desktop Infrastructure (VDI). In particolare per il back-office, dove non c'è l'interazione immediata con il cliente e, quindi, la virtualizzazione delle applicazioni e la tecnologia del desktop virtuale è assolutamente vincente. Ma sta crescendo anche la domanda per l'attività di sportello. Per questo abbiamo fatto accordi con partner tecnologici per integrare facilmente quei dispositivi molto richiesti dalle banche che hanno una presenza sul territorio, come le tavolette grafometriche e i device per scannerizzare gli assegni. Non è banale riuscire a renderli disponibili con i Thin Client che utilizzano sistemi operativi non Microsoft. Praim ha voluto offrire questa integrazione, come anche quella delle smart card per il login, proprio perché conosce le esigenze specifiche del nostro mercato, a differenza di altri competitor internazionali che non riescono ad avere questa attenzione su funzionalità richieste solo in ambiti geografici ristretti”.

Quali sono le soluzioni più richieste dal mondo bancario e finanziario?

“Oggi un tema forte è riuscire a dare continuità operativa al back office nonostante lo smart working. Banca Popolare di Sondrio Suisse, ad esempio, ha scelto le nostre soluzioni. Ai loro collaboratori, in abbinamento al notebook, danno in dotazione una chiavetta USB che contiene il nostro sistema operativo Linux. Basta inserirla nel PC per attivare un ambiente blindato, tutto già configurato, che si collega direttamente ai server della sede centrale via internet. In questo modo BPS Suisse è tutelata da qualsiasi intrusione, cosa che non sarebbe possibile se il collaboratore utilizzasse un classico PC con sistema operativo tradizionale. Questa è la soluzione che oggi consiglio alle banche perché soddisfa un'esigenza urgente ed è necessaria per dare continuità al business. Molte realtà che l’hanno già adottata per le loro sedi e filiali – ad esempio Cornèr Banca, SBA, Banca Ifis, Banca Annia - ne stanno ampliando l'utilizzo anche al remote working. E sta succedendo lo stesso anche in altri settori. Ad esempio Telecom Italia, che da anni lavora in un ambiente virtualizzato, ci ha recentemente richiesto 6 mila chiavette USB per permettere al personale di lavorare da casa in sicurezza”.

Le soluzioni Praim sono molto apprezzate anche dal mercato del trading...

“Sì, riusciamo a dare soluzioni efficaci a tutto il mondo finance. Nel settore del trading, ad esempio, c'è anche la necessità di operare avendo costantemente sotto controllo molte videate contemporaneamente e questo vuol dire disporre di molti monitor, spesso oltre 4, ma si arriva anche a 8 e più. Esigenze, queste, che riusciamo a soddisfare grazie al nostro sistema operativo che può essere installato sia sui nostri Thin Client, sia su mini PC. In quest’area di business abbiamo avuto molte soddisfazioni fuori dall'Italia, in particolare a Londra, cuore della finanza europea fino alla Brexit, con moltissime società che operano nel trading, ma non solo, che sono diventate nostri affezionati clienti. Un settore non facile, quello della finanza, perché ogni realtà è diversa, e quando si opera nella virtualizzazione vanno sviluppati progetti specifici per ogni cliente. Sotto questo aspetto Praim riesce a dare un valore reale, perché siamo in questo mercato da anni, conosciamo le necessità degli operatori e delle banche e riusciamo ad essere veri partner”.

Qual è la vostra quota di mercato in Italia?

Da qualche anno Praim è vicina alla soglia del 50% del mercato della virtualizzazione in Italia. Un mercato non particolarmente grande, ma comunque sufficiente a garantire la presenza di altri due player oltre a noi.

Quali sono i mercati di riferimento di Praim?

“Circa l'80% del nostro fatturato lo realizziamo in Italia, il rimanente negli altri Paesi europei. Abbiamo clienti anche negli Usa, ma sono principalmente branch di società inglesi, spagnole e italiane. Il nostro principale obiettivo è continuare a svilupparci ancora nei mercati europei”.
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