Sostenere la competitività dell’agricoltura, favorire l’accesso al credito per giovani e donne e rafforzare gli strumenti di prevenzione contro gli effetti dei cambiamenti climatici. Sono queste le direttrici lungo cui si muove l’azione della Banca Europea per gli Investimenti, come spiega Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI, intervenuta alla Convention 2026 della Fondazione Mario Ravà dedicata al tema del nuovo credito all’agroalimentare.
“La BEI finanzia ogni anno agricoltura e bioeconomia con circa 6-7 miliardi di euro a livello europeo e mondiale”, ricorda Vigliotti. Un impegno che negli ultimi anni si è concentrato in particolare sulle categorie che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai finanziamenti. “Abbiamo lanciato un programma da 3 miliardi di euro per sostenere giovani e donne nel settore agricolo e circa la metà delle risorse è già stata erogata”. L'Italia è tra i Paesi che stanno rispondendo con maggiore dinamismo: attraverso operazioni dedicate al settore bancario sono stati già mobilitati 400 milioni di euro di finanziamenti diretti a banche italiane, a cui si aggiungono altri 200 milioni di euro erogati indirettamente, per sostenere gli investimenti delle imprese agricole e agroalimentari.
Accanto al credito, cresce però l’attenzione verso la gestione dei rischi climatici, tema sempre più centrale per il futuro dell’agricoltura europea. “Come Banca del Clima siamo molto consapevoli dell’impatto che gli eventi catastrofali hanno su comparti come quello agricolo”, sottolinea Vigliotti. Per questo, accanto agli strumenti finanziari, diventa fondamentale sviluppare soluzioni assicurative e diffondere una maggiore cultura della prevenzione. Un concetto che la Vicepresidente della BEI sintetizza con un dato particolarmente efficace: “Spendere un euro nella prevenzione permette di risparmiare sei euro nella riparazione”.
La Convention della Fondazione Mario Ravà rappresenta, in questa prospettiva, un’occasione preziosa di confronto tra tutti gli attori della filiera. “Mettere intorno allo stesso tavolo autorità pubbliche, banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie internazionali è fondamentale per condividere proposte e costruire strumenti più adeguati alle esigenze del settore”, evidenzia Vigliotti. Un dialogo che, secondo la Vicepresidente della BEI, deve essere accompagnato anche da attività di assistenza tecnica e trasferimento di competenze, indispensabili per rendere più efficaci gli strumenti finanziari.
Guardando al futuro, la BEI osserva con particolare interesse l’esperienza italiana nella gestione del rischio agricolo. “L’Italia è uno dei Paesi che ha compiuto i maggiori progressi in questo ambito”, afferma Vigliotti. Un modello che la BEI sta studiando insieme alla Commissione Europea per individuare soluzioni che possano essere estese a livello continentale, contribuendo a rafforzare la resilienza finanziaria delle imprese agricole di fronte all'aumento degli eventi climatici estremi.
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