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17 Ottobre 2026 / 12:03
CRIF: il futuro del credito alle imprese, tra rischi geopolitici e la nuova frontiera della valutazione ESG 

 
Credito

CRIF: il futuro del credito alle imprese, tra rischi geopolitici e la nuova frontiera della valutazione ESG 

- 17 Aprile 2025
A Credito e Finanza 2025, organizzato da ABI, gli esperti CRIF hanno delineato trend, innovazioni e strategie a disposizione dei player finanziari per sviluppare la relazione con le PMI e gestire al meglio i rischi ESG
Durante la prima giornata, Luca D'Amico, Chief Executive Officer di CRIF Ratings, è intervenuto nella tavola rotonda "Un Futuro da costruire insieme" sulla relazione tra banche e imprese, condividendo le ultime analisi dell'Osservatorio Imprese di CRIF. In particolare, CRIF ha dedicato un focus di analisi al settore del Mobile, alla vigilia dei nuovi dazi USA. "Il Mobile è uno dei comparti che maggiormente rappresenta il Made in Italy a livello internazionale e ha mostrato nell'ultimo biennio un buon livello di resilienza, sia in termini di performance economico-finanziaria che di rischiosità. Su quest'ultimo fronte, nel 2024 le imprese del Mobile si sono confermate in linea con il profilo di rischio nazionale. Tuttavia, il complesso contesto internazionale, e in particolar modo le scelte dell'amministrazione USA in merito all'applicazione di dazi su prodotti importati, potrebbe fortemente impattare sull'andamento della rischiosità del settore e determinarne una crescita", ha spiegato Luca D'Amico.

Credito alle imprese: approccio AI-based e forward looking

In un contesto come quello attuale ad alto rischio geopolitico, D'Amico ha inoltre approfondito le strategie che le banche possono adottare per sviluppare la relazione con le piccole e medie imprese, illustrando progetti di successo basati su AI e un approccio forward looking. 
"L'artificial intelligence è utilizzata da CRIF da oltre 15 anni e numerose sono già le applicazioni concrete a supporto del mercato. Le enormi potenzialità dell'AI per le istituzioni finanziarie si concretizzano in strumenti avanzati per migliorare i processi di prospecting e origination, quali ad esempio quelli utilizzati con il supporto di CRIF da CREDEM per espandere il segmento SME e da Banco BPM per ottimizzare i controlli di secondo livello".
In particolare, CRIF ha sviluppato un'applicazione innovativa per l'automazione della gestione documentale, che consente l'annotazione e l'esplorazione di documenti aziendali come bilanci, perizie immobiliari e report. 
Un ulteriore esempio di innovazione riguarda i controlli di secondo livello, per i quali CRIF ha creato uno strumento basato su GenAI che utilizza modelli di linguaggio avanzati e prompt specifici. Grazie a questo strumento, la metà delle pratiche risultano effettivamente anomale dopo la verifica degli analisti della banca.
Inoltre, CRIF RATINGS, una delle principali agenzie di Rating in Europa, autorizzata da ESMA quale External Credit Assessment Institution (ECAI) per il calcolo dei requisiti prudenziali di capitale e di solvibilità, ha utilizzato la tecnologia GenAI per estrarre dati significativi da documenti complessi, accelerando processi che in precedenza richiedevano settimane. Questa tecnologia è stata anche impiegata per redigere bozze di documenti come le delibere creditizie, riducendo i tempi operativi e migliorando la standardizzazione degli analisti dell'agenzia di rating.

Innovare la valutazione ESG: condivisione e dialogo per una migliore sostenibilità 

La seconda giornata di "Credito e Finanza" ha visto intervenire, tra i protagonisti della sessione "Il credito per la transizione digitale ed ecologica", Gianluca Natalini, Senior Client Manager di CRIF, che ha delineato l'approccio evolutivo e collaborativo nella gestione dei rischi ESG.
Nel corso degli anni, CRIF ha ampliato il proprio patrimonio informativo ed ESG Data Lake, mantenendolo aggiornato per rispondere alle esigenze del mercato. Questo impegno ha permesso di sviluppare competenze avanzate nella gestione dei dati di sostenibilità, supportando imprese e istituti finanziari nella transizione verso pratiche sostenibili.
Un tema centrale in ambito ESG è quello della valutazione dei rischi. Le linee guida dell'EBA stabiliscono infatti i requisiti che le istituzioni finanziarie devono attuare per una corretta identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi ESG. Questi requisiti includono la predisposizione di piani di transizione volti a garantire la resilienza dell'istituzione nel breve, medio e lungo termine, e l'allineamento delle banche agli obiettivi di sostenibilità. Nel dettaglio, le linee guida richiedono la pianificazione di piani di transizione, che devono essere monitorati, revisionati e aggiornati regolarmente. Questi piani aiutano le istituzioni finanziarie a identificare i bisogni e i prodotti più idonei per supportare la transizione sostenibile delle imprese.

La nuova relazione "ESG-based" tra banca e impresa

"La valutazione ESG deve evolversi da un processo finalizzato alla valutazione dei rischi a uno strumento di condivisione e dialogo con l'impresa. Questo approccio presenta dei vantaggi per entrambi gli attori coinvolti: alle banche consente di migliorare il processo di acquisizione dei dati ESG e di identificare in modo più puntuale i rischi e le opportunità di business; per le imprese permette di superare le asimmetrie informative e trovare un'offerta più mirata ai propri bisogni" - ha commentato Natalini. 
In questa direzione, il questionario ESG Synesgy realizzato da CRIF rappresenta uno strumento fondamentale di dialogo tra banca e impresa. Offre una base comune di misurazione del profilo ESG dell'impresa e supporta l'identificazione dei bisogni, oltre a fornire un benchmark di riferimento e un certificato riconosciuto dal mercato. L'acquisizione delle informazioni sottostanti al piano di transizione rappresenta un'opportunità di confronto tra banca e impresa, identificando gli interventi ammissibili per l'accesso alla finanza agevolata. 
La GenAI può inoltre aiutare la banca a valorizzare il patrimonio informativo ESG, identificando i bisogni specifici dell'impresa e associando i prodotti a catalogo in funzione delle rispettive caratteristiche. Questo approccio consente di svolgere azioni commerciali più mirate ed efficaci.
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