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Bancassicurazione, l'innovazione viaggia in fretta

 
Fintech

Bancassicurazione, l'innovazione viaggia in fretta

di Giovanni Lefosse - 11 Settembre 2019
Le tecnologie e, ancor più, un approccio customer-centric alle tecnologie aprono ampie possibilità al mondo assicurativo per semplificare l'offerta ai clienti e rendere più fluidi e più veloci i processi. Ne parla Michele Novelli, Partner di Digital Magics, che sottolinea come negli ultimi anni si stanno affacciando sul mercato sempre più start-up innovative Insurtech. E' sui dati e la loro gestione che si costruirà vantaggio competitivo e dove si andrà a concentrare un'importante quota di investimenti. Un tema chiave a Bancassicurazione 2019, l'evento annuale promosso dall'ABI e dall'ANIA che si svolgerà il 25 e 26 settembre presso Roma Eventi - Piazza di Spagna
“Quello assicurativo è un settore che molto presto sarà investito da una forte pressione innovativa perché ci sono ampi spazi di intervento”. Lo afferma Michele Novelli, Partner di Digital Magics, che di innovazione se ne intende e che sarà tra i protagonisti di Bancassicurazione 2019, l’evento promosso dall’ABI e dall'ANIA del 25 e 26 settembre (vai allo speciale di Bancaforte e al sito dedicato). Michele Novelli oggi fa parte di uno dei maggiori incubatori italiani di start-up e ha alle spalle quasi trent’anni di esperienza maturata con diverse aziende in fase di sviluppo iniziale. “Mi viene quasi da ridere pensare che le aziende di cui mi sono occupato erano considerate ai tempi start-up se considero Omnitel (oggi Vodafone), Fastweb o la tedesca Hansenet (stesso modello di business di Fastweb). Mi è sempre piaciuto occuparmi di investimenti in start-up, per aiutarle a compiere i primi passi sul mercato. Penso di unire la voglia di costruire progetti nuovi basati sulla tecnologia alla comprensione di come funziona una grande azienda e le sue dinamiche”.

Mondo assicurativo e rivoluzione tecnologia: a che punto siamo? Quanto è arrivata l'innovazione in questo settore e quali sono i segnali che coglie? 

L’innovazione tecnologia non ha ancora investito pienamente il settore. Parto da un articolo dell’Economist di qualche mese fa che mette il settore assicurativo al penultimo posto in termini di  innovazione. Non ci sono assicurazioni, secondo l’Economist, tra le prime 1.000 aziende quotate per spesa in ricerca e sviluppo, con le società che allocano solo il 3,6% dei ricavi in tecnologie It, contro il 7% da parte delle banche. È evidente che ci si trova di fronte a un settore che solo adesso sta incominciando a sentire la pressione della competizione tecnologica. Però penso che questa pressione sta arrivando molto in fretta e che, nel giro di qualche anno, le statistiche mostreranno una situazione differente.

Il mondo delle Insurtech  sta quindi correndo. Valgono anche in questo settore le logiche di partnership come tra Fintech e banche?

Negli ultimi anni sono stati eseguiti molti investimenti in start-up Insurtech. Solo il primo quadrimestre di quest’anno ha visto 85 deals per un totale di 1,42 miliardi di euro. Numeri che dimostrano l’interesse crescente nel settore. Ci sono anche diversi progetti verticali da parte di acceleratori e incubatori; in particolare i grossi riassicuratori hanno un ruolo importante nello spingere l’innovazione. Basti pensare solo all’importanza di Munich Re con Prima.it. Sicuramente alcuni player si stanno muovendo per avere un ruolo importante nell’ecosistema Insurtech cercando attivamente di essere presenti in start-up interessanti. Quindi ho l’impressione che siano più le corporate a cercare le start-up che il contrario.

Che cosa il digitale sta ridisegnando e ridisegnerà? Quali sono le aree e i servizi più coinvolti?

