Non basta più valutare il rischio climatico: occorre trasformare questi dati in uno strumento capace di guidare le decisioni di investimento e di credito. È la sfida su cui sta lavorando Prometeia, come spiega Luca Bartolucci alla Convention 2026 della Fondazione Mario Ravà, proponendo un approccio che aiuta le banche a individuare le imprese agricole più esposte agli eventi estremi ma anche quelle più pronte a investire nell'adattamento.
“Per anni abbiamo sviluppato modelli di valutazione del rischio climatico e del rischio climatico in agricoltura. A un certo punto ci siamo chiesti come passare da uno strumento che osserva il problema a uno strumento che aiuti a costruire soluzioni”, spiega Bartolucci. L’obiettivo è favorire un dialogo più efficace tra banche e imprese agricole, individuando investimenti in tecnologie di adattamento capaci di ridurre concretamente l’esposizione agli eventi climatici estremi.
La logica è quella di creare un circolo virtuoso tra sostenibilità e accesso al credito. “Se una tecnologia consente di ridurre le perdite produttive e la volatilità dei risultati aziendali, la banca può finanziare l’impresa in modo più stabile e a condizioni migliori”, sottolinea Bartolucci. In questo modo gli investimenti per l’adattamento climatico non vengono più considerati soltanto un costo, ma diventano uno strumento di rafforzamento della competitività e della bancabilità delle aziende agricole.
Per raggiungere questo obiettivo Prometeia ha costruito modelli che integrano fonti informative molto diverse tra loro. “Abbiamo cercato di accorciare la distanza tra banca e impresa sfruttando il più possibile i dati pubblicamente disponibili”, racconta Bartolucci. Tra questi figurano immagini satellitari elaborate attraverso tecniche di intelligenza artificiale, dati economico-finanziari, informazioni strutturali e indicatori settoriali, utilizzati per identificare le imprese maggiormente esposte ai rischi futuri ma anche quelle con le maggiori opportunità di adattamento.
In questo percorso un ruolo importante è svolto dalla collaborazione con l’Università di Bologna. “Ci siamo resi conto di non avere tutte le competenze necessarie all’interno della nostra organizzazione”, spiega Bartolucci. Per questo Prometeia ha coinvolto la Facoltà di Agraria e il team guidato dal professor Attilio Toscano, con l’obiettivo di rendere più efficace il dialogo con le imprese agricole. “La sfida è fare poche domande, ma quelle giuste, per permettere ai modelli di interpretare correttamente la situazione e costruire le soluzioni più adeguate”.
Il risultato è un approccio che mette insieme finanza, tecnologia e competenze agronomiche per accompagnare il settore agricolo in una delle trasformazioni più rilevanti dei prossimi anni: quella imposta dal cambiamento climatico.
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