Molte start-up si focalizzano sul cliente cercando di semplificare la fase di quotazione e di costruire polizze più trasparenti. Lo stesso vale per il processo di rimborso. Altre invece si propongono di semplificare i processi interni alle compagnie rendendoli più veloci, chiari e meno costosi. Ci sono poi start-up che vogliono rendere più sociale e condivise le polizze, riproponendo una mutualità che dovrebbe essere già alla base del modello assicurativo. Infine ci sono progetti che cercano di andare a coprire nicchie di mercato, rivolgendosi a particolari tipologie di clienti come per esempio i rider del Delivery.

E quali sono le tecnologie più impattanti?

Le tecnologie permettono ora di personalizzare e di rendere più veloci le decisioni di pricing; l’intelligenza artificiale avrà sempre più un ruolo importante nella costruzione dei modelli attuariali permettendo alle compagnie di esplorare aree di mercato precedentemente irraggiungibili o fornire un servizio a un costo più basso, attirando in questo modo clienti che prima non era economicamente conveniente acquisire. Inoltre, un segmento che ad oggi è ancora poco esplorato, quello delle piccole e piccolissime aziende, considerato difficile da assicurare a causa della sua complessità e non economicità, grazie a nuove fonti di dati, acquisiti ad esempio in base alle nuove norme Psd2, diventerà più facile da comprendere e sarà conseguentemente più semplice costruire un sistema di offerta ad hoc. I dati e la loro gestione sono e saranno sempre più una delle aree su cui si costruirà vantaggio competitivo e dove si andrà a concentrare una importante fetta degli investimenti totali.

Customer experience e semplificazione: due parole chiave. Come stanno rispondendo le compagnie assicurative e le banche?

Esiste un punto di vista, che è tipico di chi investe in innovazione, che cerca di guardare a quanta complessità viene passata al cliente e quanto le tecnologie, o ancor meglio un approccio “customer-centric” delle tecnologie, siano in grado di diminuire questa complessità. Ci sono settori che sono complessi, anche estremamente complessi, ma in quanto basati su prodotti digitali o digitalizzabili, potrebbero essere continuamente semplificati. Provo a fare un esempio: una canzone alla fine è un “file” e, in quanto tale, può essere scritto su un Cd ma, per sua natura, può anche arrivare al cliente attraverso altre strade. Le major del mondo della musica non si sono realmente rese conto in passato che il loro prodotto fosse “fintamente” fisico e quindi che buona parte del potere che avevano costruito fosse basato sul controllo di processi eliminabili. Lo stessa concetto è alla base della grande trasformazione del sistema bancario e finanziario; in fin dei conti, anche in questo caso il prodotto è un contratto digitalizzabile, una scrittura contabile o una transazione su un database. Chi produce insalata o biciclette non ha questo problema, il prodotto è fisico e quindi la componente fisica è ineliminabile.

I prodotti assicurativi sono digitali e quindi arriverà sempre più semplificazione ...

Esatto. I clienti capiranno di più, i processi di vendita saranno più fluidi, la componente automatica nel pricing crescerà e la gestione operativa della macchina assicurativa potrà essere fluidificata in maniera continua. Le compagnie assicurative dovranno abbracciare un cambiamento già avvenuto in altri settori, anche molto vicini come quello bancario, affidatosi a processi interni o, come spesso capita, confrontandosi con nuovi entranti che sempre di più stanno vedendo spazi di miglioramento e li vogliono aggredire.

Lei è Partner di Digital Magics dove si occupa di Fintech e Insurtech. Quali sono i progetti in corso?

Digital Magics lancerà a breve la seconda edizione di Magic Wand (questo il nome che diamo ai nostri programmi di accelerazione), dedicato ai settori Fintech e Insurtech con attenzione particolare, quest’anno, a cybersecurity e blockchain. La scorsa edizione ha avuto un successo direi inaspettato. Le 6 start-up che hanno partecipato alla fase finale sono tutte “up&running” e, oltre ad aver completato degli aumenti di capitale interessanti, stanno crescendo molto bene sul mercato e stanno diventando punti di riferimento nei loro settori. 
 
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